Piemontegol augura

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Per favore, non disturbate il manovratore

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Con Ventura al Torino è arrivato il progetto, l’importante è non creare turbolenze esterne e lasciarlo lavorare

Il Torino di capitan Ventura  era partito nel mese di luglio tra qualche contestazione della tifoseria granata e lo scetticismo di molti, che ipotizzavano e temevano il replay delle ultime stagioni anche se il carisma e la competenza del nuovo allenatore potevano far sperare in qualche cosa di meglio, ma le ferite aperte dal precedente anno lerdiano, con contestazione dell’operato di Cairo, erano ancora troppo fresche ed aperte per permettere dell’ottimismo.  Un primo segnale positivo lo si era colto, durante la conferenza stampa del nuovo allenatore l’8 giugno, dove si era presentato un personaggio diverso dai suoi tanti predecessori, un allenatore di grande personalità ed esperienza che non vendeva fumo e che aveva saputo in quella occasGiampiero Ventura (torinofc.it)ione reggere molto bene il confronto con i media, toccando argomenti come programmazione e tasti come rifondazione dello spirito granata e concordia e unità di intenti  che erano miele per le orecchie della platea. Anche il presidente Cairo aveva dovuto sottomettersi alla dialettica prorompente e scherzosa del nuovo allenatore che aveva dato in quella occasione segnali di forte personalità e conquistato gli astanti. La campagna acquisti fatta secondo le sue direttive, aveva portato quasi tutti i giocatori desiderati da Ventura e adatti al suo gioco, ma le spine da togliere al bocciolo che doveva fiorire erano ancora tante. Il lavoro fatto in ritiro a Sappada e ad Omegna era stata la dimostrazione lampante di quanto fosse importante aver affidato il gruppo ad un allenatore capace di dialogare con i giocatori e con l’ambiente. Sistemate alcune problematiche di spogliatoio, chiarita la posizione di alcuni giocatori la stagione dei granata aveva potuto avere inizio. Ventura come noto ha un suo credo calcistico, che con gli anni ha sempre più affinato e che gli ha dato enormi soddisfazioni in ogni piazza, partendo da Pisa per finire a Bari e che anche qui a Torino ha dato subito buoni risultati, iniziando dalla vittoria nella prima gara di campionato in trasferta ad Ascoli. Mentre la squadra procedeva spedita il suo cammino nei primi due mesi di campionato, malgrado le assenze degli esterni presunti titolari Guberti e Surraco, Ventura cercava di far capire alla piazza e ai media il suo modulo di gioco, il suo credo calcistico, non tanto per prevenire critiche ma per aiutare il mondo granata a capirlo meglio. Nascevano così gli slogan ”Se vogliamo possiamo” e ”Lavoriamo per dare un modo di essere e per dare l’orgoglio di indossare o tifare la maglia granata” e così via. La formazione del Torino non era però un rullo compressore e strada facendo in qualche occasione ha incespicato, il pareggio contro il Sassuolo, la sconfitta di Gubbio …, dando l’occasione alla critica di esternare. In queste occasioni velatamente veniva messo in discussione da taluni l’operato di capitan Ventura che aveva un bel ripetere che “I campionati di serie B si vincono a maggio e non a novembre”, “Che nella serie B ci stanno sei o sette sconfitte”, finendo inevitabilmente sulla graticola. “Come sono entrato sono pronto ad uscire a meno che non ci sia la volontà di tutti di ricostruire” la sua frase bomba dopo la sconfitta di Gubbio, “Qui finisce il nostro campionato, siamo entrati in punta di piedi e così ne usciamo” altra frase che ha lasciato basiti i giornalisti nella sala stampa del Braglia post sconfitta di Modena. L’ultimo  malumore di  Ventura figlio della sconfitta-burla di Padova, con una società che ancora una volta si è dimostrata non attenta, di un ‘tradimento della fiducia data’ subito da capitan Ventura da parte di alcuni giornalisti alla vigilia della gara di Modena e della sconfitta contro i canarini hanno creato un certo qual sconcerto tra gli addetti ai lavori che sull’ultima prestazione di Modena non hanno lesinato critiche a giocatori e allenatore. Noi pensiamo invece che questo sia l’anno in cui per la prima volta, nell’era cairota, ci sia un allenatore che abbia in mente un progetto basato su un programma di lavoro ben preciso, supportato da prestatori d’opera abbastanza qualificati e abbastanza competenti nelle singole specializzazioni. Il mondo granata è abituato a risvegliarsi bruscamente dalle illusioni che aveva a lungo cullato, ma questa volta non ci sembra sia questo il caso, se non intervengono fenomeni esterni a squassarlo, il giocattolo quest’anno regge, il Torino è pur sempre primo in classifica ed è campione d’inverno, l’importante è che non disturbiamo il manovratore, lasciamolo lavorare.

Chiellini e Sgrigna eroi di giornata

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Nel successo dei granata e nel pareggio dei bianconeri c’è molto di Alessandro e Giorgio

Alla luce delle prestazioni offerte dai due giocatori rispettivamente nelle gare contro la Roma ed il Pescara, possiamo tranquillamente affermare senza timore di essere smentiti che Chiellini e Sgrigna sono stati quelli che maggiormente hanno inciso, con le loro prestazioni, sulle rispettive partite dando un contributo sostanziale alle loro squadre e non ce ne vogliano, Buffon e Basha o Vives.

Alessandro Sgrigna – Il giocatore granata reduce da una annata che a definire opaca si rischia di fare dell’ottimismo, tanto è vero che i tifosi vicentini, inAlessandro Sgrigna occasione di Vicenza – Torino dello scorso anno, si chiedevano perplessi  ”Ma, questo non è lo Sgrigna che conoscevamo noi, è un altro giocatore”, quest’anno dopo il franco discorso fatto a mister Ventura in quel di Sappada “Mister non voglio più giocare da esterno, non è il mio ruolo, mi sento a disagio, vorrei tornare a giocare di punta oppure essere ceduto”, sta inanellando, riportato nella posizione di attaccante centrale delle buone prestazioni, culminate con i due gol di sabato contro il Padova. Li ha segnati sotto la Maratona, cuore pulsante del tifo granata e quindi sono stati ovviamente, oltreché la sua prima doppietta in maglia granata, i gol più belli da quando gioca al Toro. “Fare gol sotto la nostra Curva è una emozione che supera il piacere di fare gol. E’ un’emozione stupenda e poterla condividere con i compagni assieme ai nostri tifosi è una sensazione bellissima” questo il suo commento post partita. Sgrigna non è giocatore di primo pelo, la sua carriera passata sui campi di C1, B e A (Lodigiani, Verona, Vicenza, Triestina, Cittadella alcune delle sue tappe) è lunga e ora a 31 anni  è molto realista. “Segnare è sempre molto bello, ma alla mia età non ho bisogno del gol per sentirmi utile alla squadra”. E quest’anno Alessandro Sgrigna sta dando finalmente quell’apporto alla squadra che tutti i tifosi granata si attendevano da lui.

Giorgio Chiellini – Una vita alla Juventus, una bandiera assieme a Del Piero e Buffon. Quest’anno il ’guerriero’ ha vissuto dapprima una stagione in chiaro Giorgio Chielliniscuro, lui abituato ormai a giocare centrale e riportato invece da Conte nel ruolo di esterno sinistro. Ma ora è tornato ad essere l’incontrastato dominatore della sua zona di campo e ieri sera contro la Roma ha disputato sicuramente la miglior partita di quest’anno, tampinando chiunque si presentasse dalle sue parti e cancellando Lamela fino a quando ha giocato sull’out destro dello schieramento romanista. Lo stacco aereo con cui ha incornato la svirgolata di Estigarribia, è un’insieme di potenza fisica, esplosività, prontezza di riflessi e rabbia. Sì, rabbia perché la Juventus stentava ad imporre il suo gioco, viste alcune latitanze a centrocampo, e a lui la cosa non andava giù. “Abbiamo concesso un po’ troppo al contropiede avversario” queste le dichiarazioni di Chiellini all’uscita dal campo e lui, in una serata storta per la Juventus è andato in controtendenza ed ha fatto gol.

13 dicembre 2011

Fontefoto: TorinoFC - F4 e twitter

I campionati incominciano a fornire i primi verdetti

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Ottimi risultati per Juventus, Torino, Pro Vercelli, Casale e Cuneo. Soffre il Novara.

Con la disputa dei posticipi di ieri, Lazio – Novara e Bari – Cittadella, si è conclusa la 14° giornata di campionato di serie A e la 18° giornata di serie B. E’ quindi possibile a pochi turni dalla sosta invernale e dal giro di boa del girone di andata, analizzare il cammino delle squadre piemontesi.

Juventus, una marcia sicura – La Juventus ha superato indenne le difficili partite contro la Lazio ed il ricupero della sfida al S. Paolo contro il Napoli ed haFabio Quagliarella conquistato i tre punti domenica nella più facile gara contro il Cesena. Un percorso quasi netto, anzi sicuramente netto perché il pareggio acciuffato a Napoli ha il sapore, per come è stato ottenuto, di una vittoria. Quello che impressiona di questa squadra, che si pone come la più seria candidata al titolo di campione d’inverno e anche, assieme al Milan, a quello di campione d’Italia, è la compattezza del gruppo che è sicuramente Pirlo dipendente, ma che riesce a vincere anche senza Pirlo o Marchisio. Proprio il “Principino” si staglia sul resto del gruppo grazie al suo strepitoso momento di forma abbinato alla posizione che Conte gli ha ritagliato sul campo e alla sua juventinità. Caratteristica che Conte sta cercando di inculcare a l’intero gruppo. E poi Quagliarella è finalmente in rampa di lancio. L’ingresso in campo del bomber napoletano rappresenterà sicuramente un valore aggiunto, come era stato lo scorso anno prima dell’infortunio, per questa squadra e Fabio lo ha dimostrato domenica contro il Cesena. Il suo modo di giocare e la sua imprevedibilità nel tiro saranno sicuramente due armi preziose per l’ambizioso Conte.

 

Novara, quest’anno son dolori – Il Novara sta trovando molte difficoltà nell’affrontare il suo primo campionato di serie A dopo cinquantacinque anniMassimo De Salvo e Attilio Tesser di astinenza. La squadra sconfitta nettamente all’Olimpico, in una gara davvero scialba per i colori azzurri, è ora relegata al terz’ultimo posto in classifica a quota dieci punti. Pochi, maledettamente pochi per sperare in una salvezza a fine campionato. Troppi suoi uomini chiave si sono rivelati inadatti alla serie A, patendo il salto di categoria e gli infortuni hanno complicato vieppiù il lavoro di Tesser. La squadra è troppo insicura in difesa, troppo leggera in attacco e a centrocampo non ha la sufficiente personalità per reggere i confronti che la serie A propone. Sarebbe una buona squadra, ma in serie B. C’è la finestra del mercato di gennaio, dove alcune cose potrebbero essere aggiustate, ma bisognerà andare su innesti di provata esperienza nella massima serie e di provata personalità per far sì che il sogno serie A non si trasformi in una meteora. Il Novara è atteso da partite difficili, prima del giro di boa, Napoli, Juventus, Palermo per citarne alcune, e l’obiettivo di poter girare alla fine del girone di andata con un punteggio in classifica che possa mettere la squadra di De Salvo al riparo di sorprese, sembra una chimera.

Torino, la vera rivelazione – Il Torino è tornato protagonista, anche se solo, per il momento, in serie B. Lo ha fatto con sicurezza, inanellando finGiampiero Ventura qui sempre delle buone prestazioni eccezion fatta per Gubbio. I punti che i granata hanno in classifica sono il frutto di vittorie e qualche volta del ragionamento. Merito sicuramente di Ventura che ha saputo riportare il sorriso in un ambiente depresso e sempre facilmente propenso a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Il tecnico genovese sta lavorando anche in profondità, sta cercando di dare a questo gruppo, una base importante di mentalità e di conoscenza, fattori importanti e necessari per poter reggere anche nella massima serie. La ricostruzione della ‘cellula granata’ come ama definirla il tecnico. Bisogna solo lasciarlo lavorare in pace senza pressioni e senza andare a cercare il pelo nell’uovo quando le cose non vanno nel senso desiderato, il che non vuol dire non permettersi nessuna critica. La palla per il momento non ‘frulla’ ancora come vorrebbe il tecnico, costretto a far meno di Guberti e Surraco, due tra le più importanti pedine per il suo modo di giocare, ma i risultati stanno arrivando ugualmente. La squadra non è mai stata al buio, se non sabato a Padova. Brutta vicenda, perché in qualsiasi modo la si girerà darà sempre adito a malumori e discussioni. Ma i regolamenti ci sono e vanno accettati e messi in pratica. Una cosa comunque è certa, quella partita non ha avuto uno svolgimento regolare.

Belle sorprese in Lega Pro – Nel campionato di Lega Pro 1 e Lega Pro 2 non bisogna passare sotto silenzio quello che stanno facendo Proalt Vercelli, Casale e Cuneo nei rispettivi campionati.  Tre formazioni che alla vigilia non raccoglievano i favori del pronostico e che invece stanno tenendo un ruolino di marcia veramente importante. Le bianche casacche di patron Secondo stanno reggendo con autorità il loro campionato e si trovano in terza posizione a quattro punti dalla seconda in classifica il Taranto e nell’ultimo turno opposti alla capolista Ternana non hanno sfigurato. Il Casale sta conducendo un campionato di vertice e pare non conoscere al momento ostacoli ed il Cuneo altra lieta sorpresa del campionato, si trova a due punti dalla vetta.  Questi campionati sono difficili da affrontare e molte volte verso la fine riservano delle sorprese, l’augurio è che queste formazioni possano reggere fino in fondo e riportare così il calcio piemontese verso posizioni più consone alla sua storia. Il famoso quadrilatero si sta riformando, manca solo l’Alessandria.

6 dicembre 2011

Quando le soluzioni le si ha in casa

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Pepe e Rubino, bistrattati e dimenticati dai dirigenti, si sono rivelati fondamentali in questo inizio di stagione. Il bianconero è titolare inamovibile per Conte, mentre il capitano azzurro sta riportando a galla il Novara di Tesser

La Juventus continua a volare e il Novara rialza la testa proprio quando si stava stagliando all’orizzonte l’ennesima sconfitta stagionale. ProtagonistiSimone Pepe (juventus.com) di bianconeri e azzurri due giocatori poco tenuti in considerazione questa estate: Simone Pepe e Raffaele Rubino.
Il primo non è mai apparso una sola volta fra le ipotetiche formazioni titolari proposte dai giornali nel corso del calciomercato e la stessa Juventus lo aveva messo sul mercato tanto che sembrava cosa fatta il passaggio dell’esterno ex Udinese allo Zenit San Pietroburgo. Le stelle della formazione di Conte sulla fasce dovevano essere Krasic, Elia, Giaccherini, ma non lui, non Simone Pepe. Per lui solo un anno prima erano stati spesi suon di milioni di euro per prelevarlo dall’Udinese. Una stagione infelice con Del Neri e la società era già propensa a cambiare idea sul giocatore cresciuto nella Roma. Poi, complice un mercato in entrata che faticava a prendere piede, gli obiettivi che man mano prendevano altre destinazioni e sfumavano e la bravura di Conte nel coinvolgere l’intera rosa (eccetto Amauri si intende) nel progetto, facevano in modo che Pepe tornasse un punto magari non fermo, ma importante nella nuova Juventus che stava nascendo. Alla faccia di una dirigenza che era già pronta a non credere più in lui, smentendo il proprio investimento ad un anno di distanza (un po’ come erano pronti a farlo con Bonucci).
Il secondo invece non è mai stato messo in dubbio dal nuovo direttore sportivo del Novara Pederzoli, semplicemente per il fatto che a Novara tocca chi vuoi, ma non toccare Rubino il capitano, e infine anche perché come quinta punta nessuno andava meglio di lui. Era così in Lega Pro quando già non era più il titolare ed era così l’anno scorso in serie B dove aveva giocato poco, contribuendo comunque a portare in alto il Novara. A Genova Tesser, viste anche le richieste della piazza e una panchina si stabile, ma non più stabilissima come in tanti volevano far credere, decide di riesumarlo dalla naftalina rilanciandolo dal primo minuto rendendolo l’unico giocatore nella stoRaffaele Rubino (novaracalcio.com)ria del Novara a giocare con la maglia azzurra dalla C2 alla serie A, ottenendo in cambio una prestazione gagliarda e anche dei buoni spunti sotto porta. Contro il Parma la conferma dal primo minuto e in cambio è arrivata la rete del pareggio contro gli emiliani alla sua maniera, di testa.
Pepe e Rubino, quando le soluzioni migliori le si ha già in casa, ma spesso non le si vede, per fortuna lo ha fatto subito Conte e lo ha fatto, prima che fosse troppo tardi Tesser, a non uscire benissimo da questa situazione sono i due responsabili del mercato della Juventus e del Novara: Marotta ( in coppia con Paratici) e Pederzoli, loro che in fase di calciomercato hanno comprato e speso soldi per giocatori adesso già nuovamente con le valigie in mano e che finora hanno deluso (un esempio per entrambi: Elia bianconero e Granoche azzurro), dimostrando, nel caso del direttore generale bianconero, di aver probabilmente non agito al meglio per la seconda stagione consecutiva sul mercato, ma soprattutto di non essere pronto a difendere le proprie scelte se già dopo un anno Pepe, Bonucci e mettiamoci anche il pluripagato Martinez erano alla porta, con solo l’ultimo poi effettivamente andatosene a far tribuna a Cesena in cambio di Giaccherini. Tra i due litiganti a godere è il terzo, uomo che cura gli interessi della terza società piemontese per categoria, il Torino, ovvero Gianluca Petrachi. Colui che ha visto lungo quest’estate scommettendo sull’allenatore e investendo per gli uomini giusti difendendo le proprie scelte e ammettendo le proprie colpe del passato. Un caso lampante è quello di Stevanovic, voluto espressamente in cambio della metà di Benedetti dall’Inter, bocciato lo scorso anno, confermato dal ds per questo ritiro e oggi protagonista e titolare quasi inamovibile nella formazione di Ventura che spadroneggia in serie B.

27 novembre 2011

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