L’addio di Tesser, il ritorno del Mondo

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Il Novara opta per il cambio di panchina nel tentativo disperato di salvare la stagione, ma nessuno dimenticherà la doppia promozione ottenuta con il tecnicoAttilio TesserEmiliano Mondonico

Finisce così, e visti gli ultimi mesi non poteva essere diversamente. Era nell’aria da tempo e oggi l’amministratore delegato del Novara Massimo De Salvo ha rotto gli indugi: Attilio Tesser non è più l’allenatore del Novara da questo pomeriggio, quando la società azzurra ha deciso di sollevarlo dall’incarico dopo aver trovato l’accordo con Emiliano Mondonico che torna così su una panchina di serie A dopo più di sei anni dall’addio alla Fiorentina appena riportata in serie A dal tecnico di Rivolta d’Adda. Se ne va Tesser, ma il suo addio lascia un piccolo grande vuoto in seno al Novara e ai suoi tifosi, perché non si possono cancellare due stagioni e mezzo di grandi successi, oscurati solo dagli ultimi sei mesi di serie A dove la squadra azzurra ha deluso le attese, probabilmente troppo alte per una squadra tecnicamente non all’altezza della massima categoria. Saluta in silenzio il tecnico di Montebelluna, fatale la sconfitta a Palermo di domenica scorsa quando i giocatori in campo erano parsi ancora una volta senza grinta e orgoglio per difendere una serie A conquistata dopo cinquantacinque anni, molti dei quali passati nelle serie inferiori, la C1 e la C2, finendo ai margini del grande calcio. Ma ciò che ha fatto Attilio Tesser, insieme ai suoi collaboratori che anch’essi salutano il Novara, non verrà mai dimenticato da chi ama non solo i colori della società piemontese, ma il calcio e le favole che ancora riesce a scrivere. Da domani inizierà l’era Mondonico, forse il tecnico più giusto per tentare di conquistare la permanenza in serie A. Un allenatore che ha nel sangue lo spirito indomito del Torino, quello vero, e che dovrà cercare di infonderlo anche nei giocatori azzurri, parsi troppo spesso fuori dal contesto in cui sono chiamati a recitare. E il calcio si riappropria di un uomo che fa parte del mondo sano di questo sport, che porta con se quei valori di un tempo che al giorno d’oggi sembrano sempre perdersi di più. In bocca al lupo Mondo.

30 gennaio 2012

Qual è il bene del Torino?

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Troppi toni allarmistici intorno alla squadra granata, così si creano solo pressioni dannose per l’ambiente

L’aggancio in vetta da parte del Sassuolo rappresentava già da solo una buona dose di amarezza dopo la partita contro il Cittadella del Torino, ma a rendere ancor più amaro il rientro a casa dei granata è stato l’infortunio di Coppola. Il portiere arrivato in estate in prestito dal Milan si è infortunato in uno scontro con Di Cesare riportando la sospetta lesione del legamento collaterale mediale e al legamento crociato anterioreMeggiorni, unico acquisto del Torino a gennaio (torinofc.it) sinistro che metterebbe fine alla sua stagione. Un infortunio che complica non poco i piani del Torino in ottica futura, con il mercato ancora aperto che rappresenta una soluzione per i vertici granata, ma non pensiamo sia giusto parlare di campanelli d’allarme in casa Toro dopo il pareggio per 1-1 a Cittadella. La partita con i veneti ha visto un Torino lottare, in particolar modo nel secondo tempo, contro una squadra che da sempre è molto ostica per i granata, basti solo pensare alla gara di andata quando i veneti obbligarono il Torino ad un altro pareggio, mentre al Tombolato negli anni 2000 la squadra allenata da Ventura non ha mai vinto andando incontro a tre sconfitte su quattro partite. Semplicemente si è assistito all’ennesima partita in cui gli attaccanti hanno divorato l’incredibile, basti pensare all’occasione di Antenucci nel finale di gara quando a tu per tu con Cordaz il portiere veneto si è superato respingendo di piede la conclusione ravvicinata dell’attaccante, o al contatto mancato con il pallone da Bianchi ad un metro dalla porta, mentre Meggiorni si è limitato a lambire il palo con la sua unica conclusione di giornata. Lo stesso Ventura ha dichiarato che il gioco inizia ad esserci e anche se si è vista un po’ di stanchezza nei giocatori quando la gara volgeva al termine, non capiamo certi toni allarmistici. Si parla tanto di mercato, raffrontando quello del Torino con quello del Sassuolo che ha comprato, fra gli altri, Missiroli, Gazzola e Troianello, oltre a trovare un Sansone che da solo ha trascinato la squadra in vetta alla classifica nelle ultime giornate. Se si guarda le operazione è giusto affermare che il Sassuolo ha fatto meglio del Toro che in pratica ha fatto niente, se si esclude l’ingresso di Meggiorni nel parco attaccanti dove Sgrigna sta faticando ad essere incisivo come ad inizio stagione (qualcuno lo ha già dimenticato?) e Bianchi sembra aver momentaneamente smarrito il feeling con la rete, per cui ben venga una punta che già conosce i meccanismi del gioco di Ventura e che in B può far davvero molto se non gli si mettono addosso troppe pressioni. Ma dal confronto con il Sassuolo sembra non venir preso in considerazione il motivo per cui la squadra del patron Squinzi, ovvero il signor Mapei, ha dovuto spendere tanto: quello di colmare il gap con il Torino. Così come tutte le altre squadre e se a Nocera Sansone non avesse indovinato la punizione del venerdì sera al novantesimo due settimane fa staremmo parlando di un Torino ancora solo in vetta alla classifica. Quindi perché usare toni allarmistici? Per il bene del Torino? Sicuri di fare il bene di una squadra che ogni anno grazie a certi toni vede la tifoseria andare in subbuglio e i giocatori venir schiacciati dalla pressione? Sicuri che un Carrozza possa davvero cambiare le cose ed essere utile anche in serie A, come Masiello fuori rosa a Bari? Comprare per comprare non serve, lo stesso Ventura ha detto che servono solo giocatori che migliorino la rosa e quei giocatori a gennaio le squadre difficilmente li cedono. Ma il Sassuolo ha comprato un pezzo da novanta come Missiroli dirà qualcuno. Sì, vero, ma al Torino dove lo metti Missiroli con lo schema tattico usato da Ventura? Questione portiere: va di moda ultimamente dare in testa al povero Morello, reo di essere entrato a freddo contro il Modena, non aver parato il rigore dei canarini, essere capitolato insieme a tutta la squadra nel finale di gara. Ma contro l’AlbinoLeffe abbiamo rivisto quel portiere che, quando Sereni due stagioni or sono, con Colantuono in panchina, si infortunò lasciando la porta del ToMorello in uscita sicura contro l'AlbinoLeffe (torinofc.it)ro sguarnita, ci condusse nella rimonta arrivando fino alla finale playoff contro il Brescia da protagonista assoluto con grandi parate. E siamo proprio sicuri che nella stagione scorsa avrebbe fatto peggio di Rubinho? Personalmente dubitiamo, anche se siamo dell’idea che un portiere per il Torino serva si, ma in ottica futura. Se sarà possibile trovare in questi ultimi giorni di mercato un estremo difensore di prospettiva ben venga, ma pensiamo sia dura che qualche squadra lasci libero il proprio portiere solo perché a chiederglielo è il Torino. Si parla della riserva di Campagnolo, tal Kosicky o della riserva del Lecce Julio Sergio o di quella della Sampdoria Da Costa o del terzo portiere della Juventus Manninger, perché questi sono gli unici portieri che le altre squadre sarebbero disposte a lasciar partire. Ma riserva per riserva tanto vale tenersi la propria. Discorso a parte merita Frison, blindato da Cagni, ma che con l’arrivo di Pinsoglio a Vicenza dalla Juventus potrebbe partire. Il Catania lo vuole, lui è un’87 di prospettiva che però deve ancora trovare la giusta continuità. Conviene puntare subito su un ragazzo di 24 anni alla prima esperienza in una grande piazza e che solo sei mesi fa retrocedeva in C con il Frosinone? Sempre sicuri di fare il bene del Torino?

22 gennaio 2012

Novara, che fare?

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Ennesima debacle a Cesena, Tesser sul banco degli imputati, giocatori non all’altezza e mercato non convincente. La giovane società cosa deciderà di fare nel futuro prossimo?

Che fare? E’ la domanda che probabilmente si stanno facendo in molti a Novara e forse è la stessa domanda che sta iniziando Mascara e Rinaudo, un esordio da dimenticare (novaracalcio.com)a porsi Massimo De Salvo, amministratore delegato della squadra azzurra. A Cesena bisognava vincere lo scontro salvezza per ridare fiato ad una classifica che da qualche giornata era deficitaria e invece è arrivata una sonora sconfitta, resa meno amara dall’errore dal dischetto di Candreva e dal fortunato gol di Morimoto ad un minuto dalla fine. Ma questa squadra, nonostante gli innesti di Mascara e Caracciolo in avanti, di Jensen a centrocampo e del disastroso Rinaudo in difesa, sembra incapace di calarsi nella realtà della serie A, abbandonare quel calcio che le aveva permesso di salire dalla serie C fino alla serie A in sole due stagioni e iniziare a lottare come dovrebbe fare una matricola per mantenere una categoria riconquistata dopo 55 anni. In Romagna inoltre per la prima volta è scesa in campo una squadra mal messa tatticamente, con una difesa a cinque che doveva occuparsi di un solo attaccante che per di più non dava punti di riferimento, mentre a centrocampo la squadra ballava in uno scontro che la vedeva perdente fin dal principio con tre uomini opposti ai cinque del Cesena. Per carità, Cesena che schierava tre giocatori sulla linea dei fantasisti con alle spalle la protezione di due filtri come Parolo e Guana, ma che proprio per questo avrebbe dovuto trovare una resistenza maggiore a centrocampo da parte degli azzurri di Tesser. E così a finire sul banco degli imputati è proprio il tecnico, che prima di quest’anno in serie A aveva racimolato dodici panchina, una a Cagliari e undici ad Ascoli finendo sempre esonerato. Finora sempre “salvato” o dalle reazioni dei suoi ragazzi, o da qualche svista arbitrale come a Bergamo, o grazie a quanto fatto nei due anni precedenti, ma adesso le scuse non ci sono più. A Cesena il primo a sbagliare è stato lui e forse l’errore nasce fin dall’estate quando la società ha deciso di confermare il blocco storico, pensando che una squadra costruita in C, potesse farcela anche in serie A. Invece no, una squadra costruita in C può sorprendere in serie B, in una stagione in cui tutte le grandi sembrano non riuscire ad ingranare del tutto, mentre tu, provinciale, assetata di punti salvezza, riesci a trovare dentro di te la forza di superare ogni ostacolo con la grinta e il sacrificio, esaltando nel contempo le doti di ispiratore di Rigoni e affidandoti alla velocità di due bomber come Gonzalez (scomparso dai radar a Siena)e Bertani (finito sull’altalena della Sampdoria). Ma in serie A la musica cambia, la qualità è maggiore, le pressioni sono differenti e il minimo errore viene punito. Per di più se sei piccolina, delle volte gli arbitri ci vedono anche male (ma se si volesse essere pignoli contro l’Inter ci avevano visto male in favore degli azzurri) e se non si riesce a mettere fieno in cascina fin da subito come ha fatto il Siena, poi è difficile tirarsi fuori dai guai quando la palla sembra stregata e la porta avversaria un Kilimangiaro da scalare a mani nude. Sarebbero dovuti arrivare innesti importanti fin da subito e non, con tutto il rispetto, un Radovanovic che in A aveva giocato a singhiozzo con Atalanta e Bologna nei due anni precedenti o un Dellafiore che da anni è ormai passato da promessa del calcio italiano, a fiore appassito senza mai essere sbocciato. Adesso sono arrivati Rinaudo, difensore fermo da due anni, gran fisico, ma realmente idoneo alla serie A?. Prima Caracciolo attaccante scaricato dopo sei mesi a Genova sponda rossoblù da dimenticare e reduce da una stagione al Brescia dove è retrocesso pur segnando qualche rete, ma in una squadra che giocava per lui. Il resto della carriera tanta B e poca A. Jensen è probabilmente un buon mediano, reduce però da una lunga inattività e non si può di certo chiedere a lui di render insuperabile un centrocampo che a Cesena ha dimostrato di fare acqua da tutte le parti. Mascara merita un discorso diverso, lui è un innesto da serie A, ma è probabilmente l’unico in una squadra che per quanto riguarda la massima serie non ha esperienza e, se la ha, ha alle spalle sonore bocciature o stagioni fallimentari. Quindi che fare? Tornare e questa volta spendere sul mercato in maniera da rinforzare una squadra che al momento pare destinata a rimanere nei bassi fondi della classifica nonostante le innumerevoli reazioni d’orgoglio nei secondi tempi che però hanno portato a poco; andare avanti con Tesser, che in qualsiasi altra squadra sarebbe già stato esonerato, perché lo si ritiene l’unico in grado di raddrizzare una barca che sembra affondare sempre più; o chiamare un vecchio lupo di mare ancora in attesa di chiamata per insegnare ad un’intera società cosa bisogna fare per salvarsi in serie A? Contro il Milan rivedremo di sicuro Tesser, ma il quesito inizia a farsi largo nella testa di molti. Che fare?

12 gennaio 2012

La prima di campionato del 2012 è iniziata sotto il segno di …

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La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo!

Fabio Quagliarella – A lui dedichiamo l’editoriale di questa settimana di Piemontegol, consegnandogli anche l’Oscar della sfortuna. Esattamente un annoFabio Quagliarella fa, in occasione di Juventus – Parma, prima partita dell’anno 2011 dopo la pausa invernale, l’attaccante ex Toro, Sampdoria, Udinese e Napoli al 5’ del primo tempo riportò  la rottura del legamento crociato anteriore destro e per lui la stagione finì. L’operazione a Villa Stuard a Roma, la rieducazione lenta e dolorosa ed il lungo stop con la speranza di riacquistare al meglio la funzionalità del ginocchio e lo stato di forma. “Sono pronto, se il mister vuole io sono pronto, sto bene” aveva ripetuto il bomber di Castellamare di Stabia in occasione della partita giocata con la Primavera contro il Grosseto a fine settembre. Conte aveva sempre ribadito la sua stima nei confronti di Fabio, perché lo riteneva più di una semplice alternativa a Matri. Il suo impiego in questa stagione era stato saltuario, magari limitato a pochi spezzoni di partita in modo da permettergli di ritrovare condizione e ritmo partita senza fretta (la sua prima apparizione in campo il 25 settembre contro il Catania al minuto 81 in sostituzione di Marchisio) e ieri finalmente nuovamente titolare nella prima partita del nuovo anno contro il Lecce. Una gomitata involontaria al 23’ di Esposito gli procura la frattura  completa dell'arco zigomatico destro. L’operazione, effettuata oggi dal dottor Tubino alla Clinica Fornaca, per la riduzione della frattura, lo costringerà a star fuori almeno tre settimane e a portare una maschera protettiva per un altro mese. Auguri!

9 gennaio 2012

Ed è di nuovo campionato …

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Si ricomincia! Smaltiti i panettoni, i cinepanettoni ed i brindisi, finiti i ritiri invernali, al semi-freddo di Malta o al caldo di Dubai o nella nebbia della Padana Pianura, da venerdì si ricomincia a giocare a calcio. I primi a scendere in campo saranno i giocatori della serie B il venerdì della Befana, seguiti dalle calciatrici della serie A femminile e dai calciatori della serie D sabato 7 ed infine dalla serie A e dalla Lega Pro domenica 8 gennaio. Gli altri campionati saranno ancora fermi fino al 14 gennaio quelli giovanili, e fino al 4 febbraio quelli di Eccellenza e Promozione.
Malgrado lo stop, il calcio ha tenuto ugualmente banco in questi giorni nei discorsi degli appassionati, per via del calciomercato sessione di gennaio e dello scandalo calcio scommesse. Il via della sessione invernale del calciomercato è avvenuto ufficialmente oggi, ma le società da tempo avevano individuato le problematiche legate agli organici a disposizione degli allenatori ed avevano imbastito discorsi per ovviarle, tant’è che i primi acquisti,Beppe Marotta (finanzaonline.com) quelli di Borriello alla Juventus e di Caracciolo al Novara, sono già stati ufficializzati.
Ma da oggi il toto giocatore potrà impazzare alla grande tenendo presente che questo sarà un mercato fatto senza soldi e che la stragrande maggioranza degli affari saranno scambi e che ci saranno pochi acquisti.
La Juventus è comunque attiva sul mercato per dare a Conte quei rinforzi che servirebbero a colmare quelle carenze di organico che già erano state individuate ad inizio stagione, un laterale esterno basso, un centrocampista ed un attaccante. Concluso l’acquisto dell’attaccante, per gli altri innesti  le piste portano soprattutto a Caceres e Pizarro, ma prima deve essere completata l’opera di sell-out, che prevede le partenze di Amauri, Toni, Iaquinta e forse Krasic, necessarie per abbassare il monte ingaggi e procedere di conseguenza all’inserimento dei due nomi nuovi.
Per il Novara il discorso invece è diverso. Gli azzurri si trovano al penultimo posto di classifica nella massima divisione e quindi gli innesti sono più impellenti. Sistemato l’attacco con l’inserimento di Caracciolo, attaccante di peso che ha sempre garantito un buon numero di gol, ma che deve riprendersi dopo sei mesi al Genoa in chiaroscuro, bisogna ancora pensare a sistemare la difesa ed il centrocampo. In difesa si sogna Mantovani del Palermo o Aronica del Napoli, Mauro Pederzoli (spaziocalcio.com)mentre pare più fattibile l’arrivo, sempre dai partenopei, del difensore centrale Rinaudo; per il centrocampo si sta valutando in questi giorni a Novarello lo svincolato Jensen che Tesser sembra voler valutare prevalentemente sotto l’aspetto fisico visto che si tratta di un giocatore dalle qualità indiscusse, ma reduce da un lungo infortunio. Se i test dei prossimi giorni saranno positivi come quelli già effettuati sarà il secondo rinforzo azzurro, mentre sembra sfumare la pista Mascara per l’attacco.
Capitolo Torino e qui il discorso riguarda soprattutto gli esterni bassi ed alti, pedine importanti per il gioco di Ventura. Soprattutto la corsia di sinistra è scoperta con i classe ‘77 Parisi e Zavagno a cui si sente la necessità di affiancare un altro giocatore di prospettiva (senza dimenticare che l’ex barese Parisi è stato tiratoGianluca Petrachi (pianetalecce.it) in ballo dal pentito Gervasoni nel calcio scommesse in riferimento a quando militava nel Bari) e Guberti fermo ancora ai box. Gli sforzi della società sono indirizzati su questi fronti, ma senza fretta anche perché i risultati arrivano e quindi pur in emergenza la squadra riesce a fare bene. Nonostante ciò che si legge sui giornali, Petrachi e Cairo sembra stiano tessendo trame mercatare lontano da occhi indiscreti, lasciando focalizzare l’attenzione su Barretto per l’attacco e Mantovani per la difesa, in modo da poter lavorare a fari spenti.
Ed eccoci al capitolo dolenti note, ovvero calcio scommesse. Un argomento che francamente nessuno avrebbe più voluto trattare e che invece è riesploso in tutta la sua virulenza. Le confessioni-ammissioni al magistrato di Doni, Gervasoni, Santoni e Zamperini, riaprono scenari inquietanti nel mondo pallonaro, mettendo in dubbio più di un risultato. La giustizia sportiva, con Palazzi chiamato ad un altro super lavoro, il compito di fare piena luce e se del caso riscrivere la classifica e allontanare le mele marce anche se sono nomi affermati o stelle che hanno brillato in passato. Sicuramente si può già affermare che luce non verrà fatta in tempi brevi.

3 gennaio 2012

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