La squadra di Allegri batte a Wembley il Tottenham 2-1 e passa ai quarti di Champions. Al gol di Son del primo tempo replicano nella ripresa Higuain e Dybala

Antonello Vischeri

Juventus dalle sette vite: quando già suonavano le campane a morto, dopo il pareggio 2-2 nella gara di andata a Torino e soprattutto dopo essere andata altsotto di un gol stasera nella gara di ritorno a Wembley Stadium, si mette a ballare sulle punte, abbandona i timori, e piazza due zampate che annichiliscono il Tottenham e le permettono di entrare ancora una volta nell’Olimpo della Champions. Gara combattutissima, ricca di tensione e di colpi di scena: Allegri deve rinunciare a Mandzukic per noie muscolari e piazza Douglas Costa a formare il tridente offensivo con Higuain e Dybala nel classico 4-3-3; modulo speculare anche per Pochettino che lascia in panca sia Lamela che Llorente. La Juve soffre nel primo tempo, soprattutto sul suo lato sinistro dove Son fa vedere i sorci verdi a Barzagli, già al 3’ il sud coreano  servito da Kane entra in area, supera Barzagli e tira di sinistro, trovando la parata di Buffon. La Juventus è timida e non riesce ad arginare le folate degli Spurs, 15’ Alli trova un corridoio per Kane, che scarta Buffon e calcia da posizione defilata in area, ma la palla finisce sull'esterno della rete. E’ la Juventus ad avere però la più concreta e ghiotta occasione gol al 17’, quando Douglas Costa brucia Vertonghen che in scivolata lo travolge in area: rigore per tutti ma non per Marciniak che fa proseguire. Il Tottenham, tira un sospiro di sollievo e continua a macinare il suo solito gioco, la Juve è sfilacciata e lascia spazi centrali e sul lato sinistro, al 38’ Son entra in area e calcia col mancino ad incrociare, ma la palla va fuori di pochissimo. Il gol degli Spurs arriva un minuto dopo, 39’ Barzagli chiude in scivolata su Alli in area, la palla finisce a Trippier che crossa per Son, che colpisce male ma riesce comunque a mandarla in rete, malgrado l’estremo tentativo da terra di Buffon di intercettarla. Si vede finalmente la Juve al 41’, Khedira sponda per Pjanic, il tiro esce di pochissimo a lato del palo. Nella ripresa i bianconeri non riescono a cambiare l’inerzia della gara fino a quando Allegri non decide due sostituzioni che danno maggior equilibrio alla squadra e le permettono di arginare Son, dentro Lichtsteiner ed Asamoah al posto di Matuidi e Benatia e al 19’ la Juventus pareggia Lichtsteiner crossa dalla destra per Khedira, che pesca Higuain che con una zampata di destro da distanza ravvicinata supera Lloris. La partita cambia, Spurs sotto shock e bianconeri su di giri: tre minuti dopo Dybala con un colpo di gran classe chiude la gara, su servizio è di Higuain. Wembley ammutolisce mentre i tifosi bianconeri paiono impazziti. Il Tottenham negli ultimi quindici minuti cinge d’assedio la porta di Buffon , ma i bianconeri rimangono sul pezzo, chiudendo tutti gli spazi con Chiellini sautore di alcuni interventi da vero gladiatore. I calci d’angolo in favore degli Spurs si susseguono, Son è incontenibile e al 39’ prova il mancino da lontano, ma la palla è fuori di un soffio. L’ultimo colpo alle coronarie juventine lo assesta Kane al 45’ che schiaccia di testa un cross dalla sinistra e colpisce il palo. Missione compiuta!
TOTTENHAM-JUVENTUS 1-2
TOTTENHAM: Lloris; Trippier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dembelé, Dier (29' st Lamela), Eriksen; Alli (40' st Llorente), Kane, Son. A disp.: Vorm, Rose, Wanyama, Sissoko, Lucas. All.: Pochettino
JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Benatia (16' st Lichtsteiner), Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi (15' st Asamoah); Dybala, Higuain (38' st Sturaro), Douglas Costa. A disp.: Szczesny, Rugani, Marchisio, Bentancur. All.: Allegri
ARBITRO: Marciniak
MARCATORI: 39’ pt Son, 19’ st Higuain, 22’ st Dybala
AMMONITI: Vertonghen, Alex Sandro, Pjanic, Benatia, Chiellini, Dale Alli, Dembelé
7 marzo 2018

fontefoto: juventus.com

 

A quindici secondi dalla fine Dybala spegne la Lazio: un gol bellissimo e pesantissimo in chiave scudetto

Antonello Vischeri

Era sicuramente una gara che sulla carta prometteva spettacolo, quella tra Lazio e Juventus, squadre con attacchi molto prolifici ed invece all’Olimpico altromano è andata in scena una gara modesta ricca di errori e priva di emozioni, decisa al terzo minuto di recupero da un gol pazzesco di Dybala. Anche oggi Allegri deve fare a meno di parecchi titolari infortunati: Higuain, Cuadrado, Bernardeschi e De Sciglio e cambia modulo tornando al 3-5-2. Difesa a 3 con Barzagli, Benatia e Rugani; a centrocampo Khedira, Pjanic e Matuidi con Lichtsteiner e Asamoah sugli esterni; in avanti, Dybala al fianco di Mandzukic. Inzaghi deve invece fare i conti con i centoventi minuti giocati contro il Milan, ed effettua due cambi Luiz Felipe rileva Caceres , mentre Lukaku prende il posto dello squalificato Marusic con Lulic sulla corsia di destra. In avanti la coppia Immobile – Luis Alberto. E’ Mandzukic a sprecare la prima e unica palla gol creata dalla Juventus nel primo tempo, 10’ Pjanic batte un calcio di punizione dalla fascia destra, Mandzukic, nell'area piccola, quasi s’inginocchia colpisce di testa, palla di poco alta sopra la traversa. La Lazio cerca di far viaggiare i suoi velocisti in contropiede e costruisce al 20’ la sua prima palla gol, Luis Alberto crossa al centro dell'area, Milinkovic-Savic stacca più in alto di tutti ma il suo colpo di testa è preda di Buffon. Imnmobile cerca l’azione personale al 23’ cercando di sorprendere Buffon con un destro sul primo palo, ma il portiere si distende e mette in angolo. La Juve andrebbe anche in gol al 26’ su autogol di Lukaku, ma Banti aveva già fermato il gioco per un fallo in attacco di Rugani. I ritmi comunque sono molto bassi ma la malgrado ciò la Juve fatica a costruire giococ, Allegri opta quindi per cambiare modulo passando al 4-3-3. Nella ripresa si moltiplicano gli errori, la Lazio incomincia ad accusare la fatica in moti suoi uomini e cede campo alla Juventus che manda in campo Douglas Costa al posto di Lichtsteiner. Proteste laziali al 18’ per un contatto in area tra Lucas Leiva e Benatia, Banti lascia proseguire, ma il rigore non avrebbe fatto gridare allo scandalo. Inzaghi cerca di dare ossigeno ai suoi che si chiudono a difesa della porta di Strakosha e quando ormai anche i minuti di recupero stanno volgendo al termine, a 15’’ dal triplice fischio di Banti, Dybala prende palla salta Luiz Felipe con un tunnel, resiste al contrasto con Parolo e da terra incrocia col sinistro in diagonale battendo Strakosha. Tre punti fondamentali in chiave scudetto alla squadra di Allegri, che ora può pensare al ritorno di Champions della prossima settimana.
LAZIO – JUVENTUS 0-1
LAZIO: Strakosha; Luiz Felipe, De Vrij, Radu; Lulic (45' st Murgia), Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic, Lukaku; Luis Alberto (25' st Felipe Anderson); Immobile (34' st Caicedo). A disp.: Guerrieri, Vargic, Wallace, Bruno Jordao, Patric, Bastos, Crecco, Nani. All.: S. Inzaghi
JUVENTUS: Buffon: Barzagli, Benatia, Rugani; Lichtsteiner (12' st Douglas Costa), Khedira, Pjanic, Matuidi, Asamoah; Dybala (50' st Chiellini), Mandzukic (27' st Alex Sandro). A disp.: Szczesny, Del Favero, Howedes,  Sturaro, Marchisio, Bentancur. All.: Allegri
ARBITRO: Banti
MARCATORE: 48’ st Dybala
AMMONITI: Luis Alberto, Luiz Felipe, Lichtsteiner, Alex Sandro, Lulic
3  marzo 2018

fontefoto: juventus.com

 

I bianconeri battono l’Atalanta 1-0 grazie al rigore di Pjanic. E’ la prima finalista di Coppa

Antonello Vischeri

La Juventus forte del gol segnata da Gonzalo Higuain nella gara di andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, si presenta all’Allianz Stadium altcon unn occhio già proiettato alla finale.  Allegri opta per il 4-3-3 con Alex Sandro nel tridente insieme a Douglas Costa e Mandzukic: assente ancora Higuain mentre in panchina si rivedono Dybala e Howedes. Il tecnico degli orobici Gasperini opta per un 3-4-1-2 con Cristante dietro alle due punte Ilicic e Gomez, rinunciando così ad un attaccante dii peso e preferendo Mancini a Palomino. La gara è in mano all’Atalanta per buoni venticinque minuti, la manovra della DEA è fluida e sfrutta quasi sempre la corsia destra dove spadroneggia il Papu Gomez, al 10’ un tiro di Cristante è rimpallato da un difensore, al 12’ Gomez anticipa Lichtsteiner su suggerimento di Ilicic ma la palla termina innocua tra le braccia di Buffon. La Juventus è sonnecchiosa, e prova principalmente ad amministrare il vantaggio dell'andata. I bianconeri gridano al rigore per un fallo di mano in area di Masiello al 30’, l’arbitro Fabbri giudica involontario l’intervento e il “silent check'' del VAR conferma essendo il fallo arrivato dopo una finta di Mandzukic. Berisha è strepitoso su Mandzukic che gli si presenta davanti a tu per tu al 35’, il croato si divora così il possibile vantaggio, calciando addosso al portiere albanese. La Juventus ora ha preso metri a centrocampo e ancora Berisha è chiamato in causa da un tiro cross di Douglas Costa al 41’, la palla rimbalza davanti al portiere che riesce a respingerla col corpo. La Juventus cresce a vista d’occhio, al 44’ Asamoah fa tutto da solo, supera Hateboer in velocità ma il suo tiro termina sull'esterno della rete e al 46’ Pjanic si lascia cadere in area rimediando il cartellino giallo per simulazione sul non intervento di Mancini. Nella ripresa è la Juventus ad avere il possesso palla, ma la retroguardia dell’Atalanta fa buona guardia, ci prova al 15’ Marchisio che, dal limite dell'area, lascia partire un destro a giro che finisce alto, ma è la squadra di Gasperini ad andare vicinissima al vantaggio che avrebbe rimesso tutto in gioco: 19’ difesa altissima della Juventus che perde Gomez, che parte dietro la linea di metà campo sul lancio di De Roon e si invola verso la porta. Buffon gli si fa incontro per disturbarlo, e Gomez calcia a scavalcare il portiere bianconero, ma la sua conclusione va a sbattere sul palo a porta sguarnita dopo aver rimbalzato per due volte sul terreno di gioco. Dopo un altro tentativo dell’argentino un minuto dopo, conclusione alta di poco, è la volta della Juventus a centrare la traversa con Berisha battuto al 22’ con Douglas Costa. La partita è entrata nel vivo: al 24’ Douglas Costa semina il panico saltando tre avversari prima di essere abbattuto da Masiello in scivolata, poi al 29’ la Juventus passa in vantaggio grazie ad un rigore trasformato da Pjanic. Rigore che sicuramente farà discutere perché il fallo di Mancini su Matuidi sembra non esserci. Gasperini cerca di rendere ancora più offensiva la sua squadra, aveva già inserito Cornelius al posto di Ilicic, mandando in campo Rizzo al posto di Mancini, ma oramai i bergamaschi non hanno più la garra del primo tempo, il rigore subito ha appiattito tutte le loro velleità. C’è tempo per l’ingresso di Dybala per fargli acquisire minutaggio poi dopo quattro minuti di recupero l’arbitro sancisce la prima finalista della TIM Cup: è la Juventus che cerca così il quarto successo in Coppa.
JUVENTUS – ATALANTA 1-0
JUVENTUS: Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Asamoah; Marchisio (23’ st Khedira), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa (38’ st Dybala), Mandzukic, Alex Sandro (40’ st Barzagli). A disp.: Pinsoglio, Szczesny, Howedes, Rugani, Sturaro. All.: Allegri
ATALANTA: Berisha; Mancini (31’ st Rizzo), Caldara, Masiello, Hateboer; De Roon, Freuler (42’ st Barrow), Spinazzola; Cristante; Ilicic (19’ st Cornelius), Gomez. A disp.: Rossi, Gollini, Palomino, Gosens, Melegoni, Haas. All.: Gasperini
ARBITRO: Fabbri
MARCATORE: 29’ st Pjanic (rig.)
AMMONITI: Chiellini, Pjanic, Matuidi, Mandzukic, Alex Sandro, Masiello, Gomez
28 febbraio 2018

fontefoto: juventus.com

 

I campi forzati di Allegri mandano in tilt i piani di Mazzarri, a segno Alex Sandro nel primo tempo. Granata mai pericolosi

Franco Brunetti

Non era solo il derby della Mole numero 146, era anche il terzo incrocio stagionale tra granata e bianconeri; nella gara del girone di andata vinsero i bianconeri per 4-0, nel match valido per i quarti di Coppa Italia c’era stato un altro successo degli uomini di Allegri, per 2-0, ma era soprattutto la partita dello snodo. Cruciale per chi perdeva: per il Toro avrebbe significato l’addio definitivo ai sogni d’Europa, per la Juventus avrebbe detto regalare un grosso vantaggio ai rivali del Napoli nella corsa allo scudetto. Quindi quando le squadre scendono in campo nessuna sorpresa nel vedere Ansaldi da una parte e Alex Sandro dall’altra schierati esterni alti. Squadre molto coperte quindi, la Juventus anche per scelta obbligata per i molti infortuni che ne hanno mutilato l’attacco. Al 3’ il primo colpo di scena, la Juve va in attacco e Pjanic lancia Higuain verso l’area granata, Sirigu esce contro il Pipita che salta il portiere granata ma si infortuna alla caviglia, rimanendo in campo claudicante, ma poi sarà costretto ad abbandonare. Lo schock bianconero è evidente ed il Torino cerca di approfittarne orchestrando un bel contropiede con Obi e Belotti, vanificato dall’ultimo passaggio poco preciso di Obi e dal disastroso stop del Gallo. Subito dopo è Jago Falque a non riuscire a raggiungere la palla a due passi da Szczesny, su invito di Ansaldi. L’ingresso di Bernardeschi al posto del Pipita, con conseguente spostamento di Douglas Costa falso nueve, cambia la partita. Nkoulou e Burdisso che dovevano fare a sportellate col Pipita si ritrovano ora a fronteggiare avversari veloci e guizzanti: le prime avvisaglie si registrano al 20’ quando un’accelerata di Douglas Costa mette in crisi la retroguardia granata e solo un salvataggio miracoloso di De Silvestri impedisce al siluro di Asamoah di gonfiare la rete. Il Toro è molto paziente e cerca di costruire partendo da un insistito giro palla dei difensori, al 26’ Iago Falgue effettua un lancio di 40 metri per Belotti che aggancia ma pressato, spara sull’esterno della rete e al 28’ il portiere Szczesny deve intervenire su un colpo di testa di De Silvestri messo in azione da un cross di Iago Falque. Le scelte in corsa di Allegri sono premiate dal gol che arriva al 33’ Ansaldi perde palla su un contrasto (fallo?) di Bernardeschi, che avvia l’azione poi va al cross, De Silvestri marca Sturaro a centro area ma nessuno marca Alex Sandro sul secondo palo che con irrisoria facilità mette in rete l’1-0.  La Juve ora è padrona del campo, mentre il Torino continua ad essere attendista, il centrocampo si rivela troppo fragile al cospetto di quello juventino, dove Khedira non brilla e Belotti non riceve palle giocabili. Si aspetta qualcosa di diverso da parte della squadra di Mazzarri nella ripresa, cosa che invece non avviene. Mazzarri ricorre al cambio Niang – Baselli per dare maggior potenza in avanti e ridisegna il centrocampo. Il francese è autore di alcuni strappi che costringono De Sciglio a tenere gli occhi ben aperti e a prendersi un cartellino giallo. Allegri manda in campo Dybala e la Joya in tre minuti a partire dal 22’ va al tiro tre volte, la prima volta Sirigu gli esce incontro e para, la seconda tira alto e la terza fuori. I guanti di Szczesny, invece, si sporcano solo al 34’ su tiro di Iago Falque; negli ultimi dieci minuti il Toro alza il baricentro e confeziona qualche cross. Troppo poco per impensierire i marpioni della difesa juventina e per rimettere in parità il derby.
TORINO-JUVENTUS 0-1
TORINO (4-3-3): Sirigu; De Silvestri (35’ st Edera), N’Koulou, Burdisso, Molinaro; Baselli (10’ st Niang), Rincon, Obi (27’ st Acquah); Iago Falque, Belotti, Ansaldi. A disp.: Ichazo, Milinkovic-Savic, Bonifazi, Moretti, Barreca, Valdifiori, Berenguer, Liajic. All. Mazzarri
JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Rugani, Chiellini, Asamoah; Sturaro, Pjanic, Khedira; Douglas Costa ( 21’ st Dybala), Higuain (15’ pt Bernardeschi - 47’ st Lichtsteiner), Alex Sandro. A disp.:. Buffon, Pinsoglio, Barzagli, Howedes, Bentancur, Marchisio All. Allegri.
ARBITRO: Orsato di Schio
MARCATORE: 33’ pt Alex Sandro
AMMONITI:  De Sciglio, Molinaro
18 febbraio 2018

Primo tempo segnato dalla Var e dal rigore annullato alla Fiorentina, nella ripresa Bernardeschi sblocca la gara chiusa nel finale da Higuain

Antonello Vischeri

Non poteva che esserci una coda velenosa a Fiorentina-Juventus, non sarebbe stata una gara all’altezza di quelle passate e così è stato. Con Allegri che schiera Bernardeschi, ex di giornata, insieme a Mandzukic sulle fasce a sostegno di Higuain, la Juventus ottiene tre punti fondamentali che, in attesa della partita del Napoli di domani, le permettono di passare una notte in testa alla classifica.
NeBernardeschi ed Higuain hano deciso la partita contro la Fiorentina (juventus.com)l primo tempo si vede maggiormente la Fiorentina, brava ad impensierire da subito i bianconeri: l’episodio clou lo si vive al 17’ quando Chiellini tocca di mano un pallone crossato da Benassi. Guida assegna il rigore ai viola, poi entra in gioco la Var e viene ratificato un fuorigioco di Benassi su un retropassaggio di Alex Sandro toccato da Simeone. La partita resta ferma quattro minuti, l’arbitro non va a vedere il replay e l’ira dei fiorentini si scatena sugli spalti. Il primo tempo scivola via senza grandi occasioni da rete fino al 38’: sugli sviluppi di un angolo della Juventus la Fiorentina riparte in contropiede, Chiesa innesta Gil Dias bravo a dribblare Lichtsteiner ma sfortunato nel trovare il palo a negare la gioia della rete.
Nella ripresa l’equilibrio si spezza quasi subito. E’ graveall’11’  l’errore del portiere di casa Sportiello nel posizionare la barriera sulla punizione e nell’effettuare un passo verso il centro della porta al momento della battuta di Bernardeschi, indirizzata sul primo palo, con il pallone che termina la sua corsa in fondo alla rete. La reazione viola arriva al 16’ quando si accende una mischia nell’area bianconera, ma il tentativo della Fiorentina è rimpallato in angolo. Pezzella al 23’ si immola sulla girata di Higuain mandando il pallone in angolo, mentre al 26’ sale sugli scudi Buffon imperioso nell’uscita bassa su Thereau con cui devia in angolo il pallone. Per il portiere il modo migliore di festeggiare le 500 presenze con la maglia della Signora. I minuti finali da possibile assedio viola si trasformano in dolce attesa del fischio arbitrale per la Juventus dopo il 2-0 firmato da Higuain su lancio di Chiellini in un momento di attacco Fiorentina. L’argentino fredda Sportiello e chiude i conti. Per la Juventus è nelle ultime sedici gare ha blindato la difesa: solo una rete subita.

FIORENTINA-JUVENTUS 0-2
FIORENTINA (4-3-3): Sportiello; Milenkovic, Pezzella, Astori, Biraghi; Benassi (34' st Eysseric), Badelj, Veretout; Gil Dias (23' st Thereau), Simeone, Chiesa. A disp.: Dragowski, Cerofolini, Vitor Hugo, Bruno Gaspar, Dabo, Cristoforo, Olivera, Saponara, Lo Faso, Falcinelli. All.: Pioli
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner (16' st Barzagli), Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Marchisio (20' st Douglas Costa); Bernardeschi (33' st Bentancur), Higuain, Mandzukic. A disp.: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Rugani,  Asamoah, Sturaro. All.: Allegri
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata
MARCATORI: 11’ st Bernardeschi, 41’ st Higuain.
AMMONITI: 24' pt Lichtsteiner, 37' pt  Gil Dias, 39' pt Alex Sandro, 22' st Veretout, 39' st Thereau, 44' st  Biraghi, 49' st Benatia


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