Polemiche tra Parma e Juventus per il rinvio deciso all’utimo dall’autorità competente

Antonello Vischeri

PARMA - La partita, Parma – Juventus anticipo di serie A, che doveva giocarsi stasera al Tardini, come era preventivabile non ha potuto avere inizio, vistoIl Tardini di Parma innevato le condizioni atmosferiche e la decisione come è ovvio ha suscitato immediate polemiche e sicuramente ne alimenterà altre nei prossimi giorni. La neve cadeva fitta già da alcune ore, ma alle 19 sembrava che la partita potesse avere luogo ugualmente, vista che la neve era stata spazzata dai teloni posizionati sul campo per proteggere il terreno di gioco e sulle gradinate esposte alla neve gli addetti continuavano a spargere il sale. Ovviamente le due società erano divise,la Juventus preferiva un rinvio, mentre il Parma era per giocare e le autorità preposte avevano dato il loro assenso, ma alle 20 la situazione cambiava e veniva comunicato che il Gruppo Operativo Sicurezza aveva optato a maggioranza per il rinvio . Abbastanza furenti i dirigenti juventini ,“In Italia, con strutture obsolete come gli stadi italiani non è possibile giocare in notturna d’inverno a gennaio - questo il commento del direttore generale bianconero Marotta - giocare sul campo ghiacciato e scivoloso significa annullarelo spettacolo e limitare le prestazioni dei calciatori. L'Italia è il fanalino di coda in Europa per gli stadi. Le previsioni meteo erano negative, quindi poteva essere previsto che la partita non si potesse svolgere, al di là della praticabilità del campo perché bisognava pensare all'ordine pubblico e alla sicurezza degli spettatori. ". Anche Antonio Conte era arrabbiato ma per un altro motivo: "Siamo costretti a non poter uscire dallo stadio perché alcuni tifosi del Parma credono che la colpa del rinvio sia nostra e sono arrabbiati con noi. Bisogna stare attenti a far passare i messaggi, la realtà - ha proseguito l’allenatore - è che questo è un campo impraticabile, ci sono 10 centimetri di neve, con gli strumenti a disposizione oggi si sapeva da tre giorni chela situazione meteo sarebbe stata questa. Ora dobbiamo sobbarcarci quindici ore di pullman per tornare a Torino, e poi ritornare a Parma. Si poteva evitare tutto questo giocando nel pomeriggio, alle quindici". La polemica dell’amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi va invece in tutt’altra direzione: "La situazione è semplice. I giudizi devono essere coerenti e non essere modificati in base all’importanza delle partite. In occasione di Parma-Palermo, dove non vedevano nulla neppure gli stessi giocatori, si era ragionato in maniera diversa, oggi mi ha dato fastidio perché c'era la volontà di non giocare a prescindere. Non si è arrivati nemmeno a decidere in base alle condizioni del campo, perché visto che non c’era sicurezza per gli spettatori, l’autorità competente ha preso la decisione di non iniziare la gara. Le condizioni del campo venivano dopo, poi magari dopo 10’ c’era anche la possibilità che non fosse più praticabile, invece si è passati subito a ragionare su un discorso che era da fare in una seconda fase”

31 gennaio 2012.

 

fontefoto: ansa

 


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