3-0 netto per gli azzurri, cadono Genoa, Parma e Samp

Vittorie anche per Cagliari, Siena e Modena

 

Giorgio Siffotti

 

NOVARA – SASSUOLO 3-0

 

NOVARA (4-3-1-2): Brambilla; Peverelli, Balzaretti, Bellich, Concina; Piacenza, Panzeri, Branca; Bortoli (26’ pt Faragò); Clori (18’ st Mignanelli), De Respinis (38’ st Elca). All.: Gattuso.

SASSUOLO (4-4-2): Pagani; Cappelletti, Martino (35’ st Zecchini), Benedetti, Finizza; Berardi (23’ st Scialla), Vaccari, Gentile (28’ st Lari), Ferrara; Falcinelli, Barbuti. All.: Mandelli.

ARBITRO: Aureliano di Bologna.

MARCATORI: 17’ pt Peverelli; 17’ st De Respinis rig.; 44’ st Balzaretti.

ESPULSI: 17’ st Finizza (S); 46’ st Branca (N).

 

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Il mister del Novara, Gattuso

 

Parte bene il Novara nella prima giornata del campionato Primavera, la squadra di Gattuso supera con un netto 3-0 il Sassuolo, non senza però qualche fatica. Brambilla è bravo a parare un rigore quando i suoi compagni erano appena riusciti a sbloccare il risultato con la rete di Peverelli  bravo a respingere in gol un tiro di De Respinis terminato sul palo. Il portiere azzurro ipnotizza Falcinelli, steso poco prima da Bellich in area. Il Sassuolo ci prova ancora e sfiora la rete con Vaccari di testa che vede respingere il pallone sulla linea da Panzeri, arrivando al pareggio con Martino bravo a superare Brambilla, ma scorretto nel controllo del pallone aiutandosi con le braccia. Rete annullata e Novara che torna padrone del campo trovando il raddoppio grazie a Clori (classe ’94 ex Torino) steso in area da Finazza. Rigore e cartellino rosso per il difensore emiliano. Dagli undici metri non sbaglia De Respinis e nel finale arriva anche il sigillo definitivo di Balzaretti, pronto nell’indirizzare a rete di testa un preciso cross di Mignanelli.

LE ALTRE – Partono male Sampdoria e Genoa battute rispettivamente in trasferta dal Cagliari per 1-0 (rete di Chelo) e in casa dal Siena per 2-0 (reti di Candiano e Vitale). Sorpresa a Modena dove i padroni di casa superano con un netto 3-0 (gol di Ansaloni su rigore, Aldrovandi e Djordjevic) il Parma che da quest’anno si è affidata all’allenatore Faustino Pizzi, indimenticato numero dieci degli anni di, tra le altre, Inter e Padova; mentre a Livorno nessuna sorpresa nell’annotare la netta vittoria dell’Empoli sui padroni di casa per 4-2 (marcatori Saccà con una doppietta, Rugani e Tempesti per gli ospiti, Moscati e Scannadinari per gli amaranto).

 

RISULTATI

CAGLIARI – SAMPDORIA 1-0

GENOA – SIENA 0-2

FIORENTINA – JUVETNUS 1-0

LIVORNO – EMPOLI 2-4

MODENA – PARMA 3-0

NOVARA – SASSUOLO 3-0

TORINO – GROSSETO 0-1

La Primavera bianconera di Baroni sconfitta dalla Fiorentina

Branescu evita un passivo maggiore, ma nulla può sulla punizione viola

 

Giorgio Siffotti

 

FIORENTINA - JUVENTUS 1-0

 

FIORENTINA (4-2-3-1): Lezzerini; Bittante (24’ st Biondi), Camporese, Rozzio, Ashong; Agyei, Salifu; Acosty, Campagnaro, Matos, (35’ st Panatti); Babacar. A disp.: Bardini, Baccarin, Barbero, Empereur, Magheri. All.: Consumi (Semplici squalificato).

JUVENTUS (4-2-3-1): Branescu; Carfora, Rubin, Di Dio, Liviero; Chisbah, Corticchia( 21’ st Schiavone); Ruggiero (1’ st Margiotta), Spinazzola, De Silvestro; Libertazzi. A disp.: Sluga, Belfasti, Magnusson, Emmanuello, Lanini. All.: Baroni.

ARBITRO: Marini di Roma.

MARCATORE: 10’ pt Babacar.

AMMONITI: Corticchia (J), Rubin (J), Biondi (F).

 

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Branescu, portiere della Primavera bianconera

 

FIRENZE FIESOLE – L’esordio ufficiale sulla panchina bianconera della Primavera di Marco Baroni non è dei più felici, ma il tecnico può guardare al futuro fiducioso visto l’organico a disposizione e le buone idee di gioco che sta inculcando alla squadra. Contro la Fiorentina arriva una sconfitta giusta per quanto fatto vedere nel corso della partita dalle due squadre: i viola sono apparsi più avanti nella condizione complice anche il calendario che li ha visti protagonisti ad inizio settembre nella finale della Supercoppa Italiana vinta contro la Roma per 3-2. Semplici, nuovo allenatore viola, sostituito in panchina da Consumi vista la squalifica ancora da scontare, ripropone dall’inizio la stessa squadra capace di superare all’Olimpico la Roma campione d’Italia con due giocatori in grado di fare la differenza in Primavera, ovvero Camporese in difesa e Babacar in attacco. Il senegalese è stato relegato in Primavera dal direttore sportivo Corvino deciso a punirlo per aver rifiutato i prestiti proposti nel corso dell’estate all’attaccante, mentre il difensore sta ritrovando la forma dopo l’intervento alla spalla di luglio. La Juventus da parte sua si presenta al via con qualche assenza importante, su tutte quella dell’attaccante Beltrame, prelevato in prestito dal Novara e colpito il giorno prima della gara da un attacco influenzale che lo ha debilitato. Inoltre in difesa manca Garcia per problemi burocratici, in attesa di avere a disposizione i fratelli brasiliani Appelt che fino a gennaio saranno costretti a guardare i compagni come ben si sapeva al momento del tesseramento. Ma Baroni ottiene una conferma importante: il portiere romeno Branescu dimostra di avere veramente grandi doti e di meritare gli accostamenti a nuovo Buffon, evitando nel corso della partita un passivo ben più pesante dell’1-0 con cui la Fiorentina ottiene i tre punti.

LA GARA – Le due squadre hanno dato vita ad una partita non bella da vedere, come spesso accade quando si affrontano due compagini che lottano per il vertice in uno scontro diretto. La Fiorentina ha però messo in crisi la Juventus sfruttando un sistema di gioco ormai rodato per una squadra che gioca insieme da un campionato intero. Branescu ha saputo opporsi con bravura alle conclusione di Acosty, di Babacar e di Matos che hanno provato in tre circostanze a sbloccare il risultato, ma nulla ha potuto sulla punizione di Babacar al 10 del primo tempo che non ha lasciato scampo all’estremo bianconero. Troppo ingenuo il neo acquisto Chisbah prelevato dal Sassuolo che oltre a dimostrarsi ancora troppo lento nel smistare palla in mediana, commette troppi falli quando ripiega per assistere i difensori. La chiave della partita è questa, se la Juventus vorrà continuare a giocare con il modulo che prevede tre trequartisti alle spalle dell’unica punta Libertazzi, chiamato a sua volta alla consacrazione definitiva dopo due stagioni in fondo deludenti per lui, dovrà mettere a punto l’intesa tra i due mediani che difficilmente possono essere Chisba e Corticchia. Più facile pensare ad una mediana con il ghanese e Schiavone, altro elemento forse troppo presto additato come futura promessa del calcio italiano, con il primo sgravato da compiti di impostazione e il secondo a fungere da regista puro.

 

10 settembre 2011

Granata piegati in casa 1-0 dal Grosseto nella prima di campionato

Asta atteso da molto lavoro: poco gioco, nervi a fior di pelle e attacco spuntato

 

Giorgio Siffotti

 

TORINO – GROSSETO 0-1

 

TORINO (4-3-1-2): A. Gomis  6; Milani 6 (35’ st Marcelli ng), Fiore 5.5, Chiosa 6, Sampò 3; Diarrà 4, Panepinto 5, Gatto 6.5 (20’ st Ferrante 5); Barbosa Da Silva 5.5 (10’ st Bosco 5); Fumana 5, Vita 6. A disp.: Di Martino, Cinaglia, Pernice, Cibrario. All. Asta 5.5.

GROSSETO (4-2-3-1): Montrucchio 6.5; Cerquetini 6, Zamagni 6.5; Caiazzo 6.5, Dombrovoschi 6.5; Barigelli 6.5, Marinelli 6.5; Basile 6.5; Biraschi 6 (40’ pt Tajani 6), Bezziccheri 6 (6’ st Silvestri 6); Bigliazzi 6.5 (25’ st Spina 6). A disp.: Ciampini, Abdija, Corasaniti, Faenzi. All. Luzzetti 6.5.

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo 6.

MARCATORE:  30’ pt Bigliazzi.

AMMONITI: Barbosa Da Silva, Bezziccheri e Spina per gioco scorretto, Panepinto e Sampò per proteste.

ESPULSI: 34’ st Panepinto per proteste e dopo il fischio finale Sampò per tentativo di rissa.

NOTE: Al 25’ pt Montrucchio para un rigore a Barbosa Da Silva.

 

VENARIA (TO) – Un Torino apparso molto indietro sotto il piano del gioco cade nella prima giornata di campionato Primavera in casa contro i maremmani del Grosseto. I toscani nonostante abbiano dimostrato nel corso della partita una pochezza tecnica quasi disarmante per il campionato a cui prendono parte, hanno saputo seguire attentamente le direttive del nuovo tecnico Luzzetti che ha impostato la squadra lungo un 4-2-3-1 assegnando compiti precisi ai giocatori e lasciando libertà di movimento al numero dieci Basile unico elemento insieme all’attaccante Bigliazzi con capacità tecniche degne di nota. Alla partita tatticamente e caratterialmente perfetta del giovane Grosseto ha fatto da contraltare una gara tatticamente disordinata, troppo nervosa e con pochissime idee di gioco da parte del Torino. Asta schiera Milani terzino destro (ruolo ricoperto dal mediano fino agli esordienti) vista la penuria di terzini della squadra e in attesa del rientro dall’infortunio di Isoardi, Sampò a sinistra con Chiosa e Fiore centrali. A centrocampo lo schieramento classico a tre con Panepinto centrale sostenuto ai lati da Diarrà a destra e Gatto a sinistra con il brasiliano Barbosa Da Silva dietro alle due punte Fumana e Vita, quest’ultimo adattato al ruolo. Il Torino parte bene e al 12’ avrebbe già l’occasione di passare in vantaggio con Barbosa Da Silva che riceva da Panepinto un’invitante pallone a centro area. Per il brasiliano si tratta di un rigore in movimento senza nessun avversario ad ostacolarlo, ma la conclusione del numero dieci termina incredibilmente alta sulla traversa. Due minuti dopo è Diarrà a servire al limite dell’area Barbosa Da Silva, ma ancora una volta la sua conclusione finisce alta. Il Grosseto si affaccia per la prima volta dalle parti di Gomis al 17’ con un tiro da fuori di Biraschi che termina alto, ma appena un minuto dopo sugli sviluppi di un calcio d’angolo Caiazzo colpisce di testa sul secondo palo, con Gomis chiamato alla deviazione in angolo. La partita è intensa nonostante il caldo e Vita al20’ cerca di sorprendere Montrucchio (portiere ex Torino e Juventus) con un pallonetto dal limite destro dell’area su cui però l’estremo maremmano si fa trovare pronto. Al 25’ arriva inaspettato un calcio di rigore per i granata: Fumana viene contrastato al limite dell’area da Caiazzo, la punta si lascia andare a terra al primo contatto e l’arbitro assegna il dubbio tiro dagli undici metri. Sul pallone va Barbosa Da Silva che calcia a colpo sicuro alla destra del portiere, ma si vede deviare il tiro da Montrucchio. La parata rivitalizza il Grosseto e deprime i granata incapaci di reagire e che col passare dei minuti si disuniscono fra loro lasciando prendere in mano la partita agli ospiti. Diarrà non aiuta più la difesa rimanendo sempre alto in appoggio agli attaccanti, Barbosa innervosito dai troppi errori si estranea dal gioco cercando troppo spesso la soluzione personale, mentre Panepinto inizia la sua personale partita con l’arbitro, il tutto condito dagli errori in successione del terzino Sampò che sia quando si propone in avanti, che quando difende, combina letteralmente solo guai.

Da questa confusione ne esce vincente il Grosseto che cinque minuti dopo l’errore dal dischetto di Barbosa, trova la rete del vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo: ancora una volta è Caiazzo a saltare più alto di tutti in area, Gomis con l’aiuto di Chiosa riesce a ribattere il pallone, ma Bigliazzi è il più lesto di tutti ad impadronirsi della sfera, a controllarla e dal limite sinistro dell’area piccola ad indirizzarla sul secondo palo battendo l’immobile Gomis.

Neanche al vantaggio dei maremmani i granata trovano la forza di reagire e finiscono per affidarsi ai lanci lunghi di Milani dalla difesa per un macchinoso e spento Fumana. Il primo tempo si chiude con un colpo di testa a lato del numero nove granata su cross di Vita, senza annoverare altre conclusioni in porta. E la ripresa è ancora peggio del primo tempo, già al 2’ Sampò si rende protagonista di un’altra leggerezza con un retropassaggio a Gomis troppo corto su cui si avventa Tajani, subentrato nella prima frazione di gioco all’infortunato Biraschi, bravo nell’impadronirsi del pallone e nel saltare Gomis. Il pallone però si allontana dallo specchio della porta costringendo il trequartista al cross, su cui nessun compagno si fa trovare pronto. Asta dalla panchina richiama i suoi ragazzi ad un maggior impegno e chiede di tenere la palla a terra, ma dal campo non arrivano le risposte che il pubblico e il tecnico si attenderebbero, anzi il Grosseto si rende spesso pericoloso in contropiede, senza però riuscire a finalizzare le sue azioni. Al 34’ Panepinto, già ammonito e già richiamato due volte dal direttore di gara, protesta ancora e rimedia il secondo giallo. Il capitano lascia in dieci la squadra, ma Asta non recede dal proposito di inserire la quarta punta e fa entrare anche Marcelli, dopo Bosco e Ferrante. Vita va a fare il mediano insieme a Diarrà con la difesa che passa a tre, ma nonostante il grande sbilanciamento della squadra non si può segnalare nessuna azione degna di nota da parte dei granata che escono sconfitti dal campo e con i nervi a fior di pelle. Sampò, già ammonito, dopo il fischio finale si avvicina all’arbitro per protestare e poi cerca di provocare alcuni giocatori del Grosseto intenti a festeggiare davanti alla loro panchina. Rosso diretto da parte dell’arbitro e pesante squalifica in arrivo.

Ad Asta non resta che sperare di recuperare il più in fretta possibile l’attaccante Pinelli che da lunedì si riaggregherà al gruppo per poter far affidamento almeno alla sua esperienza, in attesa di sistemare la difesa e dare un gioco e un’identità alla squadra, che per ora manca.

 

10 settembre 2011 


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