Scacco matto in due mosse

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La Juventus si è riappropriata della testa della classifica: sono stati necessari due mesi di duro lavoro sul campo e di dispute dialettiche ad alto livelloalt fuori dal terreno di gioco. Complice Amauri, chi l’avrebbe mai detto, il Milan scivola sul prato di S. Siro di fronte ad una Fiorentina che poche domeniche prima aveva preso cinque pappine dai bianconeri all’Artemio Franchi di Firenze. C’era stata la neve di mezzo a scompaginare i programmi di Antonio Conte, il rinvio del match contro il Bologna aveva fatto perdere infatti ai bianconeri la vetta della classifica, anche se con una gara da ricuperare. Ma è tornato il bel tempo e la Juventus da inseguitrice si è nuovamente trasformata in lepre. Quattro vittorie, oltretutto contro squadre di primo livello come Fiorentina, Inter, Napoli e ora Palermo sono bastate ai bianconeri per incamerare dodici punti, mantenendo inviolata la porta di Buffon, mentre i rossoneri sono riusciti a fare bottino pieno solo con il Parma e la Roma, ma hanno pareggiato con il Catania e ora perso contro la Fiorentina. Morale solo cinque punti e quindi sorpasso effettuato.

8 aprile 2012

Che carattere!

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Cristian Pasquato per tutti i tifosi granata era fino a sabato scorso un oggetto misterioso. Arrivato all’ultimo minuto del mercato di gennaio, inCristian Pasquato molti avevano storto il naso. La formula lasciava dubbiosi i più, un prestito secco e poi proprio dalla Juventus oltretutto per un giocatore che non vedeva quasi mai il campo in quel di Lecce. Ci aveva poi pensato il ds granata Petrachi al momento della presentazione del giocatore a gettare benzina sul fuoco: “C’è un accordo verbale con Marotta che qualora la Juventus non ritenesse pronto il ragazzo per un suo inserimento in bianconero, il Torino sarebbe in pole position per prenderlo”.  Apriti cielo, proprio la dichiarazione che ci voleva, per scatenare il pandemonio. L’avventura di Pasquato in granata quindi non era incominciata molto bene e non si può dire neanche che fosse continuata bene , perché Ventura continuava a non convocarlo neanche per la panchina dicendo che era ancora indietro e che doveva assimilare in poco tempo i meccanismi venturiani che gli altri giocatori avevano assimilato in sei mesi. Poi quando finalmente sembrava giunto il momento dell’esordio ecco l’infortunio in allenamento il 25 febbraio, botta all’occhio destro in un contrasto con un compagno, con edema retineo. Stop di quindici giorni, poi una partita vera con la squadra Primavera contro il Novara, dove non aveva entusiasmato e poi finalmente la convocazione e la panchina contro il Gubbio. Riscaldamento accentuato e accelerato durante il secondo tempo e l’ingresso in campo al 29’ della ripresa al posto di Surraco, accolto con una bordata di fischi come sottofondo, sì perché la Maratona non gradiva il suo impiego per via del suo passato di juventino. Ci pensava però il resto dello stadio a zittire i fischi al coro di “buffoni, buffoni” e con gli applausi rivolti al giocatore. Ambiente peggiore Pasquato non poteva quindi trovare per festeggiare il suo ingresso in campo, una situazione ambientale che avrebbe demolito tutti, anche giocatori più esperti, invece lui Cristian Pasquato 23 anni a luglio, esterno dal piede vellutato, dopo neanche 40 secondi lancia alla perfezione dall’altra parte del campo Sgrigna e si fa trovare pronto sulla respinta del portiere per insaccare il gol del 5-0. La sua esultanza a bordo campo davanti alla curva Maratona vuol dire molto e può valere molto. Innanzitutto vuol dire che il ragazzo ha un carattere  di ferro ed una determinazione notevole, poi che lo spogliatoio l’ha accolto benissimo e la corsa di Bianchi dalla panchina per essere il primo ad abbracciarlo la dice lunga. In chiave partite-promozione poi sta a significare che Ventura sull’out può contare su questo giocatore capace di inventare il tocco risolutivo per vincere le partite. Per finire in bellezza Pasquato poi sforna ancora un assist di testa per mandare Antenucci in gol, per il definito 6-0. Uno scampolo di partita entusiasmante il suo, un piglio che ricorda un altro giocatore dal passato analogo, che di nome faceva Pasquale Bruno, che trovò nel Torino la sua casa migliore.

26 marzo 2012

Giustizia è fatta

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Il giudice sportivo assegna la vittoria a tavolino al Torino per 3-0, riconosciuta la colpevolezza del Padova

C’è voluto del tempo, ma alla fine le tesi del Torino FC in merito alla interruzione della partita Padova – Torino sono state accolte dal giudice sportivo avv.alt Valente, che ha sentenziato con il comunicato n. 89 del 15 marzo, vittoria a tavolino al Torino per 0-3.
Le motivazioni sono sicuramente interessanti e significative, perché non si è trattato di black out elettrico ma bensì di imperizia umana. La relazione del Prof. Santini, l’esperto incaricato della perizia è chiara:
“ … la causa iniziale era stata determinata da una mancanza di alimentazione da rete ENEL; dopo tale evento, l’impianto di illuminazione non era stato configurato con la sola alimentazione da gruppo di emergenza ma l’operatore (sig. Osvaldo Mazza) aveva tentato di ripristinare la rete ENEL; successivamente, ad ogni tentativo di ripristino, veniva a determinarsi una nuova interruzione di rete (buco di tensione) che provocava lo spegnimento delle lampade; dopo l'ultima interruzione che induceva il direttore di gara a sospendere la partita, la rete ENEL non veniva più ripristinata e le lampade di illuminazione del terreno di giuoco, alimentate questa volta dal gruppo elettrogeno, riprendevano a funzionare senza altre conseguenze per alcune ore.”;
e poiché come da art. 4 comma 3 : “le Società rispondono oggettivamente anche dell’operato e del comportamento delle persone comunque addette ai servizi della Società” il verdetto è stato inevitabile.
Ma la telenovela sicuramente avrà ancora una appendice, il Padova presenterà ricorso in appello alla Corta di giustizia. I tempi di decisione di questo ente sono biblici, ma in considerazione della procedura di urgenza che il Padova richiederà e considerando che il verdetto decisivo non potrà essere emesso a campionato concluso si ritiene che la sentenza definitiva ed inappellabile potrà arrivare entro un mese.
La classifica aggiornata vede quindi il Torino nuovamente al comando con  62 punti, seguito dal Pescara a quota 61 e poi a seguire Verona 57, Sassuolo 56 e Padova 49. Una bella iniezione di morale per i granata in vista della trasferta a Castellamare di Stabia per l’impegnativo match contro la Juve Stabia.

15 marzo 2012

Addio alla tessera del Tifoso, al suo posto una fidelity card

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“Addio alla tessera del tifoso”, questo è quanto ha dichiarato Massimo Valentino direttore generale della FIGC. Dal prossimo anno i tifosi che andrannoalt allo stadio non dovranno essere più muniti della contestatissima ‘Tessera del Tifoso’, introdotta e resa obbligatoria dal ministro Maroni nel campionato 2010/2011. La tessera, contestata da parte dei Club organizzati e che invece secondo il Viminale ha dato grandi risultati sarà sostituita da una fidelity card che snellirà le modalità d`acquisto dei biglietti e, in generale, è meno restrittiva della precedente tessera. Insomma, dalla stagione ventura i tifosi dei club italiani subiranno meno controlli, ma si assumeranno maggiori responsabilità per quanto riguarda i loro comportamenti negli stadi della nostra nazione, una sorta di apertura di credito nei confronti dei tifosi.

12 marzo 2012

Il ballo della panca

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Complimenti vivissimi! Al Novara sono occorsi 55 anni per tornare in serie A, ma sono bastati 8 mesi per capire che per coprire le scelte sbagliateEmiliano Mondonico societarie e le carenze di organico dovute ad una campagna acquisti assolutamente deficitaria per mantenere decorosamente una serie A, il rimedio era cambiare l’allenatore. E come se non bastasse, dopo sei turni di campionato in cui si chiedeva il miracolo al nuovo arrivato, visti i risultati, la soluzione migliore era quella di tornare alla guida tecnica appena esonerata. La notizia di per se non è poi così eclatante perché sembra che questo sia ormai il modus operandi delle società inguaiate con la classifica e che soprattutto non hanno possibilità o volontà di fare investimenti sul parco giocatori, ma i nomi in gioco, questi sì che lasciano perplessi. Già perché stiamo parlando di Novara, Tesser e Mondonico. Novara era, “ è “ la favola calcistica del nord ovest, sulle orme del Chievo Verona, società atipica seria e simpatica, con programmi precisi, con un patron giusto che ha anche dimostrato di saper guardare oltre con l’investimento sul centro sportivo di Novarello, con persone dalla faccia pulita alla guida; Tesser tecnico gentiluomo che era ed è nei cuori dei novaresi e soprattutto Emiliano Mondonico, protagonista del calcio italiano, un uomo simbolo per come ha saputo affrontare la sua malattia e per come ha accettato di rimettersi in gioco, accorrendo al capezzale di un malato ormai in stato comatoso, perché le speranze di salvezza per la squadra Novara erano, sono (saranno?) praticamente nulle. Pensavamo che questa società fosse immune da questo tipo di operazioni che non portano da nessuna parte, (vedere gli esempi a circa 90 chilometri di distanza, sponda granata del Po) e invece è successo. Mondonico lascia e torna Tesser. Con tutta franchezza non pensavamo che l’uomo Mondonico meritasse un trattamento del genere. In bocca al lupo quindi al Novara per il prosieguo del campionato, in bocca al lupo a Tesser per la sua nuova sfida e in bocca al lupo a Emiliano Mondonico ed un grazie per le sue perle di umanità, serietà e di saggezza che ha regalato a chi l’ha seguito in questi due mesi di lavoro a Novara!.

6 marzo 2012

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