2-0 per i bianconeri, a segno Marchisio e Vidal su rigore

JUVENTUS – CESENA 2-0
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Vidal, Pazienza, Marchisio; Pepe, Matri (5’ st Quagliarella), Vucinic
(11’ st Del Piero, 18’ st Giaccherini). A disp.: Storari, De Ceglie, Estigarribia, Krasic. All.: Conte

CESENA (4-4-2): Antonioli; Rossi, Von Bergen, Rodriguez, Lauro; Ghezzal, Guana, Parolo, Martinho (33’ st Candreva); Bogdani ( 1’ st Malonga, 33’ st Eder), Mutu. A disp.: Calderoni, Ricci, Benalouane, L. Djokovic. All.: Arrigoni
ARBITRO: Doveri
MARCATORI: 27’ pt Marchisio, 38’ st Vidal (rig).
ESPULSO: 38’ st Antonioli
AMMONITI: 15’ pt Ghezzal, 29’ pt Rossi

Antonello Vischeri

TORINO – Una Juventus meno brillante del solito, ma a cui non ha fatto difetto la determinazione, ha avuto ragione di un Cesena grintoso, votato allaClaudio Marchisio, suo il gol che ha sbloccato la partita difesa e messo in campo da Arrigoni a difesa della propria rete, la squadra bianconera torna così solitaria in vetta alla classifica di serie A.
Parte bene la Juventus, ma si vede subito che non è giornata, per alcuni dei suoi uomini, in particolare per Matri che al 6’ non riesce a concludere in rete una palla passatagli da Pepe che a sua volta era stato servito da Marchisio.  Ai bianconeri pesa l’assenza a centrocampo del geometra Pirlo, mentre il Cesena da parte sua  costruisce una solida barriera ai limiti dell’area, riuscendo così a limitare la pericolosità degli avanti juventini che non ricevono lanci smarcanti dal centrocampo e non trovano spunti vincenti. Al 29’ ci prova Marchisio, ma il suo tiro leggermente deviato viene parato senza difficoltà da Antonioli. La Juve preme ed il Cesena raramente supera la metà campo, al 34’ un tiro di Vucinic viene murato da un difensore romagnolo, la palla viene ripresa dai bianconeri, appoggio a Matri che liscia clamorosamente dentro l’area di rigore la palla del possibile 1-0. Al 44’ si fa vivo il Cesena nei pressi dell’area bianconera, Parolo salta Marchisio, palla a Ghezzal che effettua un cross impossibile per tutti, sulla ripartenza palla a Vucinic che impegna Antonioli che si salva di piede.
Alla ripresa del gioco, il tema tattico non cambia ma la Juventus entra in campo ancora più determinata, i brek a centrocampo non si contano più, ma le ripartenze bianconere si infrangono sempre sul muro cesenate, i cui difensori si rendono protagonisti di interventi talora duri al limite del regolamento. La prima occasione per i bianconeri per andare in gol, si concretizza al 4’, tiro saetta di Vucinic, Antonioli para ma non trattiene, ci riprova Pepe ma Antonioli d’istinto fa sua la sfera. L’ ingresso di Quagliarella al posto di un Matri poco in palla, dà maggiore verve all’attacco bianconero ed i benefici si avvertono subito, la manovra è più larga sulle fasce ed è più imprevedibile. Conte gioca anche  la carta Del Piero con l’intento da aggiungere anche la classe del capitano alle qualità già presenti sul prato, ma la partita di Del Piero dura poco. In uno scontro fortuito con Marco Rossi, al 18’ rimedia un brutto taglio alla fronte e deve lasciare il campo in barella. Al 20’ la prima e unica occasione del Cesena, Martinho impegna Buffon che para ma non trattiene il forte tiro, ma nessun compagno del cesenate ha seguito l’azione e quindi nessuno è pronto a ribattere in gol. Mentre sembra che la  Juventus stia rallentando il ritmo, giunge al 27’ la stoccata vincente di Marchisio che ricevuta palla da Vidal infila Antonioli sul suo palo. Anche Pepe partecipa alla sagra del gol mancato al 32’ quando non approfitta di un bel cross di Giaccherini. Al 38’ l’episodio che farà discutere e che segna la fine anticipata della gara. Lichsteiner dalla destra crossa verso il centro dell’area, esce Antonioli che tocca la palla di pugno, ma contemporaneamente impatta con Giaccherini che vola per terra, per l’arbitro è rosso diretto per il portiere e rigore, che viene battuto da Vidal con Rodriguez che ha indossato la maglia da portiere, a difendere la porta. Finisce così 2-0 una gara che la Juventus ha sempre tenuto saldamente in pugno, ma che ha faticato più del previsto per portarla in porto. C’è voluta molta pazienza, oggi.

4 dicembre 2011


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