I granata pareggiano col Milan 2-2, a segno Belotti e Benassi, poi Ljaljic sbaglia un rigore; nel secondo tempo i rossoneri a segno con Bertolacci e Bacca su rigore

Franco Brunetti

Neanche al terzo tentativo riesce l’impresa a Sinisa Mihajlovic, ancora una volta il suo Toro non riesce a battere il Milan; i granata incantano nel primo tempo, vanno  in vantaggio di due gol, sbagliano un rigore che probabilmente avrebbe chiuso la partita, poi nella ripresa subiscono la reazione del Milan che riesce a recuperare lo altsvantaggio e a strappare sul prato del Grande Torino un pareggio rocambolesco.  Il Torino scende in campo nella sua formazione migliore, con il solo Obi al posto di Baselli; il Milan risponde a specchio schierando Calabria e non De Sciglio in difesa, Pasalic e non Kucka in mediana e Bacca e non Lapadula in attacco.  In avvio di partita il Toro potrebbe sfruttare due casuali assist dei rossoneri per andare in vantaggio, Paletta che rinvia addosso a Obi con palla che termina fuori e Donnarumma che esce fuori dalla sua area scavalcato però dal pallone di Belotti, ma ci pensa Romagnoli a liberare.  Il Toro sembra meno arrembante rispetto alla gara di Coppa Italia al Meazza, ma mette comunque in crisi la difesa rossonera e al 6’ Donnarumma deve già intervenire salvando la sua porta su una incursione di Belotti, messo in azione da un passaggio filtrante di Benassi. I granata comandano il gioco e al 21’ Iago Falque lavora bene una palla sulla destra, salta due uomini e serve Ljaljic, il tiro del serbo diventa un assist per Belotti che non ci pensa su due volte e scaraventa alle spalle di Donnarumma la palla dell’1-0. La fase difensiva del Toro sembra funzionare grazie al gran lavoro in copertura degli attaccanti e al 26’ i granata raddoppiano, percussione di Obi che cerca di superare il portiere milanista, la sfera arriva a Belotti che serve Iago Falque, tiro cross deviato di tacco da Benassi: granata sempre primi sulla palla. La squadra di Mihajlovic che sembra in serata di grazia, per concentrazione e applicazione tattica e si costruisce un’altra palla gol al 30’ con Barreca che supera Abate  penetra in area ma viene atterrato dal terzino milanista: rigore ineccepibile che Ljaljic calcia malissimo e centralmente permettendo a Donnarumma di respingere: si era al 31’ e sarebbe stato il colpo del ko. Come scioccati i granata abbassano il baricentro permettendo al Milan di chiudere il primo tempo in attacco; è Suso a suonare la carica prima spara fuori al 33’, poi al 38’ è Hart a negargli il gol, al 41’ una sua punizione termina a lato. La prima frazione di gara si chiude con un tiro di Bertolacci parato ma non trattenuto da Hart, provvidenziale Zappacosta nel mettere in angolo. Si attende la ripresa per giudicare compiutamente la partita del Toro che nella prima frazione di gara è stato sontuoso, ma che troppe volte nella ripresa si dimostra fragile e senza personalità. E anche questo secondo tempo non si smentisce, granata rinunciatari ed in soggezione di fronte all’aggressività del Milan. Rossoneri che impiegano dieci minuti per dimezzare lo svantaggio, cross  di Abate dalla destra, Bonaventura rimette in mezzo, Bertolacci tira, Hart para riprende Bertolacci e questa volta la palla supera la linea bianca malgrado estremo tentativo di Hart di respingere, così dice la line technology. Un minuto dopo il Toro va in gol con Benassi dopo che Donnarumma aveva respinto un tiro di Iago Falque, ma il centrocampista era in offside e l’arbitro annulla.  Il Milan è sempre più aggressivo e al 13’ ci vuole una paratona di Hart per negare il gol a Paletta; il centrale però si procura subito dopo ilo rigore che permette al Milan di pareggiare i conti: 14’ Rossettini cintura il centrale milanista mentre Hart esce in presa alta a bloccare la sfera. Tutto da rifare con il Toro annichilito; ci pensa Mihajlovic a scuotere i suoi facendo entrare Iturbe al posto di Obi. La mossa sembra dare i suoi effetti ed i granata tornano in partita, ma non riescono più a battere Donnarumma, malgrado i tentativi di Ljaljic al 23’ ad una stupenda girata di Belotti al 29’. L’espulsione di Romagnoli al 43’ non modifica la situazione in campo, dove si fa notare però Iturbe per i palloni persi. E con questo sono dodici i punti che il Torino butta alle ortiche da una situazione di vantaggio nel primo tempo: ed anche stavolta c’è da recriminare
TORINO-MILAN 2-2
TORINO (4-3-3): Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti, Barreca; Benassi (36' st Baselli), Valdifiori (22' st Lukic), Obi (16' st Iturbe); Iago Falque, Belotti, Ljajic. A disp.: Padelli, Cucchietti, Ajeti, De Silvestri, Carlao, Gustafson, Maxi Lopez, Boyè. All. Mihajlovic.
MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Paletta, Romagnoli, Calabria (42' st Vangioni); Pasalic, Locatelli, Bertolacci (28' st Kucka); Suso, Bacca, Bonaventura (39' st Niang). A disp.: Plizzari, Storari, Ely, Gomez, Zapata, Honda, Sosa, Cutrone, Lapadula, Niang. All. Montella.
ARBITRO: Tagliavento di Terni
MARCATORI: 21’ pt Belotti, 26’ pt Benassi, 10’ st Bertolacci, 14’ st Bacca (rig.)
AMMONITI:  Locatelli, Moretti, Belotti, Obi, Rossettini, Iago Falque
ESPULSO: 43’ st  Romagnoli per doppia ammonizione
16 gennaio 2017

fontefoto>: Torino FC

 

I granata escono battuti al Meazza 2-1, nel primo tempo gol del solito Belotti, poi nel secondo tempo la rimonta della squadra di Montella a segno con Kukca e Bonaventura

Franco Brunetti

Non riesce al Torino il colpaccio del passaggio ai quarti di TIM Cup, al Meazza contro il Milan i granata vengono sconfitti per 2-1. Ancora una volta è il secondo tempo a punire gli uomini di Mihajlovic, segno che qualche cosa non va nella preparazione atletica della squadra. Il conducator granata presenta la formazione altmigliore possibile, schierando solo Iturbe al posto di Iago Falque infortunato, Baselli al posto di Obi e De Silvestri al posto di Zappacosta rispetto alla gara contro il Sassuolo, mentre Montella rispetto alla gara contro il Cagliari cambia cinque undicesimi della formazione. Squadre speculari in campo lungo il 4-3-3 e partita subito avvincente fin dalle prime battute con i granata che si rendono subito pericolosi. Belotti è il solito leone anche se Paletta lo massaggia sempre rudemente, Ljalijc sembra in serata positiva, così come Baselli, mentre Iturbe pur perdendo troppe palle, quando riesce a partire in velocità è difficilmente prendibile. Già al 4’ i granata hanno una buona opportunità, Paletta compie fallo su Belotti, la punizione di Ljalijc è deviata da Donnarumma in corner; poi all’8’ primo guizzo di Iturbe che innesca Belotti ma Gomez intercetta. C’è più Toro che Milan in questa prima parte di gara, al 13’ la prima vera occasione per il Torino, cross di Iturbe respinto da Paletta sui piedi di Ljalijc, ma la sua conclusione è murata da Gomez, al 15’ ancora un cross di Ljajic per Benassi che calcia a botta sicura, anche qui una deviazione salva Donnarumma e la palla sfila a fil di paloa fil di palo. La difesa del Milan sbanda in più occasioni, mentre gli attaccanti rossoneri  sono mal supportati dagli inserimenti dei centrocampisti ed infatti la prima parata di Hart arriva al 26’ su tiro innocuo di Bertolacci. Sulla rimessa in gioco, grande ripartenza dei granata avviata da Iturbe che porta via i due difensori dal lato destro dove si inserisce Benassi che tutto solo appoggia in area a Belotti che anticipa Donnarumma.  Tutto molto bello, al 27’. I granata insistono , al 30’ Percussione di Ljajic, cross al centro e deviazione di Belotti che quasi beffa Donnarumma. Nel finale del primo tempo si accende il Milan ed è Kukca al 30’ dalla distanza a mandare al volo il pallone poco lontano dal palo di Hart. Anche la ripresa si apre sotto il segno granata, al 2’ Ljalijc allarga per Iturbe che anziché servire Belotti meglio appostato preferisce tirare. Subito dopo Hart riceva una brutta botta al capo in uno scontro con Lapadula che fa temere il peggio, ma per fortuna il portiere granata dopo le cure dei sanitari riprende il suo posto con una vistosa fasciatura e il zigomo arrossato. Dopo di chè il Torino scompare dal campo: il Milan aumenta il ritmo ed i granata arrivano sempre secondi sulla palla non riuscendo più a pressare alto e a ripartire. Al 10’ i rossoneri vanno vicini al pareggio, calcio d'angolo di Suso, colpo di nuca di Sosa che sfiora il palo lontano; pareggio che arriva comunque al 16’ grande azione di Suso che dribbla due avversari e con il sinistro impegna Hart, che riesce a respingere, cross di Bonaventura sul secondo palo per Kucka che insacca.  Il Toro è in difficoltà e la squadra di Montella ne approfitta, 19’ Gomez strappa palla a un granata, appoggia a Suso che crossa in mezzo dove Bonaventura non sbaglia il 2-1 con un colpo potente al volo. Neanche i cambi ormai classici di Mihajlovic, che già aveva sostituito Iturbe con Boyé, fuori un centrocampista Baselli dentro un attaccante Maxi Lopez,  rianimano i granata, anzi il Torino rischia di capitolare ancora al 39’ quando un erroraccio di Obi, da poco entrato al posto di Benassi,  consegna palla a Bonaventura che però tira in curva. L’espulsione di Barreca per doppia ammonizione al 42’ complica ancora di più le cose in casa granata e ci vuole un miracoloso salvataggio sulla linea di Moretti per murare un tiro di Lapadula che aveva aggirato e saltato Hart. L’ultima occasione per il Torino è in una punizione al 52’ di Pjanijc con Hart che va a posizionarsi in barriera, ma Donnarumma para in due tempi il tiro del serbo. Il Toro esce così sconfitto dal Meazza e lascia via libera al Milan in TIM Cup , per i quarti di finale contro la Juventus a Torino.
MILAN-TORINO 2-1
MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate (33' st Calabria), Paletta, Gomez, De Sciglio; Kucka (34' st Pasalic), Sosa, Bertolacci; Suso, Lapadula, Bonaventura. A disp.: Storari, Plizzari, Ely, Honda, Poli, Zapata, Vangioni, Cutrone, Bacca, Locatelli. All. Montella.
TORINO (4-3-3): Hart; De Silvestri, Rossettini, Moretti, Barreca; Benassi, Valdifiori (36' st Obi), Baselli (26' st Maxi Lopez); Iturbe (20' st Boye), Belotti, Ljajic. A disp. Padelli, Cucchietti, Carlao, Zappacosta, Gustafson, Martinez, Lukic, Ajeti. All. Mihajlovic.
ARBITRO: Russo di Nola.
MARCATORI: 27' pt Belotti, 16' st Kucka, 19' st Bonaventura
AMMONITI: Barreca, Lapadula, Abate
ESPULSO: 42’ st Barreca per doppia ammonizione
12 gennaio 2017

fontefoto: Torino FC

Finisce 0-0 contro il Sassuolo. I granata, belli nel primo tempo, sfiorano il gol con una grande rovesciata di Belotti, poi nel secondo tempo crollano fisicamente e e non riescono più ad imprimere ritmo alla partita

Franco Brunetti

Ventinove e non trentuno, come chiedeva Mihajlovici, i punti raggiunti dal Torino alla fine del girone d’andata. Un buon bottino senz’altro, ma i granata per sperare di entrare nella zona Europa League al termine del campionato, dovranno disputare un girone di ritorno davvero entusiasmante, davvero super. E da quello che si è visto oggi a Reggio Emilia al Mapei Stadium contro il Sassuolo, sembra essere un risultato difficilmente raggiungibile. I granata hanno disputato un buon primo alttempo sia sotto il punto di visto tattico, sia di applicazione nel pressing alto sia nella determinazione che nel movimento senza palla, ma non sono riusciti a concretizzare la loro supremazia territoriale; nella ripresa sono poi diventati assolutamente normali, causa una flessione fisica e causa anche di alcuni aggiustamenti tattici operati da Di Francesco a gara in corso, subendo poi nel finale la pressione del Sassuolo che con Berardi, al rientro dopo il lungo infortunio e con Matri, aveva acquistato una fisionomia più aggressiva. Mihajlovic aveva dovuto inserire nell’undici titolare Moretti al posto di Castan e Obi al posto di Baselli, che in settimana erano stati colpiti da un attacco influenzale, ma per il resto la formazione era quella titolare. Di Francesco invece doveva far fronte ad una lunga serie di infortunati e la squadra che ha mandato in campo è stata presa d’infilata dal Torino che ha iniziato imprimendo subito un buon ritmo alla partita. Proprio sulla testa di Obi sono capitate le prime occasioni gol della partita al 3’ su cross di Zappacosta e all’8’ su cross di Benassi, ma in ambedue le occasioni il colpo di testa del nigeriano finisce alto fuori dallo specchio della porta. Il Torino preme ed è sfortunato in altre due occasioni, la prima al 27’ con Ljalijc, il cross questa volta è di Zappacosta, ma lo stop del serbo tutto solo a pochi metri da Consigli non è dei migliori, la palla gli sfugge in avanti ed è preda del portiere. Il secondo capita al 43’a Belotti, che poco prima al 32’ e al 37’ aveva sparato in curva prima un lancio di Valdifiori e poi di Benassi; questa volta è ancora Benassi dalla tre quarti a mettere in mezzo all’area un pallone invitante che il Gallo aggancia con una spettacolare rovesciata, mandandolo a lambire il palo alla destra del portiere dei neroverdi. Se fosse entrata quella palla, il gol sarebbe stato sicuramente da cineteca, perché il gesto atletico di Belotti era stato veramente notevole. Il primo tempo si chiude con una sequenza di tre calci d’angolo consecutivi ed un ultimo tentativo di Rossettini su spunto di Ljalijc  bloccato da un difensore: la statistica parla di 10 tiri fuori dallo specchio della porta ed un solo tiro finito nelle braccia di Consigli di Benassi al 41’. Anche la ripresa sembra iniziare con lo stesso leitmotiv della primo tempo, ma un po’ a sorpresa i granata calano vistosamente sul piano fisico, concedendo al centrocampo della squadra di Di Francesco di salire. La partita si fa così più equilibrata ed il Torino ricorre sempre più sovente ai lanci lunghi per innescare le punte. Il Sassuolo costruisce un’occasione gol al 17’ Defrel e Moretti si abbracciano in area ma Irrati ravvisa il fallo dell’attaccante. Sull’ennesimo sbaglio di Ljalijc, scomparso completamente dal gioco nella ripresa, manda in campo al suo posto il neo acquisto Iturbe, ma l’inerzia della partita non cambia. Al 27’ fa il suo rientro in campionato Berardi, che si mette subito in mostra con una punizione tagliata per Ragusa, che interviene col petto facilitando così la parata di Hart.  Mihajlovic che aveva già mandato in campo anche Baselli al posto di Obi decide di cambiare anche Benassi con Maxi Lopez, in ossequio al suo credo, fuori un centrocampista e dentro un attaccante per vincere la partita, ma nello stesso tempo s’infortuna Moretti che deve uscire in barella e quindi niente cambio, ma dentro Castan a rimpiazzare Moretti in difesa. Una punizione di Iago Falque al 41’ fa gridare al gol agli oltre mille tifosi venuti al Mapei Stadium a sostenere la squadra, ma la palla finisce solo sull’esterno della rete, dando l’illusione del gol. Gli ultimi minuti sono però di marca neroverde, Lirola al 41’ con un tiro improvviso, sfiora la traversa e al 49’ un’altra bella punizione di Berardi raggiunge Ragusa che centra la traversa, ma la sua posizione era irregolare e pertanto Irrati ferma l’azione. L’ultima della gara. Un passo indietro quindi dei granata nella rincorsa all’Europa e tradizione rispettata: i granata non vincono la prima partita di campionato dopo la sosta invernale dal lontano 1995.
SASSUOLO-TORINO 0-0
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Lirola, Letschert, Acerbi, Peluso; Aquilani, Sensi, Ragusa; Ricci (33' st Matri), Defrel, Politano (27' st Berardi). A disp.: Pomini, Pegolo, Adjapong, Terranova, Erlic, Dell’Orco, Duncan, Franchini, Iemmello, Pierini. All.: Di Francesco.
TORINO (4-3-3): Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti (39' st Castan), Barreca; Benassi, Valdifiori, Obi (34' st Baselli); Falque, Belotti, Ljajic (23' st Iturbe). A disp.: Padelli, Cucchietti, De Silvestri, Ajeti, Avelar, Lukic, Martinez, Boyé, Maxi Lopez. All.: Mihajlovic.
ARBITRO: Irrati di Pistoia
AMMONITI:  Belotti, Valdifiori , Berardi, Ragusa, Baselli
8 gennaio 2017

fontefoto: Torino F.C.

 

I granata battono il Genoa 1-0. Brutto primo tempo della squadra di Mihajlovic, ma nella ripresa ci pensa Belotti ad interrompere la striscia negativa

Franco Brunetti

Il “Gallo” canta ed il Toro risorge: all’Olimpico Grande Torino sempre più fortino granata i ragazzi di Mihajlovic battono il Genoa 1-0. Partita complicata per la truppa di Sinisa che arrivava da tre sconfitte consecutive, l’ultima poi pesantissima in quel di Napoli e ripartire non era facile, e lo si è visto. Primo tempo decisamente altbruttino con i granata poco propensi a prendere in mano le redini del gioco, con gli attaccanti privi di rifornimenti da un centrocampo più indaffarata a coprire che ad offendere.  La partita si vivacizza dal 13’ al 20’: al 13’ un cross di Ninkovic è ribattuto dalla difesa granata poi è bravo Hart sulla conclusione di Cofie, la risposta del Torino al 14’ è affidata a Ljalijc ma Lamanna che oggi sostituisce Perin riesce a deviare e al 15’ a Vadifiori che imbecca Iago Falque, tiro  al volo ma Laxalt in recupero riesce a mettere in angolo, al 20’ un tiro di Barreca dalla distanza termina non molto distante dal palo. Poi il Genoa prende possesso del centrocampo creando densità e incomincia a pressare in attacco cercando di sfruttare le corsie, creando pericoli per la difesa granata che però riesce a difendersi  abbastanza ordinatamente bloccando le iniziative di Ninkovic, di Laxalt e di Simeone, chiudendo così il primo tempo sullo 0-0. Nei primi minuti della ripresa sembra di vedere il film del primo tempo:  il copione non muta, Genoa sempre votato all’attacco con Simeone che al 2’ tutto solo non aggancia in area il pallone, ma al 4’ canta il “Gallo”: i granata fruiscono di una punizione dalla sinistra sui 25 metri, sulla palla va Ljalijc che pennella alla perfezione per Belotti che in spaccata col piede destro manda la palla sotto la traversa, beffando Burdisso, portando il Toro in vantaggio. I granata prendono coraggio come se si fossero tolti un macigno dalla testa ed in gioco ne trae beneficio, all’11’ Iago Falque, saltato Munoz con una serie di finte e driddling, con un tiro in diagonale fa la barba al palo, poi il Genoa cerca con ostinazione il pareggio trovando però in Hart un guardiano attento e insuperabile al 16’ sul tiro del solito Ninkovic. La partita ora è saldamente in mano ai granata, Mihajlovic innesta forze fresche, Baselli e Acquah, per far fronte alle mosse di Juric che manda in campo Pandev. Dopo una occasionissima mancata da Baselli al 40’ l’allenatore dei rossoblu manda in campo anche Pellegri classe 2001, 15 anni e 280 giorni, al debutto in serie A. Mihajlovic ricorre alle prestazioni di Boyé ed i granata mancano di un soffio il raddoppio al 47’, ripartenza di Boyè che manovra nella metà campo granata, appoggio a Ljalijc, la palla giunge a Belotti che spara a botta sicura, ma Lamanna con la mano di richiamo riesce ad intercettare la palla. Seconda sconfitta consecutiva per il Grifone, mentre i granata interrompono la striscia negativa ed in classifica si portano al’ottavo posto
TORINO-GENOA 1-0
TORINO (4-3-3): Hart; Zappacosta, Rossettini, Castan, Barreca; Benassi (39′ st Acquah), Valdifiori, Obi (28′ st Baselli); Falque (44' st Boyé), Belotti, Ljajic. A disp. Padelli, Cucchietti, De Silvestri,  Ajeti, Moretti, Gustafson, Lukic, Martinez, Maxi Lopez. All. Mihajlovic.
GENOA (3-4-3): Lamanna; Izzo, Burdisso, Munoz; Lazovic, Rincon (42' st Pellegri), Cofie, Laxalt; Ninkovic (28′ st Pandev), Simeone, Ocampos (3' st Gakpé). A disp. Zima, Brivio, Orban, Gentiletti, Biraschi, Edenilson, Fiamozzi, Ntcham. All. Juric.
ARBITRO: Maresca di Napoli
MARCATORI: 4′ st Belotti
AMMONITI: Munoz, Castan, Belotti, Ninkovic, Izzo
22 dicembre 2016

Fontefoto: Torino FC

 

 

Spettacolo di gol al S. Paolo dove il Napoli batte il Torino 5-3. Al poker di Mertens e al gol di Chiriches replicano Belotti, Rossettini e Iago Falque. Partita sempre saldamente in mano alla squadra di Sarri, grazie al suo calcio spettacolare

Franco Brunetti

Difficile vedere otto gol in una gara di serie A, ma non a Napoli. Si può perché il Napoli assemblato da Sarri in questo momento è una perfetta macchina da gol, brava nel gioco stretto, brava nella corsa, brava nella tecnica individuale, brava nell’applicazione degli schemi, brava nelle ripartenze, che sa pressare alto in altcontinuo  e che sa mettere in soggezione al S. Paolo qualsiasi avversario. Oggi aveva di fronte al Torino, squadra votata all’attacco e non alla difesa come vuole Mihajlovic per credo e per necessità, che nel primo tempo ha rimediato la figura del Torello subendo lo strapotere del Napoli, ma che nel secondo tempo, quando il Napoli giocava più per divertirsi e per divertire il pubblico che per affondare ha dimostrato di avere carattere e attributi, come vuole il suo allenatore, riuscendo quasi (eufemismo) a rimettere in piedi la gara. Diavolo di un Mihajlovich, in conferenza stampa pre gara contro il Napoli il tecnico granata aveva mandato al mittente le neppur troppo velate accuse del presidente Cairo, di una non accorta gestione del risultato nel derby, chiedendo rinforzi all’altezza e rispondendo che il mantra delle sue squadre è vincere, sempre e ovunque e che per lui sostituire due centrocampisti con due attaccanti nel finale di partita è prassi normale e consolidata per poter vincere la partita e poi si presenta a Napoli al cospetto della corazzata di Sarri proponendo Zappacosta  come terzo attaccante al posto di Iago Falque e rispolverando Moretti al posto di Castan e De Silvestri in difesa, mossa studiata probabilmente per arginare sulla destra Insigne e Ghoulam. Il Napoli che arriva da tre vittorie consecutive schiera in difesa Chiriches e non l’ex Maksimovic su Belotti, mentre in avanti si affida al tridente leggero composto da Callejon, Insigne e Mertens. La partita dura esattamente ventidue minuti, il tempo necessario al Napoli di andare a segno con Mertens al 13’, con Mertens su rigore al 18’ e ancora con Mertens al 22’. I primi due gol sono frutto di una scarsa applicazione difensiva dei granata, il primo gol parte da un errore di Ljaljic in ripartenza, la palla passa al Napoli e prima Rossettini si immola sul tiro di Mertens poi Barreca riesce a mettere in angolo e dall’angolo nasce il gol: palla a Callejon che mette in mezzo dove Mertens anticipa Barreca e batte Hart; il secondo gol nasce da un tamponamento di Barreca, lasciato solo in area su Mertens, in area quando il belga era lanciato verso Hart, il rigore è una formalità per Dries Mertens, Hart da una parte e pallone dall’altra.  Il Torino che aveva già avuto al 16’ un’occasione clamorosa per rimettersi in pista, ma Belotti non aveva visto Zappacosta tutto solo in area e aveva concluso malamente, cerca con Ljaljic il colpaccio dalla distanza al 22’ , ma la palla finisce a lato. E subito dopo arriva il terzo gol del Napoli Callejon staffila a rete, Hart ci mette la mano destra e respinge, la palla arriva a Merterns che batte a rete, ma Rossettini respinge con la punta dello scarpino, Mertens raccoglie la respinta e mette in rete la sua personale momentanea tripletta eludendo il tentativo in scivolata di Moretti e De Silvestri che cercavano di chiudergli lo specchio della porta. Il Napoli è straripante, si piazza con i due centrali a centrocampo e tutta la squadra partecipa alla manovra d’attacco con i tre folletti la davanti a far dannare la difesa granata, ci prova ancora Mertens al 24’, ci prova Hamsik al 31’, ci prova Insigne al 33’ e Hart risponde da campione, ci prova ancora Insigne al 38’ al volo su pennellata di Jorginho trovando solo l’esterno della rete e così si chiude il primo tempo con il dominio assoluto dei padroni di casa al San Paolo. IL secondo tempo inizia come era finito il primo, il Napoli continua ad attaccare, al 3’ Insegne per Callejon che al volo non trova lo specchio della porta. All’11’, dopo un guizzo di Ljaljic chiuso in angolo, Mihajlovic  cerca di rimediare con una doppia sostituzione, fuori De Silvestri e Valdifiori, dentro Iago Falque e Lukic, ed il Toro trova il gol al 13’, scambio tra  Ljajic e Iago Falque dialogano, la palla arriva a Benassi che fortunosamente mette in mezzo dove Belotti ad un passo da Reina non sbaglia. A questo punto Sinisa Mihajlovic mette in campo anche Maxi Lopez sacrificando come al solito Baselli, ma il Napoli al 25’ trova il quarto gol, l’azione parte da Chiriches dalle retrovie, palla Mertens che apre per Callejon, lo spagnolo mette in mezzo dove sta arrivando Chiriches che non ha difficoltà a realizzare: S. paolo in delirio. La partita è sempre intensa perché il Torino in questo secondo tempo gioca le sue carte e raccoglie al 31’ il premio della sua determinazione, punizione dalla sinistra di Ljaljic dal vetrice dell’area, Reina para a terra ma lascia lì la palla e per Rossettini è un gioco metterla in rete senza compiere fallo sul portiere. Il Napoli non si scompone e continua a fare il suo gioco e Mertens al 35’ cala il suo personale poker, un gol stupendo: da posizione laterale con un “cucchiaio” in diagonale beffa Hart sul secondo palo. Partita finita? No, perche i granata conquistano un rigore al 39’, spinta di Callejon su Iago Falque sulla linea di fondo mentre cerca in rovesciata di rimettere il pallone in mezzo, messo a segno dallo stesso Iago Falque. C’è ancora tempo per un tiro di Giaccherini in contro balzo che sfiora la traversa, poi l’arbitro Doveri, che non ha sbagliato nessuna valutazione fischia la fine dopo quattro minuti di recupero.
Terza sconfitta consecutiva per la squadra di Mihajlovic, che vede così ridimensionata la sua classifica e le sue ambizioni di Europa League.
NAPOLI-TORINO 5-3
NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Chiriches, Ghoulam; Zielinski (28' st Allan), Jorginho (24' st Diawara), Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. A disp.: Rafael, Sepe, Maggio, Tonelli, Maksimovic, Stinic, Rog, El Kaddouri, Gabbiadini, Giaccherini. All.: Sarri
TORINO (4-3-3):  Hart; De Silvestri (11' st Iago Falque), Rossettini, Moretti, Barreca; Benassi, Valdifiori (1' st Lukic), Baselli (22' st Maxi Lopez); Zappacosta, Belotti, Liajic. A disp.: Padelli, Cucchietti, Ajeti, Castan, Acquah, Obi, Vives, Martinez, Boyè. All. Mihajlovic
ARBITRO: Doveri di Roma
MARCATORI: 13’ pt Mertens , 18’ pt Mertens (rig.), 22’ pt Mertens, 13’ st Belotti, 25’ st Chiriches, 30’ st Rossettini , 35’ st Mertens, 39’ st Iago Falque (rig.)
AMMONITI: Rossettini, Lukic
18 dicembre 2016

fonte foto: Torino FC


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