Chiellini e Sgrigna eroi di giornata

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Nel successo dei granata e nel pareggio dei bianconeri c’è molto di Alessandro e Giorgio

Alla luce delle prestazioni offerte dai due giocatori rispettivamente nelle gare contro la Roma ed il Pescara, possiamo tranquillamente affermare senza timore di essere smentiti che Chiellini e Sgrigna sono stati quelli che maggiormente hanno inciso, con le loro prestazioni, sulle rispettive partite dando un contributo sostanziale alle loro squadre e non ce ne vogliano, Buffon e Basha o Vives.

Alessandro Sgrigna – Il giocatore granata reduce da una annata che a definire opaca si rischia di fare dell’ottimismo, tanto è vero che i tifosi vicentini, inAlessandro Sgrigna occasione di Vicenza – Torino dello scorso anno, si chiedevano perplessi  ”Ma, questo non è lo Sgrigna che conoscevamo noi, è un altro giocatore”, quest’anno dopo il franco discorso fatto a mister Ventura in quel di Sappada “Mister non voglio più giocare da esterno, non è il mio ruolo, mi sento a disagio, vorrei tornare a giocare di punta oppure essere ceduto”, sta inanellando, riportato nella posizione di attaccante centrale delle buone prestazioni, culminate con i due gol di sabato contro il Padova. Li ha segnati sotto la Maratona, cuore pulsante del tifo granata e quindi sono stati ovviamente, oltreché la sua prima doppietta in maglia granata, i gol più belli da quando gioca al Toro. “Fare gol sotto la nostra Curva è una emozione che supera il piacere di fare gol. E’ un’emozione stupenda e poterla condividere con i compagni assieme ai nostri tifosi è una sensazione bellissima” questo il suo commento post partita. Sgrigna non è giocatore di primo pelo, la sua carriera passata sui campi di C1, B e A (Lodigiani, Verona, Vicenza, Triestina, Cittadella alcune delle sue tappe) è lunga e ora a 31 anni  è molto realista. “Segnare è sempre molto bello, ma alla mia età non ho bisogno del gol per sentirmi utile alla squadra”. E quest’anno Alessandro Sgrigna sta dando finalmente quell’apporto alla squadra che tutti i tifosi granata si attendevano da lui.

Giorgio Chiellini – Una vita alla Juventus, una bandiera assieme a Del Piero e Buffon. Quest’anno il ’guerriero’ ha vissuto dapprima una stagione in chiaro Giorgio Chielliniscuro, lui abituato ormai a giocare centrale e riportato invece da Conte nel ruolo di esterno sinistro. Ma ora è tornato ad essere l’incontrastato dominatore della sua zona di campo e ieri sera contro la Roma ha disputato sicuramente la miglior partita di quest’anno, tampinando chiunque si presentasse dalle sue parti e cancellando Lamela fino a quando ha giocato sull’out destro dello schieramento romanista. Lo stacco aereo con cui ha incornato la svirgolata di Estigarribia, è un’insieme di potenza fisica, esplosività, prontezza di riflessi e rabbia. Sì, rabbia perché la Juventus stentava ad imporre il suo gioco, viste alcune latitanze a centrocampo, e a lui la cosa non andava giù. “Abbiamo concesso un po’ troppo al contropiede avversario” queste le dichiarazioni di Chiellini all’uscita dal campo e lui, in una serata storta per la Juventus è andato in controtendenza ed ha fatto gol.

13 dicembre 2011

Fontefoto: TorinoFC - F4 e twitter

I campionati incominciano a fornire i primi verdetti

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Ottimi risultati per Juventus, Torino, Pro Vercelli, Casale e Cuneo. Soffre il Novara.

Con la disputa dei posticipi di ieri, Lazio – Novara e Bari – Cittadella, si è conclusa la 14° giornata di campionato di serie A e la 18° giornata di serie B. E’ quindi possibile a pochi turni dalla sosta invernale e dal giro di boa del girone di andata, analizzare il cammino delle squadre piemontesi.

Juventus, una marcia sicura – La Juventus ha superato indenne le difficili partite contro la Lazio ed il ricupero della sfida al S. Paolo contro il Napoli ed haFabio Quagliarella conquistato i tre punti domenica nella più facile gara contro il Cesena. Un percorso quasi netto, anzi sicuramente netto perché il pareggio acciuffato a Napoli ha il sapore, per come è stato ottenuto, di una vittoria. Quello che impressiona di questa squadra, che si pone come la più seria candidata al titolo di campione d’inverno e anche, assieme al Milan, a quello di campione d’Italia, è la compattezza del gruppo che è sicuramente Pirlo dipendente, ma che riesce a vincere anche senza Pirlo o Marchisio. Proprio il “Principino” si staglia sul resto del gruppo grazie al suo strepitoso momento di forma abbinato alla posizione che Conte gli ha ritagliato sul campo e alla sua juventinità. Caratteristica che Conte sta cercando di inculcare a l’intero gruppo. E poi Quagliarella è finalmente in rampa di lancio. L’ingresso in campo del bomber napoletano rappresenterà sicuramente un valore aggiunto, come era stato lo scorso anno prima dell’infortunio, per questa squadra e Fabio lo ha dimostrato domenica contro il Cesena. Il suo modo di giocare e la sua imprevedibilità nel tiro saranno sicuramente due armi preziose per l’ambizioso Conte.

 

Novara, quest’anno son dolori – Il Novara sta trovando molte difficoltà nell’affrontare il suo primo campionato di serie A dopo cinquantacinque anniMassimo De Salvo e Attilio Tesser di astinenza. La squadra sconfitta nettamente all’Olimpico, in una gara davvero scialba per i colori azzurri, è ora relegata al terz’ultimo posto in classifica a quota dieci punti. Pochi, maledettamente pochi per sperare in una salvezza a fine campionato. Troppi suoi uomini chiave si sono rivelati inadatti alla serie A, patendo il salto di categoria e gli infortuni hanno complicato vieppiù il lavoro di Tesser. La squadra è troppo insicura in difesa, troppo leggera in attacco e a centrocampo non ha la sufficiente personalità per reggere i confronti che la serie A propone. Sarebbe una buona squadra, ma in serie B. C’è la finestra del mercato di gennaio, dove alcune cose potrebbero essere aggiustate, ma bisognerà andare su innesti di provata esperienza nella massima serie e di provata personalità per far sì che il sogno serie A non si trasformi in una meteora. Il Novara è atteso da partite difficili, prima del giro di boa, Napoli, Juventus, Palermo per citarne alcune, e l’obiettivo di poter girare alla fine del girone di andata con un punteggio in classifica che possa mettere la squadra di De Salvo al riparo di sorprese, sembra una chimera.

Torino, la vera rivelazione – Il Torino è tornato protagonista, anche se solo, per il momento, in serie B. Lo ha fatto con sicurezza, inanellando finGiampiero Ventura qui sempre delle buone prestazioni eccezion fatta per Gubbio. I punti che i granata hanno in classifica sono il frutto di vittorie e qualche volta del ragionamento. Merito sicuramente di Ventura che ha saputo riportare il sorriso in un ambiente depresso e sempre facilmente propenso a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Il tecnico genovese sta lavorando anche in profondità, sta cercando di dare a questo gruppo, una base importante di mentalità e di conoscenza, fattori importanti e necessari per poter reggere anche nella massima serie. La ricostruzione della ‘cellula granata’ come ama definirla il tecnico. Bisogna solo lasciarlo lavorare in pace senza pressioni e senza andare a cercare il pelo nell’uovo quando le cose non vanno nel senso desiderato, il che non vuol dire non permettersi nessuna critica. La palla per il momento non ‘frulla’ ancora come vorrebbe il tecnico, costretto a far meno di Guberti e Surraco, due tra le più importanti pedine per il suo modo di giocare, ma i risultati stanno arrivando ugualmente. La squadra non è mai stata al buio, se non sabato a Padova. Brutta vicenda, perché in qualsiasi modo la si girerà darà sempre adito a malumori e discussioni. Ma i regolamenti ci sono e vanno accettati e messi in pratica. Una cosa comunque è certa, quella partita non ha avuto uno svolgimento regolare.

Belle sorprese in Lega Pro – Nel campionato di Lega Pro 1 e Lega Pro 2 non bisogna passare sotto silenzio quello che stanno facendo Proalt Vercelli, Casale e Cuneo nei rispettivi campionati.  Tre formazioni che alla vigilia non raccoglievano i favori del pronostico e che invece stanno tenendo un ruolino di marcia veramente importante. Le bianche casacche di patron Secondo stanno reggendo con autorità il loro campionato e si trovano in terza posizione a quattro punti dalla seconda in classifica il Taranto e nell’ultimo turno opposti alla capolista Ternana non hanno sfigurato. Il Casale sta conducendo un campionato di vertice e pare non conoscere al momento ostacoli ed il Cuneo altra lieta sorpresa del campionato, si trova a due punti dalla vetta.  Questi campionati sono difficili da affrontare e molte volte verso la fine riservano delle sorprese, l’augurio è che queste formazioni possano reggere fino in fondo e riportare così il calcio piemontese verso posizioni più consone alla sua storia. Il famoso quadrilatero si sta riformando, manca solo l’Alessandria.

6 dicembre 2011

Quando le soluzioni le si ha in casa

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Pepe e Rubino, bistrattati e dimenticati dai dirigenti, si sono rivelati fondamentali in questo inizio di stagione. Il bianconero è titolare inamovibile per Conte, mentre il capitano azzurro sta riportando a galla il Novara di Tesser

La Juventus continua a volare e il Novara rialza la testa proprio quando si stava stagliando all’orizzonte l’ennesima sconfitta stagionale. ProtagonistiSimone Pepe (juventus.com) di bianconeri e azzurri due giocatori poco tenuti in considerazione questa estate: Simone Pepe e Raffaele Rubino.
Il primo non è mai apparso una sola volta fra le ipotetiche formazioni titolari proposte dai giornali nel corso del calciomercato e la stessa Juventus lo aveva messo sul mercato tanto che sembrava cosa fatta il passaggio dell’esterno ex Udinese allo Zenit San Pietroburgo. Le stelle della formazione di Conte sulla fasce dovevano essere Krasic, Elia, Giaccherini, ma non lui, non Simone Pepe. Per lui solo un anno prima erano stati spesi suon di milioni di euro per prelevarlo dall’Udinese. Una stagione infelice con Del Neri e la società era già propensa a cambiare idea sul giocatore cresciuto nella Roma. Poi, complice un mercato in entrata che faticava a prendere piede, gli obiettivi che man mano prendevano altre destinazioni e sfumavano e la bravura di Conte nel coinvolgere l’intera rosa (eccetto Amauri si intende) nel progetto, facevano in modo che Pepe tornasse un punto magari non fermo, ma importante nella nuova Juventus che stava nascendo. Alla faccia di una dirigenza che era già pronta a non credere più in lui, smentendo il proprio investimento ad un anno di distanza (un po’ come erano pronti a farlo con Bonucci).
Il secondo invece non è mai stato messo in dubbio dal nuovo direttore sportivo del Novara Pederzoli, semplicemente per il fatto che a Novara tocca chi vuoi, ma non toccare Rubino il capitano, e infine anche perché come quinta punta nessuno andava meglio di lui. Era così in Lega Pro quando già non era più il titolare ed era così l’anno scorso in serie B dove aveva giocato poco, contribuendo comunque a portare in alto il Novara. A Genova Tesser, viste anche le richieste della piazza e una panchina si stabile, ma non più stabilissima come in tanti volevano far credere, decide di riesumarlo dalla naftalina rilanciandolo dal primo minuto rendendolo l’unico giocatore nella stoRaffaele Rubino (novaracalcio.com)ria del Novara a giocare con la maglia azzurra dalla C2 alla serie A, ottenendo in cambio una prestazione gagliarda e anche dei buoni spunti sotto porta. Contro il Parma la conferma dal primo minuto e in cambio è arrivata la rete del pareggio contro gli emiliani alla sua maniera, di testa.
Pepe e Rubino, quando le soluzioni migliori le si ha già in casa, ma spesso non le si vede, per fortuna lo ha fatto subito Conte e lo ha fatto, prima che fosse troppo tardi Tesser, a non uscire benissimo da questa situazione sono i due responsabili del mercato della Juventus e del Novara: Marotta ( in coppia con Paratici) e Pederzoli, loro che in fase di calciomercato hanno comprato e speso soldi per giocatori adesso già nuovamente con le valigie in mano e che finora hanno deluso (un esempio per entrambi: Elia bianconero e Granoche azzurro), dimostrando, nel caso del direttore generale bianconero, di aver probabilmente non agito al meglio per la seconda stagione consecutiva sul mercato, ma soprattutto di non essere pronto a difendere le proprie scelte se già dopo un anno Pepe, Bonucci e mettiamoci anche il pluripagato Martinez erano alla porta, con solo l’ultimo poi effettivamente andatosene a far tribuna a Cesena in cambio di Giaccherini. Tra i due litiganti a godere è il terzo, uomo che cura gli interessi della terza società piemontese per categoria, il Torino, ovvero Gianluca Petrachi. Colui che ha visto lungo quest’estate scommettendo sull’allenatore e investendo per gli uomini giusti difendendo le proprie scelte e ammettendo le proprie colpe del passato. Un caso lampante è quello di Stevanovic, voluto espressamente in cambio della metà di Benedetti dall’Inter, bocciato lo scorso anno, confermato dal ds per questo ritiro e oggi protagonista e titolare quasi inamovibile nella formazione di Ventura che spadroneggia in serie B.

27 novembre 2011

I tifosi si interrogano: Juventus, Novara e Torino, quale futuro?

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Goduria o pessimismo? Ottimismo o rassegnazione? Insoddisfazione o esaltazione?

Juventus, Novara, Torino. Tre realtà differenti, tre squadre con ambizioni diverse, tre tifoserie che vivono l’oggi con stati d’animo dissimili. Si passa dall’esaltazione alla frustrazione, si passa dalla goduria alla quasi disperazione, si passa dall’ottimismo al pessimismo, alla velata insoddisfazione.

Juventus – La squadra di Conte sembra aver innestato il turbo, la sosta di campionato con le partite giocate dalle varie Nazionali, anziché consegnare alAntonio Conte tecnico, giocatori stanchi come quasi sempre succede, ha consegnato al mister della Juventus dei giocatori in ottime condizioni di forma e per di più smaniosi di far bene anche con la squadra di Club. Conte in questo inizio di stagione ha dovuto compiere delle scelte importanti per quanto riguarda l’assetto tattico della squadra, facendo violenza sul suo credo calcistico il 4-2-4 per optare su un più redditizio 4-3-3. Questo a dimostrazione di una grande capacità del tecnico nell’ individuare i problemi della squadra e di risolverli anche se questo ha comportato delle scelte dolorose e la messa in naftalina di giocatori fino a ieri osannati, tirando invece fuori dall’armadio atleti che sembravano destinati al dimenticatoio. Conte è un ‘feroce’, pretende sempre il massimo dai suoi e vive la gara con estrema partecipazione, trasmette ai suoi in campo quella voglia di vincere, quella voglia di imporsi, quella cattiveria che l’hanno sempre contraddistinto sia prima da giocatore che dopo da allenatore, a Bari e a Siena. La Juventus si ritrova dopo ieri sera prima al comando della serie A alla pari con la Lazio, ma con una partita in meno da disputare e domenica all’Olimpico ci sarà Lazio – Juventus e martedì al S. Paolo ci sarà il ricupero Napoli – Juventus, due gare che diranno molto sul futuro bianconero in questo campionato. Superarle indenni vorrebbe dare la stura alle più ottimistiche ambizioni, subire una battuta d’arresto vorrebbe forse dire rimettere per il momento i sogni di gloria nel cassetto. Certo è che la Juventus vista ieri allo Juventus Stadium, ha vinto e convinto asfaltando il modesto Palermo modello esportazione. I tifosi sognano.

Attilio TesserNovara – La squadra di Tesser sta attraversando un brutto momento, gli azzurri sono sprofondati sul fondo della classifica, la squadra non riesce a fare risultati, ma soprattutto perde i pezzi. Il Novara arriva da due stagioni esaltanti che si sono basate sul tandem Bertani - Gonzales, ben supportati dall’intero complesso. Partiti i due furetti il Novara si è trovato ad un bivio, reso ancora più pericoloso dal salto di categoria, rimanere ancorati al vecchio modulo cercando di rimpiazzare i due velocisti con giocatori di caratteristiche simili con la speranza che potessero ripetere le gesta del duo meraviglia oppure rivoluzionare l’impianto di gioco. E’ stata scelta la prima soluzione, che era stata pagante negli anni precedenti, ma un conto è confrontarsi in Lega Pro o in serie B e un conto è confrontarsi in serie A. Il mercato estivo compiuto dal ds Pederzoli è stato fatto all’insegna di un budget proporzionato alle reali possibilità del Novara, sono arrivati dei buoni giocatori ma non dei campioni affermati, o di categoria. E quasi tutti sono alla loro prima presa di contatto con la massima serie. Novara è un ambiente tranquillo, che permette al tecnico e ai giocatori di lavorare in tutta tranquillità e serenità e la dirigenza è consapevole di quello che può dare la squadra attuale. La sfortuna, incidenti di gioco e qualche arbitraggio non proprio favorevole, hanno poi complicato le cose, ma questo Novara ha tutte le qualità morali per risalire la china. Deve ricuperare innanzitutto i suoi pilastri e poi nel mercato cosiddetto di riparazione il ds Pederzoli dovrà individuare ed inserire nello scacchiere le pedine giuste che diano qualità, sicurezza e sostanza ad ogni reparto. I tifosi non sono rassegnati e ci sperano.

Torino – La squadra di Ventura ha rallentato un po’ la corsa ultimamente e la cosa sta provocando qualche malumore in giro. La tifoseria granata si staGiampiero Ventura dividendo tra quelli che vedono il bicchiere mezzo pieno (i punti di vantaggio sulle seconde sono sempre tre) e chi vede il bicchiere mezzo vuoto (nelle ultime tre partite sono stati raccolti solo tre punti sui nove a disposizione e soprattutto è stato segnato solo un gol). E’ un classico del mondo granata, non riuscire a godere del tutto anche i momenti positivi. Ventura sta lavorando molto bene sia sui giocatori, ormai tutti ricuperati psicologicamente alla causa, che sul mondo Torino che circonda la squadra, tifosi, media, rapporti società, ma obiettivamente gli infortuni lo hanno privato di giocatori importanti nello stesso ruolo, impedendogli fin’ora di far vedere nella maniera più compiuta il suo modulo tattico preferito il 4-2-4. A questo punto della stagione ci sta anche una flessione psicofisica, per chi ha dovuto superare blocchi psicologici non indifferenti. Il mister ama ripetere che il campionato di serie B si vince in primavera e non a Natale e come non dargli torto!. L’importante ora è che l’ambiente granata permetta al mister di gestire la squadra e le forze dei giocatori secondo i suoi intendimenti, senza mugugnare, senza fare pressioni di alcun genere. Anche questo sarebbe un segnale di crescita ed è quello che vuole Ventura. I tifosi questa volta devono fidarsi, sono in buone mani.

20 novembre 2011

Che ingenuità Bianchi!!!

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Il centravanti lasciandosi prendere dal nervosismo complica il lavoro di Ventura, ma l’arbitro Ciampi con la sua inadeguateUn duello fra Bianchi e Borghese (torinofc.it)zza ha gravi responsabilità

I tifosi granata all'uscita dallo stadio Olimpico non potevano che essere arrabbiati e frustrati per il risultato del Torino contro il Bari. Arrivato non a causa della prestazione della squadra, ma per un arbitraggio che ha pesantemente condizionato la partita, con il direttore di gara Ciampi di Roma che ha negato tre rigori pure abbastanza evidenti ad occhio nudo ai granata, evitando anche di espellere Dos Santos per il fallo su Sgrigna nel primo tempo dopo che l’attaccante granata lo aveva saltato e si ritrovava lanciato a rete anche se da posizione esterna, con Bianchi e Stevanovic pronti a colpire al centro dell’area. Solo giallo per il difensore barese e sesto senso granata che iniziava a segnalare una partita nata sotto la stella sbagliata. Ma la capacità di questo Torino è quella di non scomporsi di fronte all’avversità che siano arbitrali o avversarie, e la rete nel finale di primo tempo siglata dai galletti non ha per nulla fatto saltare schemi e calma ai giocatori di Ventura. A quello ci hanno pensato le gomitate di Borghese a Bianchi. La prima a fine primo tempo con il capitano granata invitato dall’arbitro a rialzarsi, prima che dopo il doppio fischio del direttore di gara non si scatenasse una piccola rissa con il panchinaro Glik che veniva ammonito ingenuamente per qualche parola di troppo rivolta alla giacchetta gialla. Nella ripresa ancora Borghese su Bianchi quasi al limite dell’area e ancora nessuna sanzione da parte dell’arbitro. Nuovo parapiglia, con Sgrigna che dalla panchina andava a cercare di calmare gli animi dei compagni. L’ingenuità seguente di Bianchi però è da censurare perché la gomitata rifilata a Borghese appena rientrato sul terreno di gioco in un momento della partita in cui il Torino stava chiudendo nella propria metà campo il Bari è sinonimo di un nervosismo tracimante quasi in stupidità. Prima di tutto perché con il cartellino rosso guadagnato non solo salterà sicuramente l’insidiosa trasferta di Crotone, ma quasi certamente verrà a mancare a Ventura anche per la partita seguente con il Livorno e forse anche per quella ancora successiva con il Padova. Un assenza che rischia di essere molto pesante visto che la penuria di esterni che prosegue in casa Torino, nonostante i rientri ormai a pieno regime di Oduamadi e Verdi, costringe Antenucci a giocare largo lasciando a Ventura solo due punte in avanti, ovvero Ebagua e Sgrigna. In secondo luogo il gesto di Bianchi è stato ingenuo perché prima o poi l’arbitro avrebbe fischiato a suo favore visto che i gomiti di Borghese continuavano a restare alti e questo avrebbe permesso al Torino di usufruire magari di una doppia superiorità numerica o di un calcio di rigore o di una punizione dal limite, chissà. Chiederà sicuramente scusa il capitano perché è una persona corretta e passato l’attimo di nervosismo capirà certamente di avere sbagliato, ma un grande giocatore si vede anche in queste circostanze, e lui stasera ha peccato. Un peccato sicuramente grave, ma non quanto quelli commessi da Ciampi. Dicevamo di tre rigori abbastanza netti negati al Torino, ma in generale è stata tutta la direzione di gara a lasciare perplessi, con il romano incapace di gestire una partita di prima fascia, dimostrandosi non all’altezza del ruolo.

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