“Ci attendono sei gare affascinanti, ma le affronteremo senza fare calcoli”

Antonello Vischeri

Domani riprende, dopo la sosta per le partite della nazionale, il campionato e la Juventus è attesa dal match contro l’Inter. I nerazzurri che furono i primi a Antonio Contevincere allo Juventus Stadium, distano ben 18 lunghezze dai bianconeri, avviati alla riconquista del tricolore, ma la sfida non ha perso il suo sapore. “Domani è la partita della vita,  la partita con la P maiuscola – esordisce Antonio Conte - la partita più importante è sempre quella che viene. Noi abbiamo l’obiettivo di riconfermarci Campioni d’Italia e quindi non dobbiamo fallire partite come quella contro l’Inter, dove c’è tradizione e quindi vogliamo dar seguito a quello che abbiamo fatto fin’ora contro una grandissima squadra. Cercherò di mettere in campo la formazione migliore, per ottenere il massimo, tenendo in considerazione di come sono tornati i nazionali e di come si sono allenati quelli che sono rimasti a Vinovo con me”. Le condizioni dei Nazionali è un problema che accomuna le due squadre, infatti anche l’Inter ha dovuto fare i conti con ritardi di aerei e alcuni giocatori hanno potuto mettersi a disposizione di Stramaccioni solo oggi dopo quattordici ore di aereo. La gara secondo le previsioni del tecnico bianconero sarà giocata in maniera aperta perché un pareggio non serve a nessuna delle due squadre, ma Antonio Conte deve tener presente che oltre agli impegni di campionato, la Juventus è attesa anche dagli impegni di Champions e dovrà disputare sei gare in ventun giorni: “Ne abbiamo parlato nello spogliatoio – dice Conte – ed i ragazzi sono consapevoli di essere in un momento importante, avremo sei partite tutte belle e siamo in ballo per giocarci qualcosa di importante. Siamo tornati in un anno e mezzo a lottare per traguardi prestigiosi e dobbiamo imparare a gestire questi momenti. Cercherò di sfruttare la mia esperienza di calciatore, ma senza fare calcoli, perché questi non ti portano da nessuna parte. L’Inter è capace di fare qualsiasi cosa in una gara secca, lo ha dimostrato contro il Tottenham  e l’ha dimostrato vincendo contro di noi, togliendoci l’imbattibilità allo JS. E questo grazie ai grandi campioni che ha in squadra, come Zanetti che rappresenta il cuore e l’anima dell’Inter”. I clamori per le esternazioni da tifoso di Antonio Conte nell’ultima gara contro il Bologna non sono ancora sopite, ma su quanto successo il pensiero dell’allenatore bianconero è semplice: “Io sono il primo tifoso della Juventus che alleno, ma dovessi allenare il Milan o l’Inter sarebbe lo stesso, diventerei il primo tifoso dell’Inter della Roma della Lazio: io sono un professionista. Qualcuno ci specula per attaccarmi o rendermi antipatico, facendomi odiare ancora di più, ma io sono stato il primo tifoso dell’Arezzo, lo sono stato del Siena, lo sono stato dell’Atalanta e del Bari e ora lo sono della Juventus. Domani lo sarò per la squadra che andrò ad allenare, perché farei di tutto per farla vincere”.
29 marzo 2013


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