Il capitano entra sull’1-1 a quindici minuti dalla fine e con una punizione non bella, ma vincente, abbatte la Lazio

 

JUVENTUS-LAZIO 2-1

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Vidal (dal 35’ s.t. Giaccherini), Pirlo, Marchisio; Pepe (dal 26’ s.t. Matri), Quagliarella, Vucinic (dal 28’ s.t. Del Piero). A disp.: Storari, Caceres, De Ceglie, Borriello. All. Conte.
LAZIO (4-4-1-1): Marchetti; Scaloni, Biava, Diakite, Garrido; Gonzales (dal 36’ s.t. Brocchi), Cana, Ledesma, Candreva; Mauri (dal 27’ s.t. Hernanes); Rocchi (dal 29’ s.t. Kozak). A disp.: Bizzarri, Zauri, Matuzalem, Alfaro. All. Reja.
ARBITRO: Damato di Barletta.
MARCATORI: Pepe (J) al 30’ pt, Mauri (L) al 45’ pt; Del Piero (J) al 37’ st
AMMONITI: Diakite (L), Biava (L), Lichtsteiner (J), Chiellini (J), Mauri (L),Quagliarella (J), Ledesma (L).
ESPULSI: Reja, allenatore della Lazio, al 45’ per proteste e Kozak (L) al 48’ per doppia ammonizione.

Antonello Vischeri

La Juventus è lui, non c’è niente da fare: Alessandro Del Piero, oggi 700 partite con la maglia bianconera indosso. Anche contro la Lazio entra nel momento in cui la partita sembra incanalata sull’1-1 a poco più di un quarto d’ora dal termine e si inventa la punizione che potrebbe valere lo scudetto. Una traiettoria che beffa Marchetti, lanciato sul primo palo immaginando che il capitano bianconero dipingesse una parabola La gioia di Alex Del Piero dopo il gola superarre la barriera e invece il tiro è un diagonale per nulla irresistibile che sin infila dalla parte difesa da Marchetti fino a pochi secondi prima. E quelli ottenuti contro la Lazio potrebbero essere i tre punti fondamentali per aggiudicarsi il tricolore, dopo il sorpasso del Milan martedì sera dopo la vittoria contro il Chievo Verona.
BUFFON E IL RECORD SFUMATO – Sperava di prolungare ancora per un po’ la sua imbattibilità il portiere juventino , ma Gigi Buffon non aveva fatto i conti con Mauri, che di testa supera il numero uno della Nazionale sul finire del primo tempo, proprio quando il quarto uomo stava alzando la lavagna luminosa comunicante i due minuti di recupero. Un colpo di testa che gela lo stadio, in festa fino a quel momento per il quasi assedio alla porta laziale con Marchetti prodigioso in più occasioni, ma costretto a capitombolare sulla rovesciata al centro dell’area di Pepe, ottimamente imbeccato da Pirlo. Prima dell’ex Roma ci avevano provato quasi tutti, da Quagliarella a Vidal con un tiro da quasi la sua metà campo che per poco non sorprende Marchetti rapido a rientrare tra i pali e mandare in angolo il pallone. Poi è il turno di Vucinic, ancora Qugaliarella, Pepe, ma Marchetti dice sempre di no fino all’invenzione di Pirlo che dal limite sinistro vede l’inserimento senza palla di Pepe che elude il fuorigioco della Lazio e si arrampica in cielo epr una rovesciata che porta la Juventus sull’1-0. La Lazio quasi non esce dalla sua metà campo, ma nell’unica vera occasione in cui questo capita, è letale. Punizione dalla destra su cui Mauri è il più bravo di tutti a prendere il tempo deviando di testa in rete.
PINTURICCHIO – Nella ripresa la Lazio tiene meglio il campo, ma è la Juventus a fare la partita senza però trovare il guizzo vincente. E quando questo accade non resta che giocarsi l’asso per antonomasia: Alex. Del Piero entra accolto con un vero boato dal pubblico e impiega poco per risolvere la partita. Una punizione all’81, calciata forse non benissimo, sicuramente non stilisticamente memorabile, ma maledettamente perfetta e vincente. Come lui, perfetto e vincente. Lui, la Juventus, quella Juventus che da giugno non ci sarà più. Ma di tempo per pensare al suo addio ce n’è ancora, adesso bisogna festeggiare la capolista che si avvicina allo scudetto, forte anche del vantaggio negli scontri diretti con il Milan. La Lazio mette paura nel finale, prima che Kozac venga espulso, probabilmente ingiustamente visto che non colpisce in alcuna maniera violentemente Bonucci. Da Milano riparleranno di quanto sia pesante la rete annullata a Muntari, ma le chiacchiere se le porta via il vento, mentre il pallone in fondo alla rete di Del Piero pesa come un macigno.

10 aprile 2012


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