Scudetto: numeri non parole

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Il campionato di serie A, ha emesso il suo verdetto a una giornata dal termine, i campioni d’Italia sono i bianconeri della Juventus.alt Una stagione entusiasmante quella juventina che si è risolta sul filo di lana con il Milan incapace di reggere il ritmo della capolista. A inizio stagione nessuno  l’avrebbe pronosticato, troppo profonda era stata la rivoluzione, settore tecnico e  parco giocatori rivoluzionato e a dir la verità con alcuni acquisti che poi non si sono rivelati adatti allo schema tattico che Conte aveva in testa e quindi alla bisogna. Dopo le prime partite, ecco la riconversione tattica del mister bianconero ed i numeri alla fine sono stati impressionanti: ventidue vittorie, quindici pareggi, nessuna sconfitta, nessuno in Europa è riuscito a tanto. Nessuna squadra in Europa quest’anno ha terminato il proprio campionato imbattuta e questo è l’obiettivo che i bianconeri si porranno nell’ultima sfida contro l’Atalanta che arriverà allo Juventus Stadium probabilmente anche frastornata dalla vicenda calcio scommesse. Una difesa pressoché imperforabile, solamente 19 reti subite ed un attacco che ha segnato 65 reti ma senza affidarsi ad un prim’attore: sono infatti diciotto i giocatori che sono andati in gol e solamente uno è in doppia cifra, Matri con 10 reti. Ma la vera forza della Juventus è stato il centrocampo, Pirlo, Vidal e Marchisio hanno retto la stagione alla grande, il primo illuminando e gli altri due completando la barriera con la loro fisicità e la loro corsa, andando anche spesso a rete e  disputando sicuramente una stagione al di sopra delle più rosee aspettative. Ora le porte dell’Europa sono aperte e la Juventus ci entra da quella principale, nuove sfide  attendono i bianconeri ma la determinazione che Conte ha dimostrato quest’anno portando la squadra alla conquista del titolo, sarà sicuramente anche l’arma vincente per il prossimo anno.

8 maggio 2012

fontefoto: frewslvb.blogspot.com

Scappo o non scappo?

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La fuga in campionato del Toro stoppata dalla sentenza della Corte di Giustizia Sportiva

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Franco Brunetti

La Corte di Giustizia Sportiva, ha finalmente emesso il verdetto sulla partita Padova – Torino ed  ha riassegnato i tre punti al Padova. Le motivazioni non sono ancora note, si sa soltanto che la decisione è stata molto dibattuta e controversa, infatti si aspettava la sentenza attorno alle ore 17 mentre è arrivata solo dopo le 19.

La sentenza dice:
"Si dà atto che la Corte di Giustizia Federale, nella riunione tenutasi in Roma il 27 aprile 2012, ha adottato la seguente decisione:
COLLEGIO
Dott. Gerardo Mastrandrea – Presidente; Avv. Carlo Porceddu, Avv. Lorenzo Attolico, Dr. Lucio Molinari, Avv. Mario Antonio Scino – Componenti; Dr. Carlo Bravi – Rappresentante A.I.A; Dr. Antonio Metitieri: Segretario.
1)    RICORSO    TORINO    F.C.    S.P.A.    AVVERSO    LA    DECLARATORIA    DI INAMMISSIBILITÀ DEL RECLAMO PROPOSTO SEGUITO GARA PADOVA/TORINO DEL 3.12.2011 (Delibera Giudice Sportivo presso Lega Nazionale Professionisti – Serie B Com. Uff. n. 48 del 12.12.2011)
2) RICORSO CALCIO PADOVA S.P.A. AVVERSO DECISIONI MERITO GARA PADOVA/TORINO DEL 3.12.2011 E 14.12.2011 (Delibera del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti Serie B – Com. Uff. n. 89 del 15.3.2012)
La C.G.F. riuniti i reclami come sopra proposti dal Torino F.C S.p.A. di Torino e dal Calcio Padova S.p.A. di Padova:
-    accoglie il reclamo del Calcio Padova S.p.A. e, per l’effetto, ripristina il risultato finale del campo. Dispone la restituzione della tassa reclamo;
-    respinge il reclamo del Torino F.C. S.p.A.. Dispone l’incameramento della tassa reclamo".

  per conoscere le motivazioni invece occorrerà ancora attendere.

Una decisione che lascia comunque abbastanza perplessi, perché d’ora in poi chiunque si sentirà autorizzato, se solo il buio lo aiuterà, a spegnere i riflettori se il risultato gli sarà avverso. Chapeau!
La vicenda come si ricorderà era iniziata male e permetteteci proseguita peggio. Il primo autogol il Torino l’aveva realizzato accettando immediatamente di giocare i restanti minuti, subito la domenica, evitando così un altro viaggio a Padova. Poi era tornato sui suoi passi e aveva inoltrato reclamo. Il secondo errore era stato dell’arbitro che non aveva aspettato i canonici 45’ durante i quali la squadra ospitante avrebbe potuto fare qualche intervento sull’impianto di illuminazione e aveva dichiarato sospesa la gara. Dopo che il risultato era stato omologato, la vicenda era stata affidata a periti di parte e ad avvocati ed il ricorso del Torino era stato accolto dal Giudice Sportivo Valente che aveva assegnato a tavolino il 3-0 in favore dei granata. E qui secondo autogol , il giudice sportivo Valente è risultato essere cugino del presidente Cairo e sembra che proprio su questo elemento si basassero le tesi difensive dell’avv. Grassiani,forse il migliore avvocato sulla piazza per queste vicende, legale del Padova unitamente al fatto che il Torino aveva accettato di continuare la partita la domenica. Queste almeno le supposizioni, si tratterà ora di aspettare il dispositivo della sentenza per verificare.
Negli ambienti granata, a nostra sensazione, il ribaltamento della sentenza era stata messa in conto. Il Presidente Cairo mercoledì scorso dopo i 45’ del secondo tempo contro la Reggina era stato molto morbido ed evasivo sull’argomento: “Mah, adesso vediamo, … noi abbiamo fiducia nella giustizia sportiva” e anche oggi Ventura in conferenza stampa aveva cercato di rimanere al di fuori dell’argomento anche se aveva dichiarato: “Sarebbe davvero curioso stravolgessero nuovamente la classifica”.
Ora teoricamente al Torino rimane ancora una via,  rivolgersi al Tribunale Nazionale Arbitrale per lo Sport ma va detto che le sentenze ribaltate dal TNAS sono molto poche.
Per continuare la sua fuga verso la serie A al Toro non rimane che il campo e può già iniziarla nuovamente domani battendo il Crotone.

27 aprile 2012

fontefoto: torino FC - F4

Perché

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Perché? E’ la domanda che da ieri sera tutti si pongono, dopo l’assurda morte di Piermario Morosini sul terreno di gioco dell’Adriatico durante la partitaPiermario Morosini Pescara – Livorno. Era il 31’ del primo tempo, il Livorno vinceva due a zero sul Pescara, ma questo non ha più importanza, per quello che è successo dopo. Piermario Morosini si accascia al suolo, come se avesse incespicato, si rialza e stramazza nuovamente a terra. Tutti capiscono che quello che è successo è drammatico, medici e infermieri accorrono, i compagni e gli avversari si disperano, hanno capito il dramma che si sta consumando, che si è consumato. Sì perché il cuore di Morosini ha cessato subito di battere , così testimonierà più tardi Leonardo Paloscia, primario di Emodinamica dell’Ospedale civile Santo Spirito, presente in tribuna come tifoso e prontamente accorso in campo. Perché? Come è possibile che un atleta di 25 anni muoia in campo per un arresto cardiaco, per un infarto? Non ci sono dei controlli semestrali ed annuali sui calciatori, per verificarne la loro idoneità fisica allo sport? Già lo sport! Questo sport che richiede agli atleti degli sforzi sempre più sovrumani, ci sono i record da battere, ci sono i primati da raggiungere, c’è il gol da segnare al 90’ dopo un’aspra battaglia sul campo. Le regole ci sono ma forse occorrerà inasprirle perché questo sport, comprendendo in questo termine tutte le discipline, deve essere maggiormente monitorato. Il gioco del calcio è cambiato in questi anni, si è fatto più veloce, più intenso, si gioca ogni tre giorni e si corre a cento all’ora dal primo all’ultimo minuto di ricupero e la figura dell’allenatore del Pescara Zdenek Zeman, uno che si è sempre battuto su temi importanti, come questo,  solo e impietrito in mezzo al campo la dice lunga. Ora si parla di dotare di defibrillatori tutti i campi e tutti i palazzetti dello sport. Benissimo, sarebbero, sono molto utili ma devono essere il salvavita per la gente comune che non pratica lo sport, non il salvavita di chi tutti i giorni calca un terreno di gioco. Il salvavita deve essere principalmente un altro, controlli, controlli, controlli, e poi ben venga anche  il defibrillatore. Sono troppi ormai i casi di atleti che sono stati colpiti da queste patologie, Vigor Bovolenta 37 anni pallavolista, Miklos Feher  23 anni calciatore in forza al Benfica, Luciano Vendemini 25 anni cestista, Marc Vivien Foè 28 anni calciatore nazionale del Camerun, Antonio Puerta 23 anni calciatore in forza al Siviglia, Naoki Matsuda 34 anni  calciatore giapponese in forza al Matsumoto Yamaga, Phil O'Donnell 34 anni calciatore scozzese in forza al Motherwell, Paulo Sérgio de Oliveira Silva 30 anni calciatore brasiliano in forza al São Caetano e andando indietro nel tempo Renato Curi  24 anni calciatore in forza al Perugia. A questi nomi occorre aggiungere forse altri nomi di atleti meno conosciuti ed i nomi di  chi è stato fermato in tempo come Antonio Cassano.
La tragedia di Pescara ha gettato nel lutto il mondo dello sport e sono arrivati segnali importanti, che testimoniano la partecipazione, al Bernabeu si è osservato un minuto di silenzio durante la gara Real Madrid – Sporting ed il Barca ha giocato con il lutto al braccio e questi messaggi sono un invito per  tutti a riflettere su quanto è accaduto. Lo sport italiano giustamente si ferma, il presidente Abete, consultati tutti gli organismi interessati  ha imposto la sospensione di tutti i campionati in questo week end, questa volta di fronte al dramma lo spettacolo non va avanti.

15 aprile 2012

fontefoto: pagineromanista.com

Scacco matto in due mosse

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La Juventus si è riappropriata della testa della classifica: sono stati necessari due mesi di duro lavoro sul campo e di dispute dialettiche ad alto livelloalt fuori dal terreno di gioco. Complice Amauri, chi l’avrebbe mai detto, il Milan scivola sul prato di S. Siro di fronte ad una Fiorentina che poche domeniche prima aveva preso cinque pappine dai bianconeri all’Artemio Franchi di Firenze. C’era stata la neve di mezzo a scompaginare i programmi di Antonio Conte, il rinvio del match contro il Bologna aveva fatto perdere infatti ai bianconeri la vetta della classifica, anche se con una gara da ricuperare. Ma è tornato il bel tempo e la Juventus da inseguitrice si è nuovamente trasformata in lepre. Quattro vittorie, oltretutto contro squadre di primo livello come Fiorentina, Inter, Napoli e ora Palermo sono bastate ai bianconeri per incamerare dodici punti, mantenendo inviolata la porta di Buffon, mentre i rossoneri sono riusciti a fare bottino pieno solo con il Parma e la Roma, ma hanno pareggiato con il Catania e ora perso contro la Fiorentina. Morale solo cinque punti e quindi sorpasso effettuato.

8 aprile 2012

Che carattere!

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Cristian Pasquato per tutti i tifosi granata era fino a sabato scorso un oggetto misterioso. Arrivato all’ultimo minuto del mercato di gennaio, inCristian Pasquato molti avevano storto il naso. La formula lasciava dubbiosi i più, un prestito secco e poi proprio dalla Juventus oltretutto per un giocatore che non vedeva quasi mai il campo in quel di Lecce. Ci aveva poi pensato il ds granata Petrachi al momento della presentazione del giocatore a gettare benzina sul fuoco: “C’è un accordo verbale con Marotta che qualora la Juventus non ritenesse pronto il ragazzo per un suo inserimento in bianconero, il Torino sarebbe in pole position per prenderlo”.  Apriti cielo, proprio la dichiarazione che ci voleva, per scatenare il pandemonio. L’avventura di Pasquato in granata quindi non era incominciata molto bene e non si può dire neanche che fosse continuata bene , perché Ventura continuava a non convocarlo neanche per la panchina dicendo che era ancora indietro e che doveva assimilare in poco tempo i meccanismi venturiani che gli altri giocatori avevano assimilato in sei mesi. Poi quando finalmente sembrava giunto il momento dell’esordio ecco l’infortunio in allenamento il 25 febbraio, botta all’occhio destro in un contrasto con un compagno, con edema retineo. Stop di quindici giorni, poi una partita vera con la squadra Primavera contro il Novara, dove non aveva entusiasmato e poi finalmente la convocazione e la panchina contro il Gubbio. Riscaldamento accentuato e accelerato durante il secondo tempo e l’ingresso in campo al 29’ della ripresa al posto di Surraco, accolto con una bordata di fischi come sottofondo, sì perché la Maratona non gradiva il suo impiego per via del suo passato di juventino. Ci pensava però il resto dello stadio a zittire i fischi al coro di “buffoni, buffoni” e con gli applausi rivolti al giocatore. Ambiente peggiore Pasquato non poteva quindi trovare per festeggiare il suo ingresso in campo, una situazione ambientale che avrebbe demolito tutti, anche giocatori più esperti, invece lui Cristian Pasquato 23 anni a luglio, esterno dal piede vellutato, dopo neanche 40 secondi lancia alla perfezione dall’altra parte del campo Sgrigna e si fa trovare pronto sulla respinta del portiere per insaccare il gol del 5-0. La sua esultanza a bordo campo davanti alla curva Maratona vuol dire molto e può valere molto. Innanzitutto vuol dire che il ragazzo ha un carattere  di ferro ed una determinazione notevole, poi che lo spogliatoio l’ha accolto benissimo e la corsa di Bianchi dalla panchina per essere il primo ad abbracciarlo la dice lunga. In chiave partite-promozione poi sta a significare che Ventura sull’out può contare su questo giocatore capace di inventare il tocco risolutivo per vincere le partite. Per finire in bellezza Pasquato poi sforna ancora un assist di testa per mandare Antenucci in gol, per il definito 6-0. Uno scampolo di partita entusiasmante il suo, un piglio che ricorda un altro giocatore dal passato analogo, che di nome faceva Pasquale Bruno, che trovò nel Torino la sua casa migliore.

26 marzo 2012

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