“Qui si sta mettendo pietra su pietra per tornare ad essere straordinari”

Antonello Vischeri

Conte, domani sera la partita contro il Napoli. La squadra partenopea arriva dalla gara infrasettimanale all’Allianz Arena contro il Bayern, incontrerete una squadra stanca?
“Rimontare due gol al Bayern non è un’impresa facile, vuol dire che la squadra ha valori ed una grandissima forza, ma il Napoli non lo si scopre certo adesso, perché anche contro il Catania, pur in dieci, ha disputato una grande gara. Io l’avevo indicata fin dall’inizio come tra le candidate al successo finale nel campionato, perché mi ero reso conto del lavoro svolto in questi anni. Cinque anni fa il Napoli era in serie B come la Juventus, poi hanno lavorato bene, trovando le persone giuste, dando corpo ad un progetto prima con Reja e poi con Mazzarri, ovviamente assieme ai calciatori. Quest’anno poi si sono ancora rinforzati e stanno facendo bene anche in Champions League, dove sono tornati a giocare dopo 21 anni, malgrado siano nello stesso girone di Bayern e Manchester City. Per noi sarà una gara molto tosta, sia per la qualità della squadra che andremo ad affrontare sia per il fattore ambientale, sarà un test molto impegnativo per noi, il più difficile dall’inizio di questo campionato anche perché non credo che la gara di Coppa lascerà degli strascichi nelle gambe dei giocatori”.
In questi giorni si è parlato molto di del Piero, lo vede con un’altra maglia a fine stagione?
“Del Piero con un'altra maglia? Stiamo parlando in questo momento di fantasie, dato che sono realista penso a Del Piero oggi con la maglia della Juventus, ben contento che la indossi ".   
Il Napoli gioca meglio contro squadre che amano giocare e fare possesso palla, Preoccupato visto che la Juve ha questo tipo di gioco?
“Io ho grande rispetto del Napoli, dei giocatori e di Mazzarri, che stimo molto, perché in tutte le società dove ha lavorato ha sempre fatto bene. Noi però non dobbiamo temere nessuno, andremo a Napoli per fare la nostra partita, sapendo quali sono i loro pregi ma sapendo anche i loro difetti. Sarà un test importante per la Juve ed io sono molto curioso di vedere i miei giocatori reagiranno sul campo”.
Confrontando le formazioni di Napoli e Juventus che si sono confrontate a gennaio, si nota che il Napoli è rimasto con gli stessi uomini aggiungendo una pedina importante come Inler, mentre la Juventus è totalmente cambiata. Può essere un problema?
“Il Napoli sta lavorando da due anni e mezzo con lo stesso allenatore, io ho iniziato da questa stagione, questa è la differenza. Loro in questo periodo hanno potuto lavorare su una idea di gioco, la società è intervenuta apportando miglioramenti su uno zoccolo duro, mentre noi siamo a quattro mesi di lavoro. Comunque complimenti al Napoli perché in cinque anni si è trovato a lottare per lo scudetto ed a giocare in Champions League, vuol dire che stanno lavorando bene”.
Quali sono gli attuali limiti della Juventus?
“Noi siamo una squadra che deve continuare a lavorare quotidianamente, che deve continuare a crescere. Questa strada ci sta portando a toglierci qualche soddisfazione, ma non dobbiamo mai abbandonarla”
Quattro giocatori diffidati tra cui Pepe e Marchisio, potrà condizionare la partita questa situazione?
“No, mi preoccuperò quando andranno in squalifica, ma stiamo lavorando anche per trovare soluzioni alternative in caso di mancanza di questi due giocatori”.
Lei dice che chi gioca meno deve dimostrare in settimana di meritarsi la maglia da titolare. Questa settimana c’è qualche giocatore che l’ha maggiormente convinta, tra quelli che giocano meno?
“Io mi aspetto sempre grande applicazione in settimana da tutti anche da quelli che hanno giocato come titolari perché se non vedo applicazione, se non vedo impegno, se non vedo costanza, entusiasmo, quella maglia può sfilarsi. Questo è un discorso che vale per chi gioca, per chi va in panchina e anche per chi va in tribuna, però vedo grande applicazione e grande impegno da parte di tutti e quindi sono molto tranquillo e chi sta fuori impegnandosi sempre al massimo tiene sulla corda anche i titolari”.
Si aspetta un trattamento di riguardo per chi ha giocato sempre,  per le prossime convocazioni da parte di Prandelli?
“Le scelte competono al CT, ma è naturale che aver avuto tanti uomini in Nazionale l’ultima volta ci ha riempito di soddisfazione, perché significa che stiamo lavorando bene e quindi mi auguro che anche altri giocatori possano essere chiamati”.
Lei è stato paragonato in settimana a Trapattoni, a Mourinho…, ma non pensa che sia Mazzarri l’allenatore che più si avvicina a lei?
“Fare i paragoni fa parte del gioco, anche quando giocavo fui paragonato a Furino o a Tardelli. Io ho una strada lunga davanti a me da percorrere ed il fatto di essere avvicinato comunque a loro ti riempie di orgoglio, ti deve dare quella forza, quell'entusiasmo, quella cattiveria e quella determinazione per cercare di andare avanti e per cercare di tirare fuori il meglio da te stesso e dalla tua squadra. Per quanto riguarda Mazzarri, mi ripeto e non per piaggeria, lo stimo molto e gli faccio i complimenti, come li faccio ai suoi giocatori anche perché lavorare a Napoli non è facile”.
Chi reclama sempre Del Piero in campo, fa il bene della Juve?
“Del Piero? Penso che più di me nessuno voglia il bene della Juve, questo sia chiaro. Io continuerò a fare le scelte tecniche che devo”.
Sta incominciando a rivedere  qualcosa della sua Juventus del passato? Se sì, di chi è il merito?
“Fare paragoni adesso è molto, molto prematuro. Quella era una Juve che ha fatto cinque finali consecutive in Europa una di Europa League e quattro di Champions. Quindi, fare paragoni con la Juve passata mi sembra improponibile, mi sembra prematuro, noi la prendiamo come esempio. Il Barcellona è ora la Juventus di quei tempi, stratosferico e straordinario, come prima lo eravamo noi. Adesso qui si sta iniziando un progetto, si sta mettendo pietra su pietra per costruire un futuro, in modo che si possa tornare a quello che eravamo, straordinari”.
Domani Quagliarella potrà essere in campo o l’infortunio lo bloccherà?
“Abbiamo ancora un allenamento, poi parlerò con i medici. Lui ha avuto una contrattura al soleo e quindi bisogna andarci cauti”.
Come mai Elia non trova spazio? Arrivato come un punto di forza e pagato molto, fin’ora ha disputato solo pochi minuti.
“Elia è abituato a giocare in campionato dove c’è poco tatticismo e larghi spazi. Io e la società cerchiamo di fargli capire il campionato italiano e inserirlo anche come lingua. Poi ho una rosa ampia e devo fare delle scelte, quando vedrete Elia in campo vorrà dire che siamo a buon punto. Io devo fare gli interessi della società e mettere in campo la formazione che ritengo migliore e le mie scelte sono sempre figlie di grande onestà, grande coerenza, grande onestà intellettuale. Io devo fare l’allenatore e sono pagato per questo, non devo fare il tifoso, capisco i tifosi, comprendo le esternazione di tutti ma finché ci sono io, comando io”.

5 novembre 2011


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