Il Mondo dà lezioni al mondo

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Lavorando sull’autostima e praticando un calcio all’italiana ha rivitalizzato il Novara

E’ difficile per un allenatore subentrando ad un collega esonerato riuscire a farsi amica la piazza in pochi giorni, sopratutto se il collega esonerato,Emiliano Mondonico Tesser  era nel cuore della tifoseria per il fatto di aver portato la società e la squadra con un doppio salto mortale carpiato dalla serie C1 alla seria A dopo 55 anni. Ebbene l’Emiliano c’è riuscito. Il mister di Rivolta d’Adda è stato chiamato a Novara per compiere la mission impossible, con una squadra allo sbando, a mercato di riparazione chiuso e senza conoscere il materiale umano a disposizione, chiamato forse per il suo carisma e per quell’alone di positività che lo avvolge da quando ha sconfitto la malattia, ma anche perché profondo conoscitore di calcio e di uomini, nella speranza che tutto ciò fosse sufficiente a dare una scossa alla squadra e a tranquillizzare i primi contestatori. L’approccio è stato disastroso, sconfitta senza attenuanti contro il Chievo, ma il Mondo da tipo tosto qual è si è trasferito a Novarello e ha incominciato a vivere a pane e Novara. Ha iniziato a lavorare sulla psicologia dei giocatori cercando di far leva sull’autostima e ricuperando calciatori scomparsi dai radar come Garcia e Pesce, ha lavorato sulla tattica togliendo quella presunzione di saper fare gioco che era una caratteristica della squadra di Tesser e ha chiamato a raccolta i tifosi con una lettera aperta. I risultati si sono incominciati a vedere contro il Cagliari, pareggino a reti inviolate, un miracolo per la difesa del Novara abituata a incassare gol a gogò, poi il capolavoro a S. Siro contro l’Inter, blindatura della difesa sperando che là davanti Jeda e Caracciolo potessero inventare qualche cosa. A chi gli chiedeva il segreto della vittoria lui rispondeva candido ”Catenaccio e contropiede” Diavolo di un Mondo! Il percorso è ancora lungo per il Novara, però buona strada mister!

12 febbraio 2012

Torino-Nocerina: live!

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TORINO-NOCERINA 3-1

RETE: pt 8' D'Ambrosio, 32' Vives; st 2' Stevanovic; 8' Castaldo.

TORINO (4-3-3): Benussi; D'Ambrosio, Glik, Ogbonna, Parisi (34' st Darmian); Basha, Iori, Vives; Stevanovic (26' st Surraco), Bianchi (42' Meggiorini), Antenucci. A disp. Morello, Pratali, De Feudis, Sgrigna. All. Ventura.

NOCERINA (3-4-3): Concetti; Rea, Figliomeni, Di Maio; Laverone, Barusso (25' pt Parola), Bruno, Bolzan; Pagano , Castaldo (27' st Negro), Farias (6' st Merino). A disp. Russo, De Franco, Pomante, Catania. All. Auteri.

ARBITRO: Merchiori di Ferrara.

NOTE: ammonito Parola, Parisi.

3' Primo brivido: diagonale di Antenucci dal limite dell'area che sfiora il palo, ma Concetti sembrava sulla traiettoria.

4' D'Ambrosio spazza sulla linea un pericoloso traversone di Pagano.

7' Benussi in formato Coppola sbaglia l'appoggio su Glik, interviene Castaldo che tenta il pallonetto senza fortuna.

8' Ogbonna guadagna un corner. Iori pesca dalla bandierina D'Ambrosio che gira di testa sul palo lontano beffando Concetti. 1-0.

12' Antenucci serve una palla d'oro a Bianchi che sbaglia il controllo a tu per tu con Concetti. Sul capovolgimento di fronte Castaldo spaventa la retroguardia granata, ma il suo tocco sotto balla solamente sulla linea di porta.

33' Il Toro raddoppia: Vives si inserisce in area partenda dalla sinistra, difesa della Nocerina immobile, diagonale preciso e vincente. 2-0

Fine primo tempo

2' Terza rete del Torino. Antenucci serve in profondità Stevanovic che, entrato in area, batte di piatto destro Concetti in uscita bassa. 

 8' Accorcia le distanze la Nocerina. Laverone scende sulla destra e crossa in mezzo per Castaldo che, sfruttando l'uscita a vuoto di Benussi segna a porta vuota di testa.

14' Punizione dal limite destro dell'area di rigore granata per la Nocerina. Parola cerca la soluzione personale, mandando la palla di poco a lato.

22' Ottima occasione capitata sui piedi di Vives per il Torino. Antenucci d'esterno serve in area il mediano che sul secondo palo non si fida di calciare di sinistro e prova la battuta a rete da due metri di destro. La palla esce a fil di palo.

38' Punizione di Iori dalla trequarti avversaria, in mezzo all'area piccola Glik colpisce di testa, ma Concetti riesce a fermare d'istinto la palla con una mano.

Dopo quattro minuti di recupero termina la partita. Il Torino batte la Nocerina per 3-1 e si riappropria della testa della classifica in attesa dei recuperi di Pescara e Sassuolo.

Il generale Inverno

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Il mondo del pallone in tilt per neve e gelo

Ieri il calcio giocato ha vissuto una delle giornate peggiori. In serie A, rinviata una gara (Cesena – Catania) e aboliti le notturne si è giocato infatti, conLa nevicata del febbraio 2012 la sola eccezione di Genoa – Lazio giocata alle 12.30, tutti alle ore 15.00. Sembrava di essere tornati indietro di parecchi anni, quando tutte le partite iniziavano alla stessa ora ed i risultati degli avversari venivano ascoltati tramite le radioline. Ma anche così su parecchi campi si è giocato in condizioni proibitive, terreni gelati, spalti semi vuoti, condizioni di equilibrio precarie per i giocatori. E di conseguenza polemiche a non finire, ovviamente solo in caso di sconfitta. In serie B non è andata meglio, le prime della classe, Pescara, Torino e Sassuolo, sono state fermate dalla neve che in alcuni casi ha reso inagibili gli stadi e non i terreni di gioco. In Lega Pro 1 la Pro Vercelli, forte del suo terreno sintetico non ha avuto problemi nell’affrontare al ‘Piola’ il Benevento, mentre in Lega Pro 2 tutte le piemontesi si sono arrese al gelo e hanno chiesto il rinvio delle rispettive gare. Adesso incomincia il balletto dei ricuperi e ci vorrà come minimo tutto il mese di febbraio prima che le classifiche riprendano un volto normale, alla faccia della regolarità dei vari campionati.  Il primo ricupero previsto per la Lega Pro è per l’8 febbraio Alessandria – Entella, ma è già a rischio neve, mentre Cuneo – Pro Patria si disputerà mercoledì  15 febbraio , mentre mercoledì 22 febbraio  si disputeranno Casale –La nevicata del gennaio 1954 Rimini, Cuneo – Alessandria, Valenzana – Montichiari. In serie D tutto fermo per causa di forza maggiore, se ne riparlerà mercoledì 8 febbraio con Novese – Chiavari, mercoledì 15 febbraio con Verbano – Acqui, Asti – Lascaris, Borgosesia – Albese, Villavernia val Borbera - Lavagnese, Gozzano – Castiglione (girone B) e mercoledì 22 febbraio con Lascaris – St. Christophe Vallée d’Aoste mentre nei campionati della LND il Comitato Piemontese aveva già provveduto a stoppare le gare fino a domenica 12 febbraio, ma il presidente Bacchetta sta valutando l’opportunità di far ripartire i campionati da domenica 19 febbraio. La sosta forzata delle squadre verrà ricuperata mercoledì 25 aprile. Anche la Viareggio Cup riservata agli Under 18 che inizia oggi, deve fare i conti con il maltempo, come era successo due anni fa, e gli organizzatori stanno spostando orari, luoghi e avversari, perché il programma non ammette rinvii.

6 febbraio 2012

L’addio di Tesser, il ritorno del Mondo

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Il Novara opta per il cambio di panchina nel tentativo disperato di salvare la stagione, ma nessuno dimenticherà la doppia promozione ottenuta con il tecnicoAttilio TesserEmiliano Mondonico

Finisce così, e visti gli ultimi mesi non poteva essere diversamente. Era nell’aria da tempo e oggi l’amministratore delegato del Novara Massimo De Salvo ha rotto gli indugi: Attilio Tesser non è più l’allenatore del Novara da questo pomeriggio, quando la società azzurra ha deciso di sollevarlo dall’incarico dopo aver trovato l’accordo con Emiliano Mondonico che torna così su una panchina di serie A dopo più di sei anni dall’addio alla Fiorentina appena riportata in serie A dal tecnico di Rivolta d’Adda. Se ne va Tesser, ma il suo addio lascia un piccolo grande vuoto in seno al Novara e ai suoi tifosi, perché non si possono cancellare due stagioni e mezzo di grandi successi, oscurati solo dagli ultimi sei mesi di serie A dove la squadra azzurra ha deluso le attese, probabilmente troppo alte per una squadra tecnicamente non all’altezza della massima categoria. Saluta in silenzio il tecnico di Montebelluna, fatale la sconfitta a Palermo di domenica scorsa quando i giocatori in campo erano parsi ancora una volta senza grinta e orgoglio per difendere una serie A conquistata dopo cinquantacinque anni, molti dei quali passati nelle serie inferiori, la C1 e la C2, finendo ai margini del grande calcio. Ma ciò che ha fatto Attilio Tesser, insieme ai suoi collaboratori che anch’essi salutano il Novara, non verrà mai dimenticato da chi ama non solo i colori della società piemontese, ma il calcio e le favole che ancora riesce a scrivere. Da domani inizierà l’era Mondonico, forse il tecnico più giusto per tentare di conquistare la permanenza in serie A. Un allenatore che ha nel sangue lo spirito indomito del Torino, quello vero, e che dovrà cercare di infonderlo anche nei giocatori azzurri, parsi troppo spesso fuori dal contesto in cui sono chiamati a recitare. E il calcio si riappropria di un uomo che fa parte del mondo sano di questo sport, che porta con se quei valori di un tempo che al giorno d’oggi sembrano sempre perdersi di più. In bocca al lupo Mondo.

30 gennaio 2012

Qual è il bene del Torino?

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Troppi toni allarmistici intorno alla squadra granata, così si creano solo pressioni dannose per l’ambiente

L’aggancio in vetta da parte del Sassuolo rappresentava già da solo una buona dose di amarezza dopo la partita contro il Cittadella del Torino, ma a rendere ancor più amaro il rientro a casa dei granata è stato l’infortunio di Coppola. Il portiere arrivato in estate in prestito dal Milan si è infortunato in uno scontro con Di Cesare riportando la sospetta lesione del legamento collaterale mediale e al legamento crociato anterioreMeggiorni, unico acquisto del Torino a gennaio (torinofc.it) sinistro che metterebbe fine alla sua stagione. Un infortunio che complica non poco i piani del Torino in ottica futura, con il mercato ancora aperto che rappresenta una soluzione per i vertici granata, ma non pensiamo sia giusto parlare di campanelli d’allarme in casa Toro dopo il pareggio per 1-1 a Cittadella. La partita con i veneti ha visto un Torino lottare, in particolar modo nel secondo tempo, contro una squadra che da sempre è molto ostica per i granata, basti solo pensare alla gara di andata quando i veneti obbligarono il Torino ad un altro pareggio, mentre al Tombolato negli anni 2000 la squadra allenata da Ventura non ha mai vinto andando incontro a tre sconfitte su quattro partite. Semplicemente si è assistito all’ennesima partita in cui gli attaccanti hanno divorato l’incredibile, basti pensare all’occasione di Antenucci nel finale di gara quando a tu per tu con Cordaz il portiere veneto si è superato respingendo di piede la conclusione ravvicinata dell’attaccante, o al contatto mancato con il pallone da Bianchi ad un metro dalla porta, mentre Meggiorni si è limitato a lambire il palo con la sua unica conclusione di giornata. Lo stesso Ventura ha dichiarato che il gioco inizia ad esserci e anche se si è vista un po’ di stanchezza nei giocatori quando la gara volgeva al termine, non capiamo certi toni allarmistici. Si parla tanto di mercato, raffrontando quello del Torino con quello del Sassuolo che ha comprato, fra gli altri, Missiroli, Gazzola e Troianello, oltre a trovare un Sansone che da solo ha trascinato la squadra in vetta alla classifica nelle ultime giornate. Se si guarda le operazione è giusto affermare che il Sassuolo ha fatto meglio del Toro che in pratica ha fatto niente, se si esclude l’ingresso di Meggiorni nel parco attaccanti dove Sgrigna sta faticando ad essere incisivo come ad inizio stagione (qualcuno lo ha già dimenticato?) e Bianchi sembra aver momentaneamente smarrito il feeling con la rete, per cui ben venga una punta che già conosce i meccanismi del gioco di Ventura e che in B può far davvero molto se non gli si mettono addosso troppe pressioni. Ma dal confronto con il Sassuolo sembra non venir preso in considerazione il motivo per cui la squadra del patron Squinzi, ovvero il signor Mapei, ha dovuto spendere tanto: quello di colmare il gap con il Torino. Così come tutte le altre squadre e se a Nocera Sansone non avesse indovinato la punizione del venerdì sera al novantesimo due settimane fa staremmo parlando di un Torino ancora solo in vetta alla classifica. Quindi perché usare toni allarmistici? Per il bene del Torino? Sicuri di fare il bene di una squadra che ogni anno grazie a certi toni vede la tifoseria andare in subbuglio e i giocatori venir schiacciati dalla pressione? Sicuri che un Carrozza possa davvero cambiare le cose ed essere utile anche in serie A, come Masiello fuori rosa a Bari? Comprare per comprare non serve, lo stesso Ventura ha detto che servono solo giocatori che migliorino la rosa e quei giocatori a gennaio le squadre difficilmente li cedono. Ma il Sassuolo ha comprato un pezzo da novanta come Missiroli dirà qualcuno. Sì, vero, ma al Torino dove lo metti Missiroli con lo schema tattico usato da Ventura? Questione portiere: va di moda ultimamente dare in testa al povero Morello, reo di essere entrato a freddo contro il Modena, non aver parato il rigore dei canarini, essere capitolato insieme a tutta la squadra nel finale di gara. Ma contro l’AlbinoLeffe abbiamo rivisto quel portiere che, quando Sereni due stagioni or sono, con Colantuono in panchina, si infortunò lasciando la porta del ToMorello in uscita sicura contro l'AlbinoLeffe (torinofc.it)ro sguarnita, ci condusse nella rimonta arrivando fino alla finale playoff contro il Brescia da protagonista assoluto con grandi parate. E siamo proprio sicuri che nella stagione scorsa avrebbe fatto peggio di Rubinho? Personalmente dubitiamo, anche se siamo dell’idea che un portiere per il Torino serva si, ma in ottica futura. Se sarà possibile trovare in questi ultimi giorni di mercato un estremo difensore di prospettiva ben venga, ma pensiamo sia dura che qualche squadra lasci libero il proprio portiere solo perché a chiederglielo è il Torino. Si parla della riserva di Campagnolo, tal Kosicky o della riserva del Lecce Julio Sergio o di quella della Sampdoria Da Costa o del terzo portiere della Juventus Manninger, perché questi sono gli unici portieri che le altre squadre sarebbero disposte a lasciar partire. Ma riserva per riserva tanto vale tenersi la propria. Discorso a parte merita Frison, blindato da Cagni, ma che con l’arrivo di Pinsoglio a Vicenza dalla Juventus potrebbe partire. Il Catania lo vuole, lui è un’87 di prospettiva che però deve ancora trovare la giusta continuità. Conviene puntare subito su un ragazzo di 24 anni alla prima esperienza in una grande piazza e che solo sei mesi fa retrocedeva in C con il Frosinone? Sempre sicuri di fare il bene del Torino?

22 gennaio 2012

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