I campi forzati di Allegri mandano in tilt i piani di Mazzarri, a segno Alex Sandro nel primo tempo. Granata mai pericolosi

Franco Brunetti

Non era solo il derby della Mole numero 146, era anche il terzo incrocio stagionale tra granata e bianconeri; nella gara del girone di andata vinsero i bianconeri per 4-0, nel match valido per i quarti di Coppa Italia c’era stato un altro successo degli uomini di Allegri, per 2-0, ma era soprattutto la partita dello snodo. Cruciale per chi perdeva: per il Toro avrebbe significato l’addio definitivo ai sogni d’Europa, per la Juventus avrebbe detto regalare un grosso vantaggio ai rivali del Napoli nella corsa allo scudetto. Quindi quando le squadre scendono in campo nessuna sorpresa nel vedere Ansaldi da una parte e Alex Sandro dall’altra schierati esterni alti. Squadre molto coperte quindi, la Juventus anche per scelta obbligata per i molti infortuni che ne hanno mutilato l’attacco. Al 3’ il primo colpo di scena, la Juve va in attacco e Pjanic lancia Higuain verso l’area granata, Sirigu esce contro il Pipita che salta il portiere granata ma si infortuna alla caviglia, rimanendo in campo claudicante, ma poi sarà costretto ad abbandonare. Lo schock bianconero è evidente ed il Torino cerca di approfittarne orchestrando un bel contropiede con Obi e Belotti, vanificato dall’ultimo passaggio poco preciso di Obi e dal disastroso stop del Gallo. Subito dopo è Jago Falque a non riuscire a raggiungere la palla a due passi da Szczesny, su invito di Ansaldi. L’ingresso di Bernardeschi al posto del Pipita, con conseguente spostamento di Douglas Costa falso nueve, cambia la partita. Nkoulou e Burdisso che dovevano fare a sportellate col Pipita si ritrovano ora a fronteggiare avversari veloci e guizzanti: le prime avvisaglie si registrano al 20’ quando un’accelerata di Douglas Costa mette in crisi la retroguardia granata e solo un salvataggio miracoloso di De Silvestri impedisce al siluro di Asamoah di gonfiare la rete. Il Toro è molto paziente e cerca di costruire partendo da un insistito giro palla dei difensori, al 26’ Iago Falgue effettua un lancio di 40 metri per Belotti che aggancia ma pressato, spara sull’esterno della rete e al 28’ il portiere Szczesny deve intervenire su un colpo di testa di De Silvestri messo in azione da un cross di Iago Falque. Le scelte in corsa di Allegri sono premiate dal gol che arriva al 33’ Ansaldi perde palla su un contrasto (fallo?) di Bernardeschi, che avvia l’azione poi va al cross, De Silvestri marca Sturaro a centro area ma nessuno marca Alex Sandro sul secondo palo che con irrisoria facilità mette in rete l’1-0.  La Juve ora è padrona del campo, mentre il Torino continua ad essere attendista, il centrocampo si rivela troppo fragile al cospetto di quello juventino, dove Khedira non brilla e Belotti non riceve palle giocabili. Si aspetta qualcosa di diverso da parte della squadra di Mazzarri nella ripresa, cosa che invece non avviene. Mazzarri ricorre al cambio Niang – Baselli per dare maggior potenza in avanti e ridisegna il centrocampo. Il francese è autore di alcuni strappi che costringono De Sciglio a tenere gli occhi ben aperti e a prendersi un cartellino giallo. Allegri manda in campo Dybala e la Joya in tre minuti a partire dal 22’ va al tiro tre volte, la prima volta Sirigu gli esce incontro e para, la seconda tira alto e la terza fuori. I guanti di Szczesny, invece, si sporcano solo al 34’ su tiro di Iago Falque; negli ultimi dieci minuti il Toro alza il baricentro e confeziona qualche cross. Troppo poco per impensierire i marpioni della difesa juventina e per rimettere in parità il derby.
TORINO-JUVENTUS 0-1
TORINO (4-3-3): Sirigu; De Silvestri (35’ st Edera), N’Koulou, Burdisso, Molinaro; Baselli (10’ st Niang), Rincon, Obi (27’ st Acquah); Iago Falque, Belotti, Ansaldi. A disp.: Ichazo, Milinkovic-Savic, Bonifazi, Moretti, Barreca, Valdifiori, Berenguer, Liajic. All. Mazzarri
JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Rugani, Chiellini, Asamoah; Sturaro, Pjanic, Khedira; Douglas Costa ( 21’ st Dybala), Higuain (15’ pt Bernardeschi - 47’ st Lichtsteiner), Alex Sandro. A disp.:. Buffon, Pinsoglio, Barzagli, Howedes, Bentancur, Marchisio All. Allegri.
ARBITRO: Orsato di Schio
MARCATORE: 33’ pt Alex Sandro
AMMONITI:  De Sciglio, Molinaro
18 febbraio 2018

Primo tempo segnato dalla Var e dal rigore annullato alla Fiorentina, nella ripresa Bernardeschi sblocca la gara chiusa nel finale da Higuain

Antonello Vischeri

Non poteva che esserci una coda velenosa a Fiorentina-Juventus, non sarebbe stata una gara all’altezza di quelle passate e così è stato. Con Allegri che schiera Bernardeschi, ex di giornata, insieme a Mandzukic sulle fasce a sostegno di Higuain, la Juventus ottiene tre punti fondamentali che, in attesa della partita del Napoli di domani, le permettono di passare una notte in testa alla classifica.
NeBernardeschi ed Higuain hano deciso la partita contro la Fiorentina (juventus.com)l primo tempo si vede maggiormente la Fiorentina, brava ad impensierire da subito i bianconeri: l’episodio clou lo si vive al 17’ quando Chiellini tocca di mano un pallone crossato da Benassi. Guida assegna il rigore ai viola, poi entra in gioco la Var e viene ratificato un fuorigioco di Benassi su un retropassaggio di Alex Sandro toccato da Simeone. La partita resta ferma quattro minuti, l’arbitro non va a vedere il replay e l’ira dei fiorentini si scatena sugli spalti. Il primo tempo scivola via senza grandi occasioni da rete fino al 38’: sugli sviluppi di un angolo della Juventus la Fiorentina riparte in contropiede, Chiesa innesta Gil Dias bravo a dribblare Lichtsteiner ma sfortunato nel trovare il palo a negare la gioia della rete.
Nella ripresa l’equilibrio si spezza quasi subito. E’ graveall’11’  l’errore del portiere di casa Sportiello nel posizionare la barriera sulla punizione e nell’effettuare un passo verso il centro della porta al momento della battuta di Bernardeschi, indirizzata sul primo palo, con il pallone che termina la sua corsa in fondo alla rete. La reazione viola arriva al 16’ quando si accende una mischia nell’area bianconera, ma il tentativo della Fiorentina è rimpallato in angolo. Pezzella al 23’ si immola sulla girata di Higuain mandando il pallone in angolo, mentre al 26’ sale sugli scudi Buffon imperioso nell’uscita bassa su Thereau con cui devia in angolo il pallone. Per il portiere il modo migliore di festeggiare le 500 presenze con la maglia della Signora. I minuti finali da possibile assedio viola si trasformano in dolce attesa del fischio arbitrale per la Juventus dopo il 2-0 firmato da Higuain su lancio di Chiellini in un momento di attacco Fiorentina. L’argentino fredda Sportiello e chiude i conti. Per la Juventus è nelle ultime sedici gare ha blindato la difesa: solo una rete subita.

FIORENTINA-JUVENTUS 0-2
FIORENTINA (4-3-3): Sportiello; Milenkovic, Pezzella, Astori, Biraghi; Benassi (34' st Eysseric), Badelj, Veretout; Gil Dias (23' st Thereau), Simeone, Chiesa. A disp.: Dragowski, Cerofolini, Vitor Hugo, Bruno Gaspar, Dabo, Cristoforo, Olivera, Saponara, Lo Faso, Falcinelli. All.: Pioli
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner (16' st Barzagli), Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Marchisio (20' st Douglas Costa); Bernardeschi (33' st Bentancur), Higuain, Mandzukic. A disp.: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Rugani,  Asamoah, Sturaro. All.: Allegri
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata
MARCATORI: 11’ st Bernardeschi, 41’ st Higuain.
AMMONITI: 24' pt Lichtsteiner, 37' pt  Gil Dias, 39' pt Alex Sandro, 22' st Veretout, 39' st Thereau, 44' st  Biraghi, 49' st Benatia

I bianconeri regolano la pratica neroverde in appena mezzora di gioco, l’infortunio di Barzagli non desta preoccupazioni, quello del francese si

Antonello Vischeri

La gioia di Higuain (foto gazzetta.it)Quella Sassuolo è una pratica che la Juventus archivia in un men che si dica nonostante la giornata non sia iniziata al meglio visto l’infortunio di Barzagli nel riscaldamento che lancia Rugani titolare dopo svariato tempo. I neroverdi di Iachini si presentano con il nuovo acquisto Babacar al centro dell’attacco, in una formazione quasi a specchio di quella juventina dove Bernardeschi scende comunque in campo nonostante le non perfette condizioni fisiche. La gara si sblocca dopo nove minuti con Alex Sandro che risolve al meglio un batti e ribatti in area, mentre il raddoppio giunge poco dopo, al 24’, sugli sviluppi di un angolo calciato da Pjanic, spizzato da Alex Sandro, spinto in rete da Kedira. Passano tre minuti e sempre il tedesco va a rete, realizzando così il suo sesto gol stagionale un record per lui in maglia bianconera. Il 3-0 nasce da un lancio millimetrico di Pjanic su cui il centrocampista teutonico è bravo a proteggere palla prima di trafiggere Consigli; ma poco prima Allegri è stato costretto a registrare uno stop che può valere molto soprattutto in ottica Champions: Matuidi lascia il campo per un problema alla coscia con Marchisio al suo posto.
Gli equilibri però non ne risentono grazie anche ad un Sassuolo sminuito a ruolo di semplice sparring partner dei bianconeri: Pjanic fa 4-0 con un destro da fuori area su cui Consigli nulla può.
Nella ripresa chi pensa ad una Juventus in versione gestione partita resta deluso visto che sale in cattedra Higuain: stoccata al 18’ per il 5-0, dribbling secco su Consigli per il 6-0 dieci minuti più tardi e pallonetto a siglare la prima tripletta in maglia bianconera a sette minuti dalla fine per il definitivo 7-0.

JUVENTUS-SASSUOLO 7-0
JUVENTUS: Buffon; De Sciglio, Rugani (46' Benatia), Chiellini, Alex Sandro; Khedira (46' Sturaro), Pjanic, Matuidi (26' Marchisio); Bernardeschi, Higuain, Mandzukic. :A disp Szczesny, Pinsoglio, Lichtsteiner, Barzagli, Bentancur, Asamoah, Del Sole. All.: Allegri
SASSUOLO: Consigli; Lirola, Lemos, Acerbi, Peluso; Missiroli, Magnanelli, Duncan; Berardi (59' Matri), Babacar (81' Ragusa), Politano (63' Biondini). A disp: Pegolo, Marson, Rogerio, Adjapong, Frattesi, Sensi, Cassata, Mazzitelli, Pierini. All.: Iachini
ARBITRO: Giacomelli di Trieste
MARCATORI: 9' Alex Sandro, 24' e 27' Khedira, 38' Pjanic; 18’, 29’ e 38’ Higuain (J)
AMMONITI: Peluso.

I bianconeri vincono la semifinale di andata della Coppa Italia superando 1-0 l’Atalanta. Il portiere para u rigore a Gomez e nel finale salva su Hateboer

Antonello Vischeri

La mani di Buffon portano la Juve ad avere un piede nella finale di Coppa Italia: l’Atalanta difatti cade in casa 1-0 e i bianconeri devono dire grazie al loro numero uno per aver mantenuto il vantaggio di Higuain fino a fine gara.
Il neo quarantenne Buffon torna in campo nella competizione a distanza di cinque anni dall’ultima volta, dopo due mesi di stop, è subito riafferma con forza il suo infinito talento, ma andiamo con ordine. La Juventus parte fortissimo e dopo appena tre minuti uno scatenato Higuain sfrutta un recupero di Mandzukic a centrocampo e si invola verso la porta di Berisha eludendo senza problemi il ritorno di Masiello prima di trafiggere l’estremo orobico per l’1-0. La Dea è tramortita, rischia di capitolare ancora, ma dopo venti minuti di sbandamento ritorna in carreggiata e dopo poco conquista un calcio di rigore, dopo intervento della Var, per un braccio largo diL'esultanza del Pipita Higuain dopo l'1-0 (foto Juventus.com) Benatia in area. Dagli undici metri va Gomez, ma Buffon festeggia i quaranta anni tornando ad indossare la maglia di Superman come ai tempi, allora appena ventenne, del Parma neutralizzando il tiro dell’argentino. La Juve torna in avanti; Higuain vede alzato sulla traversa il suo tiro da una deviazione di Palomino, Matuidi invece non inquadra lo specchio della porta e all’intervallo il risultato è fermo sull’1-0.
Nella ripresa la squadra di Gasperini cresce di tono grazie anche all’inserimento di Ilicic al posto di Cornelius che rende meno prevedibile la manovra avanzata atalantina. Al 3’ un tiro cross di Gomez trova pronto alla deviazione Buffon, ma la spinta neroazzurra sbatte contro il muro della Juventus che in fase difensiva si schiera sempre con un 4-5-1 pronto a tramutarsi in fase offensiva, con Higuain che al 39’ per poco non trova il 2-0. A tre minuti dal 45’ è ancora una volta Buffon a salvare la Juventus in uscita disperata su Hateboer, giunto al tu per tu con il portiere bianconero, respingendo il suo tentativo con l’Atalanta che sulla ribattuta non trova la via del gol.

ATALANTA-JUVENTUS 0-1
ATALANTA (3-4-3): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, De Roon, Freuler, Castagne; Cristante (31' st Barrow); Gomez (37' st Petagna), Cornelius (1' st Ilicic). A disp.: Gollini, Rossi, Mancini, Caldara, Gosens, Bastoni, Haas, Schmidt, Orsolini. All.: Gasperini
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; De Sciglio, Benatia (37' st Barzagli), Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic (45' st Bentancur), Matuidi; Douglas Costa (18' st Bernardeschi), Higuain, Mandzukic. A disp.: Szczesny, Pinsoglio, Lichtsteiner, Rugani, Asamoah, Marchisio, Sturaro. All.: Allegri
ARBITRO: Valeri di Roma.
MARCATORE: 3' pt Higuain.
AMMONITI: Chiellini, Toloi, Masiello, Bentancur.

 

Follia dei clivensi che per espulosione perdono nel primo tempo Bastien e nel secondo Cacciatore. Di Khedira e Higuain i gol

Antonello Vischeri

Che fatica! La Juventus soffre le trappole che Maran allenatore del Chievo ha disseminato lungo il prato del Bentegodi e fa fatica a piegare la resistenza di un coriaceo Chievo Verona. Alla fine però, grazie alla doppia superiorità numerica la spunta e torna, per una notte, a comandare la classifica di serie A. Il Chievo deve rimpiangere la poca furbizia di Bastien che in un minuto raggranella due gialli per falli su Asamoah e di Cacciatore che s’impersona in Mourinho e mostra le manette all’arbitro, che ritarda il suo rientro in campo dopo un infortunio. Allegri conferma il 4-3-3 ma mette in campo i nuovi De Sciglio, Asamoah, Barzagli e Sturaro, mentre Maran si affida ad un ermetico 5-3-1-1. La Juventus finisce così intrappolata, fa possesso palla ma è infruttuoso, il Chievo è innocuo in attacco, ma la Juventus non riesce a sfondare, anche se il Chievo al 37’ del primo tempo rimane in dieci per l’espulsione di Bastien. Allegri ad inizio ripresa si affida a Bernardeschi che rileva Sturaro e così la Juventus gioca con il doppio centravanti. Al 16’ del secondo tempo arriva il rosso per Cacciatore che fa il gesto delle manette all’arbitro Maresca che ritarda il suo ingresso in campo. Ora la Juventus, con il Chievo in nove è padrona della partita e al 22’ passa in vantaggio, tocco di Pjanic per Bernardeschi, palla indietro con velo di Mandzukic e botta vincente di Khedira. Nel finale al 43’ Higuain incorna un traversone di Dougas Costa da sinistra e chiede la partita.
CHIEVO - JUVENTUS 0-2
CHIEVO (5-3-1-1):  Sorrentino; Cacciatore, Bani, Dainelli, Tomovic (8’ st Gamberini), Jaroszynski; Bastien, Radovanovic, Hetemaj; Birsa (34’ st Meggiorini); Pucciarelli (1’ pt Depaoli). All.: Maran
JUVENTUS (4-3-3) Szczesny; De Sciglio, Barzagli, Benatia, Asamoah (27’ st Lichtsteiner); Khedira, Pjanic, Sturaro (8’ st Bernardeschi); Douglas Costa, Higuain, Mandzukic. All.: Allegri
ARBITRO : Maresca
MARCATORI: 22’ st Khedira, 43’ st Higuain
AMMONITI: Asamoah, Higuain, Bastien
ESPULSI: 37’ pt Bastien, 16’ st Cacciatore
227 gennaio 2018


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