“Niente turnover, dobbiamo  mantenere la nostra competitività”

Antonello Vischeri

Conte, ieri sera si è giocato Genoa – Milan ed il Milan, vincendo ha sopravanzato in classifica la Juventus, ma Allegri ha detto che  la Juventus è sempre la favorita. E’ un bluff o non ci sono favoriti?
“Il Milan lo scorso anno ha vinto lo scudetto e quindi Allegri quest’anno può lavorare su una base consolidata, importante e quindi lui non può direAntonio Conte ‘vediamo cosa succede il prossimo anno’. Noi veniamo da due settimi posti e per il nome che porta è giusto che la Juventus stia nel lotto delle favorite. Quindi per il blasone e non per i risultati conseguiti negli anni scorsi, come d’altronde il Palermo che è arrivato ottavo e non è stato mica inserito tra le squadre favorite quest’anno, così come l’Udinese che è arrivata quarta. Ma guardiamo a casa nostra, io quando sono stato chiamato ad allenare la Juventus mi sono posto dei traguardi, il primo era quello di tornare ad essere competitivi, cioè avere credibilità agli occhi dei nostri tifosi e penso che questo sia stato raggiunto. Il secondo è, mantenere questa competitività, cosa che non era riuscita negli anni scorsi. E questo dobbiamo dimostrarlo, continuando a mantenere la giusta concentrazione, attenzione, determinazione e questa crescita da parte di tutti i giocatori e confermarci ai vertici della classifica”.
Affrontare squadre come Inter, Napoli e Lazio trovare le motivazioni non è un problema, contro il Cesena invece? Affronterete il Cesena con molti diffidati e poi giocherete contro la Roma, potrà esserci del turnover contro i romagnoli?
“Il turnover non mi interessa, i tre punti contro il Cesena, valgono come quelli contro la Roma. E’ inutile pensare a qualcosa che potrebbe venire se poi perdo quello che dovrei conquistare domani, quindi la partita importante è sempre la prossima per noi. Contro il Cesena non c’è nulla di scontato, quindi e mi riallaccio a quello che ho detto prima, dobbiamo confermarci nell’atteggiamento anche se domani si confrontano la prima e la penultima in classifica. Vincendo a Cesena daremo risalto anche alla vittoria contro la Lazio e al pareggio contro il Napoli, non vincendo anche queste due ultime trasferte verrebbero ridimensionate. Quindi secondo obiettivo, rimanere competitivi, anche perché il Cesena non ha nulla da perdere. Tutti si aspettano che domani la Juventus faccia una passeggiata, ma al di fuori del Milan, che ultimamente sta passeggiando su tutti e che mi lascia esterrefatto per il modo con il quale conquista le vittorie, non vedo altre squadre in grado di fare passeggiate”.
Giustissimo pensare ad una gara per volta ma se a Cesena venissero ammoniti Chiellini e Bonucci, salterebbe la coppia di centrali e rimarrebbe un solo centrale disponibile con il solo Sorensen da proporre in coppia, che però ha giocato zero minuti in questo campionato.
"Sì, la situazione del reparto difensivo è l’unica che mi fa riflettere".
Domani mancherà Pirlo. Quanto peserà la sua assenza? Nell’economia del gioco della Juventus è un giocatore insostituibile?
“Sappiamo tutti l’importanza di Andrea. Di lui mi piace parlare più dell’uomo che del calciatore, aspetti straordinari tutti e due. Sicuramente è un giocatore importante, ma sono convinto che domani chi lo sostituirà non lo farà rimpiangere e sicuramente la squadra darà di più, per mettere il suo sostituto nelle condizioni di rendere il massimo”.
Tornando al Milan, sono i rossoneri che sono veramente forti o sono le squadre che li affrontano che si sciolgono troppo velocemente?
“No è il Milan che è forte, non c’è nessuna squadra arrendevole, anzi le squadre piccole quando affrontano le grandi squadre preparano la partita ancora meglio. Il Milan deve essere per noi un motivo di orgoglio, vederlo giocare testa a testa contro il Barcellona è motivo di orgoglio per tutto il movimento calcistico italiano, che in questo momento a livello europeo è in difficoltà. Quest’anno spero che tutte e tre le squadre, Milan, Napoli e Inter, passino al secondo turno, come spero succeda anche in Europa League. Chi fa le cose per bene deve essere elogiato, l’ho fatto col Napoli, lo faccio ora col Milan”.
Si è parlato della reazione che hanno avuto i giocatori nell’intervallo al S. Paolo. Nel calcio moderno conta più essere motivatori o tecnici?
“Un allenatore oltre che su tecnica, tattica e problema fisico deve essere anche preparato sotto il profilo psicologico tanto è vero che nel corso allenatori di Coverciano la psicologia è materia di studio. Il primo tempo di Napoli non deve far pensare che non ci fosse voglia e determinazione nella squadra, ma solo che il Napoli stava giocando la partita della vita e noi eravamo più soft rispetto a loro. Nell’intervallo è bastato parlare, aggiustare due movimenti per sistemare le cose. A Napoli non c’era nulla di sbagliato ed infatti ho iniziato il secondo tempo con la stessa formazione del primo”.

3 dicembre 2011


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