Novara, che fare?

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Ennesima debacle a Cesena, Tesser sul banco degli imputati, giocatori non all’altezza e mercato non convincente. La giovane società cosa deciderà di fare nel futuro prossimo?

Che fare? E’ la domanda che probabilmente si stanno facendo in molti a Novara e forse è la stessa domanda che sta iniziando Mascara e Rinaudo, un esordio da dimenticare (novaracalcio.com)a porsi Massimo De Salvo, amministratore delegato della squadra azzurra. A Cesena bisognava vincere lo scontro salvezza per ridare fiato ad una classifica che da qualche giornata era deficitaria e invece è arrivata una sonora sconfitta, resa meno amara dall’errore dal dischetto di Candreva e dal fortunato gol di Morimoto ad un minuto dalla fine. Ma questa squadra, nonostante gli innesti di Mascara e Caracciolo in avanti, di Jensen a centrocampo e del disastroso Rinaudo in difesa, sembra incapace di calarsi nella realtà della serie A, abbandonare quel calcio che le aveva permesso di salire dalla serie C fino alla serie A in sole due stagioni e iniziare a lottare come dovrebbe fare una matricola per mantenere una categoria riconquistata dopo 55 anni. In Romagna inoltre per la prima volta è scesa in campo una squadra mal messa tatticamente, con una difesa a cinque che doveva occuparsi di un solo attaccante che per di più non dava punti di riferimento, mentre a centrocampo la squadra ballava in uno scontro che la vedeva perdente fin dal principio con tre uomini opposti ai cinque del Cesena. Per carità, Cesena che schierava tre giocatori sulla linea dei fantasisti con alle spalle la protezione di due filtri come Parolo e Guana, ma che proprio per questo avrebbe dovuto trovare una resistenza maggiore a centrocampo da parte degli azzurri di Tesser. E così a finire sul banco degli imputati è proprio il tecnico, che prima di quest’anno in serie A aveva racimolato dodici panchina, una a Cagliari e undici ad Ascoli finendo sempre esonerato. Finora sempre “salvato” o dalle reazioni dei suoi ragazzi, o da qualche svista arbitrale come a Bergamo, o grazie a quanto fatto nei due anni precedenti, ma adesso le scuse non ci sono più. A Cesena il primo a sbagliare è stato lui e forse l’errore nasce fin dall’estate quando la società ha deciso di confermare il blocco storico, pensando che una squadra costruita in C, potesse farcela anche in serie A. Invece no, una squadra costruita in C può sorprendere in serie B, in una stagione in cui tutte le grandi sembrano non riuscire ad ingranare del tutto, mentre tu, provinciale, assetata di punti salvezza, riesci a trovare dentro di te la forza di superare ogni ostacolo con la grinta e il sacrificio, esaltando nel contempo le doti di ispiratore di Rigoni e affidandoti alla velocità di due bomber come Gonzalez (scomparso dai radar a Siena)e Bertani (finito sull’altalena della Sampdoria). Ma in serie A la musica cambia, la qualità è maggiore, le pressioni sono differenti e il minimo errore viene punito. Per di più se sei piccolina, delle volte gli arbitri ci vedono anche male (ma se si volesse essere pignoli contro l’Inter ci avevano visto male in favore degli azzurri) e se non si riesce a mettere fieno in cascina fin da subito come ha fatto il Siena, poi è difficile tirarsi fuori dai guai quando la palla sembra stregata e la porta avversaria un Kilimangiaro da scalare a mani nude. Sarebbero dovuti arrivare innesti importanti fin da subito e non, con tutto il rispetto, un Radovanovic che in A aveva giocato a singhiozzo con Atalanta e Bologna nei due anni precedenti o un Dellafiore che da anni è ormai passato da promessa del calcio italiano, a fiore appassito senza mai essere sbocciato. Adesso sono arrivati Rinaudo, difensore fermo da due anni, gran fisico, ma realmente idoneo alla serie A?. Prima Caracciolo attaccante scaricato dopo sei mesi a Genova sponda rossoblù da dimenticare e reduce da una stagione al Brescia dove è retrocesso pur segnando qualche rete, ma in una squadra che giocava per lui. Il resto della carriera tanta B e poca A. Jensen è probabilmente un buon mediano, reduce però da una lunga inattività e non si può di certo chiedere a lui di render insuperabile un centrocampo che a Cesena ha dimostrato di fare acqua da tutte le parti. Mascara merita un discorso diverso, lui è un innesto da serie A, ma è probabilmente l’unico in una squadra che per quanto riguarda la massima serie non ha esperienza e, se la ha, ha alle spalle sonore bocciature o stagioni fallimentari. Quindi che fare? Tornare e questa volta spendere sul mercato in maniera da rinforzare una squadra che al momento pare destinata a rimanere nei bassi fondi della classifica nonostante le innumerevoli reazioni d’orgoglio nei secondi tempi che però hanno portato a poco; andare avanti con Tesser, che in qualsiasi altra squadra sarebbe già stato esonerato, perché lo si ritiene l’unico in grado di raddrizzare una barca che sembra affondare sempre più; o chiamare un vecchio lupo di mare ancora in attesa di chiamata per insegnare ad un’intera società cosa bisogna fare per salvarsi in serie A? Contro il Milan rivedremo di sicuro Tesser, ma il quesito inizia a farsi largo nella testa di molti. Che fare?

12 gennaio 2012

La prima di campionato del 2012 è iniziata sotto il segno di …

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La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo!

Fabio Quagliarella – A lui dedichiamo l’editoriale di questa settimana di Piemontegol, consegnandogli anche l’Oscar della sfortuna. Esattamente un annoFabio Quagliarella fa, in occasione di Juventus – Parma, prima partita dell’anno 2011 dopo la pausa invernale, l’attaccante ex Toro, Sampdoria, Udinese e Napoli al 5’ del primo tempo riportò  la rottura del legamento crociato anteriore destro e per lui la stagione finì. L’operazione a Villa Stuard a Roma, la rieducazione lenta e dolorosa ed il lungo stop con la speranza di riacquistare al meglio la funzionalità del ginocchio e lo stato di forma. “Sono pronto, se il mister vuole io sono pronto, sto bene” aveva ripetuto il bomber di Castellamare di Stabia in occasione della partita giocata con la Primavera contro il Grosseto a fine settembre. Conte aveva sempre ribadito la sua stima nei confronti di Fabio, perché lo riteneva più di una semplice alternativa a Matri. Il suo impiego in questa stagione era stato saltuario, magari limitato a pochi spezzoni di partita in modo da permettergli di ritrovare condizione e ritmo partita senza fretta (la sua prima apparizione in campo il 25 settembre contro il Catania al minuto 81 in sostituzione di Marchisio) e ieri finalmente nuovamente titolare nella prima partita del nuovo anno contro il Lecce. Una gomitata involontaria al 23’ di Esposito gli procura la frattura  completa dell'arco zigomatico destro. L’operazione, effettuata oggi dal dottor Tubino alla Clinica Fornaca, per la riduzione della frattura, lo costringerà a star fuori almeno tre settimane e a portare una maschera protettiva per un altro mese. Auguri!

9 gennaio 2012

Ed è di nuovo campionato …

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Si ricomincia! Smaltiti i panettoni, i cinepanettoni ed i brindisi, finiti i ritiri invernali, al semi-freddo di Malta o al caldo di Dubai o nella nebbia della Padana Pianura, da venerdì si ricomincia a giocare a calcio. I primi a scendere in campo saranno i giocatori della serie B il venerdì della Befana, seguiti dalle calciatrici della serie A femminile e dai calciatori della serie D sabato 7 ed infine dalla serie A e dalla Lega Pro domenica 8 gennaio. Gli altri campionati saranno ancora fermi fino al 14 gennaio quelli giovanili, e fino al 4 febbraio quelli di Eccellenza e Promozione.
Malgrado lo stop, il calcio ha tenuto ugualmente banco in questi giorni nei discorsi degli appassionati, per via del calciomercato sessione di gennaio e dello scandalo calcio scommesse. Il via della sessione invernale del calciomercato è avvenuto ufficialmente oggi, ma le società da tempo avevano individuato le problematiche legate agli organici a disposizione degli allenatori ed avevano imbastito discorsi per ovviarle, tant’è che i primi acquisti,Beppe Marotta (finanzaonline.com) quelli di Borriello alla Juventus e di Caracciolo al Novara, sono già stati ufficializzati.
Ma da oggi il toto giocatore potrà impazzare alla grande tenendo presente che questo sarà un mercato fatto senza soldi e che la stragrande maggioranza degli affari saranno scambi e che ci saranno pochi acquisti.
La Juventus è comunque attiva sul mercato per dare a Conte quei rinforzi che servirebbero a colmare quelle carenze di organico che già erano state individuate ad inizio stagione, un laterale esterno basso, un centrocampista ed un attaccante. Concluso l’acquisto dell’attaccante, per gli altri innesti  le piste portano soprattutto a Caceres e Pizarro, ma prima deve essere completata l’opera di sell-out, che prevede le partenze di Amauri, Toni, Iaquinta e forse Krasic, necessarie per abbassare il monte ingaggi e procedere di conseguenza all’inserimento dei due nomi nuovi.
Per il Novara il discorso invece è diverso. Gli azzurri si trovano al penultimo posto di classifica nella massima divisione e quindi gli innesti sono più impellenti. Sistemato l’attacco con l’inserimento di Caracciolo, attaccante di peso che ha sempre garantito un buon numero di gol, ma che deve riprendersi dopo sei mesi al Genoa in chiaroscuro, bisogna ancora pensare a sistemare la difesa ed il centrocampo. In difesa si sogna Mantovani del Palermo o Aronica del Napoli, Mauro Pederzoli (spaziocalcio.com)mentre pare più fattibile l’arrivo, sempre dai partenopei, del difensore centrale Rinaudo; per il centrocampo si sta valutando in questi giorni a Novarello lo svincolato Jensen che Tesser sembra voler valutare prevalentemente sotto l’aspetto fisico visto che si tratta di un giocatore dalle qualità indiscusse, ma reduce da un lungo infortunio. Se i test dei prossimi giorni saranno positivi come quelli già effettuati sarà il secondo rinforzo azzurro, mentre sembra sfumare la pista Mascara per l’attacco.
Capitolo Torino e qui il discorso riguarda soprattutto gli esterni bassi ed alti, pedine importanti per il gioco di Ventura. Soprattutto la corsia di sinistra è scoperta con i classe ‘77 Parisi e Zavagno a cui si sente la necessità di affiancare un altro giocatore di prospettiva (senza dimenticare che l’ex barese Parisi è stato tiratoGianluca Petrachi (pianetalecce.it) in ballo dal pentito Gervasoni nel calcio scommesse in riferimento a quando militava nel Bari) e Guberti fermo ancora ai box. Gli sforzi della società sono indirizzati su questi fronti, ma senza fretta anche perché i risultati arrivano e quindi pur in emergenza la squadra riesce a fare bene. Nonostante ciò che si legge sui giornali, Petrachi e Cairo sembra stiano tessendo trame mercatare lontano da occhi indiscreti, lasciando focalizzare l’attenzione su Barretto per l’attacco e Mantovani per la difesa, in modo da poter lavorare a fari spenti.
Ed eccoci al capitolo dolenti note, ovvero calcio scommesse. Un argomento che francamente nessuno avrebbe più voluto trattare e che invece è riesploso in tutta la sua virulenza. Le confessioni-ammissioni al magistrato di Doni, Gervasoni, Santoni e Zamperini, riaprono scenari inquietanti nel mondo pallonaro, mettendo in dubbio più di un risultato. La giustizia sportiva, con Palazzi chiamato ad un altro super lavoro, il compito di fare piena luce e se del caso riscrivere la classifica e allontanare le mele marce anche se sono nomi affermati o stelle che hanno brillato in passato. Sicuramente si può già affermare che luce non verrà fatta in tempi brevi.

3 gennaio 2012

Piemontegol augura

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Per favore, non disturbate il manovratore

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Con Ventura al Torino è arrivato il progetto, l’importante è non creare turbolenze esterne e lasciarlo lavorare

Il Torino di capitan Ventura  era partito nel mese di luglio tra qualche contestazione della tifoseria granata e lo scetticismo di molti, che ipotizzavano e temevano il replay delle ultime stagioni anche se il carisma e la competenza del nuovo allenatore potevano far sperare in qualche cosa di meglio, ma le ferite aperte dal precedente anno lerdiano, con contestazione dell’operato di Cairo, erano ancora troppo fresche ed aperte per permettere dell’ottimismo.  Un primo segnale positivo lo si era colto, durante la conferenza stampa del nuovo allenatore l’8 giugno, dove si era presentato un personaggio diverso dai suoi tanti predecessori, un allenatore di grande personalità ed esperienza che non vendeva fumo e che aveva saputo in quella occasGiampiero Ventura (torinofc.it)ione reggere molto bene il confronto con i media, toccando argomenti come programmazione e tasti come rifondazione dello spirito granata e concordia e unità di intenti  che erano miele per le orecchie della platea. Anche il presidente Cairo aveva dovuto sottomettersi alla dialettica prorompente e scherzosa del nuovo allenatore che aveva dato in quella occasione segnali di forte personalità e conquistato gli astanti. La campagna acquisti fatta secondo le sue direttive, aveva portato quasi tutti i giocatori desiderati da Ventura e adatti al suo gioco, ma le spine da togliere al bocciolo che doveva fiorire erano ancora tante. Il lavoro fatto in ritiro a Sappada e ad Omegna era stata la dimostrazione lampante di quanto fosse importante aver affidato il gruppo ad un allenatore capace di dialogare con i giocatori e con l’ambiente. Sistemate alcune problematiche di spogliatoio, chiarita la posizione di alcuni giocatori la stagione dei granata aveva potuto avere inizio. Ventura come noto ha un suo credo calcistico, che con gli anni ha sempre più affinato e che gli ha dato enormi soddisfazioni in ogni piazza, partendo da Pisa per finire a Bari e che anche qui a Torino ha dato subito buoni risultati, iniziando dalla vittoria nella prima gara di campionato in trasferta ad Ascoli. Mentre la squadra procedeva spedita il suo cammino nei primi due mesi di campionato, malgrado le assenze degli esterni presunti titolari Guberti e Surraco, Ventura cercava di far capire alla piazza e ai media il suo modulo di gioco, il suo credo calcistico, non tanto per prevenire critiche ma per aiutare il mondo granata a capirlo meglio. Nascevano così gli slogan ”Se vogliamo possiamo” e ”Lavoriamo per dare un modo di essere e per dare l’orgoglio di indossare o tifare la maglia granata” e così via. La formazione del Torino non era però un rullo compressore e strada facendo in qualche occasione ha incespicato, il pareggio contro il Sassuolo, la sconfitta di Gubbio …, dando l’occasione alla critica di esternare. In queste occasioni velatamente veniva messo in discussione da taluni l’operato di capitan Ventura che aveva un bel ripetere che “I campionati di serie B si vincono a maggio e non a novembre”, “Che nella serie B ci stanno sei o sette sconfitte”, finendo inevitabilmente sulla graticola. “Come sono entrato sono pronto ad uscire a meno che non ci sia la volontà di tutti di ricostruire” la sua frase bomba dopo la sconfitta di Gubbio, “Qui finisce il nostro campionato, siamo entrati in punta di piedi e così ne usciamo” altra frase che ha lasciato basiti i giornalisti nella sala stampa del Braglia post sconfitta di Modena. L’ultimo  malumore di  Ventura figlio della sconfitta-burla di Padova, con una società che ancora una volta si è dimostrata non attenta, di un ‘tradimento della fiducia data’ subito da capitan Ventura da parte di alcuni giornalisti alla vigilia della gara di Modena e della sconfitta contro i canarini hanno creato un certo qual sconcerto tra gli addetti ai lavori che sull’ultima prestazione di Modena non hanno lesinato critiche a giocatori e allenatore. Noi pensiamo invece che questo sia l’anno in cui per la prima volta, nell’era cairota, ci sia un allenatore che abbia in mente un progetto basato su un programma di lavoro ben preciso, supportato da prestatori d’opera abbastanza qualificati e abbastanza competenti nelle singole specializzazioni. Il mondo granata è abituato a risvegliarsi bruscamente dalle illusioni che aveva a lungo cullato, ma questa volta non ci sembra sia questo il caso, se non intervengono fenomeni esterni a squassarlo, il giocattolo quest’anno regge, il Torino è pur sempre primo in classifica ed è campione d’inverno, l’importante è che non disturbiamo il manovratore, lasciamolo lavorare.

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